Voglio Mr. Grey. (Quello della Coloreria, però!).

 
Che delusione quando anni addietro ho scoperto che la saga  “50 sfumature di…” non era la biografia del Signor Grey – il pioniere della coloreria per casalinghe creative, ma la storia d’amore tra una studentessa cerebrolesa ed un tizio a cui piace legare ed intrecciare manco fosse un artigiano dei cestini in vimini.
 

Ed io che all’epoca di “50 sfumature di grigio”, credevo di poter finalmente mettere mano al “santo graal” della tintoria fai-da-te: certo, è vero che anche io sono stata un po’ precipitosa nel dare le mie conclusioni. Che forse, alla vista di certe signore di mezza età e di certe adolescenti che si taggavano in prima fila al cinema (invasate ed eccitate come all’apertura della stagione dei saldi), un dubbio mi sarebbe pur dovuto sorgere. Ma che ci volete fare: ero talmente estasiata all’idea di rivoluzionare il mio guardaroba con ‘ste fantomatiche 50 sfumature di grigio (e di essere così ribattezzata la Victoria Beckham del centro Italia), che non ho prestato troppa attenzione a simili dettagli.

Ed ora che è uscito il sequel – 50 sfumature di nero” – mi rendo conto di non aver né ancora superato una così cocente delusione, né alcuna voglia di buttare altri preziosi minuti della mia vita. Che poi diciamoci la verità: “50 sfumature di grigio” all’epoca m’ha fatto venire su un sacco di cose (il diabete e la voglia di buttarmi giù da Ponte Sisto, ad esempio), tranne che la libido da regina della foresta (visto che è una roba che a confronto “Il tempo delle mele” è l’ultimo capolavoro di Quentin Tarantino).
Ma analizziamo le varie falle del copione. (Si, ho scritto “falle”, non “fallo”!)

Anastasia Steele
 
 
Anastasia Steele, protagonista della sedicente pellicola “hot”, è l’ultima delle cretine: molto bella, per carità, ma ogni volta che parla e si esprime ha la stessa intensità sfoggiata da Manuela Arcuri su Canale 5. Anastasia Steele, per intenderci, è quella che va a copulare con Mr. Grey (che le ha già fatto ampiamente intendere le sue necessità, “se fossi mia non ti potresti mettere seduta per una settimana” – un proctologo nato, c’è da ammetterlo!) con i peli sulle gambe. Manco sul monte di venere (che avrebbe fatto una robetta anni ’70), quella si presenta p-r-o-p-r-i-o con i peli sulle gambe! Anastà, io posso pure capire che dopo tre anni che state insieme, magari ogni tanto ci scappa una sorta di macchia mediterranea sparsa qui e là tra l’ombelico e le caviglie, ma cacchio, almeno la prima volta datti ‘na passata di rasoio! (E non mi venire a dire “ma sono bioooondiii”, che i tuoi peli li avrà visti persino la signora con la cataratta incipiente seduta in fondo alla sala!)

Christian Grey
 
Le qualità oggettive che mi sento di riconoscere a Mr. Grey sono bellezza, fair play ed elicottero privato.
Per iniziare, direi di osservare un minuto di silenzio per tutte coloro che si sono definite deluse dalle sembianze del Grey cinematografico: “me lo aspettavo più maturo!” Tesoro, ascolta, già le cosce pelose della Steele non sono il massimo della telegenicità, ce mancava solo “l’addome pendulo” di un settantenne e poi il film passava direttamente dal genere “erotico”(?) a quello “horror”.
Comunque, sto Christian Grey, più che un dominatore affascinante, onestamente mi è sembrato un supereroe di nuova generazione: appare sempre al momento giusto e nel posto giusto (tipo quando salva quell’imbranata della Steele da una bicicletta in corsa), rinuncia di mettere in pratica le sue perversioni sadomaso quando scopre che Anastasia è vergine ( ok, lo ammetto: anche io ho esclamato come l’ultima delle cretine “ooooh, ma che carinooo!“), fa godere ed ansimare la stessa ogni qualvolta la sfiori. E soprattutto impiega meno di mezzo secondo a trovare il clitoride. (Parte il ritornello di “Sei un mito” degli 883)

Il sesso
Né più né meno di tanti film che passano in televisione in fascia protetta. Una chiappa di qua, una pecorina di là e la solita inquadratura di tette inscrivibili in una coppa da champagne. Sarà che dopo aver visto film come “Nymphomaniac“, le corde e le manette di Mr Grey, più che strumenti di “dirty pleasure”, sono peccaminose e scabrose tanto quanto lo swiffer in offerta alla Coop. ( E a dirla tutta, il sadico K. della sopracitata pellicola di Lars Von Trier, interpretato da quello gnocco di Jamie Bell – ex “Billie Elliot” – è decisamente molto più scabrosamente sexy ed affascinante del signorino Grey, ndr) Non parliamo poi del fatto che Mr Grey non fa in tempo a far perdere la verginità alla Steele con un colpo solo di bacino (manco quella c’avesse un imene di carta velina!) che Anastasia subito gode come una vestale avvezza al sesso tantrico. Ma solo noi impieghiamo il tom-tom nella disperata ricerca del punto G??

Insomma, io all’epoca ho provato davvero a dare una chance a “50 sfumature di grigio” (poi non mi si venga a dire che sono “snob”!) e al tanto celebrato fascino oscuro di Mr Grey: figurarsi che mi ero perfino munita di un taccuino su cui prendere appunti! E invece niente, ci mancava poco che apparissero il cavallo bianco e la scarpetta di cristallo.
Com’è che recitava lo spot della coloreria? Mr Grey, (non proprio) ottimo, direi.