A qualcuno piace…largo.

Se nella primissima infanzia ogni donna che si rispetti viene quotidianamente illusa dal mito dell’happy ending e del principe azzurro, tra una fiaba di Perrault e l’ultima messa in onda di Cenerentola, ad un certo punto della nostra vita, che in genere coincide con l’inizio dell’adolescenza, cominciamo ad essere tartassate dallo slogan “Lungo è bello“. Non facciamo in tempo a passare dai cartoni di Crisitna D’Avena alle letture di Federico Moccia, che siamo costrette ad arrenderci al fatto che si, lungo è bello. Quanto lungo, questo non si sa, l’importante è che lo sia.
I capelli lunghi
 (Per i quali non esistono mezze misure: liscio cinese o boccoli da bambola.
 Le criniere mocho-vileda style non sono contemplate.)
Le unghie lunghe
(Possibilmente squadrate e non da mantide religiosa. 
Non parliamo poi di quelle finte che fanno molto Maria Sole, la regina dei tarocchi)
Le gambe lunghe
(Inevitabile lo scontro tra le sue scuole di pensiero, quella de “altezza mezza bellezza” e quella della botte piccola e del vino buono.)
L’abito lungo dei diciotto anni
(Tradizione dalla quale mi sono prontamente astenuta, perchè se per Holly Golightly “i diamanti prima dei quaranta fanno cafona“, per me l’abito lungo prima dell’altare fa molto cafona ugualmente.)
L’elvis presley, possibilmente lungo
(Ebbene si, manco sappiamo ancora com’è fatto e già pretendiamo che sia lungo. Non ci siamo minimamente preoccupate di prendere le misure della nostra che già pretendiamo di ospitare Godzilla. E’ come se mia madre acquistasse un pianoforte a coda senza aver preso in considerazione le dimensioni del salotto e della porta di casa. Alle mie figlie dirò piuttosto di assicurarsi che sia scevro di alcuna malattia . Ed ovviamente funzionante.)

Per qualche strana ragione, però, tutto quello che entra a far parte del nostro guardaroba dai quindici anni in su deve essere necessariamente corto. Molto corto. La minigonna. Gli shorts. Le magliette con piercing in vista. L’unico accessorio che sopravvive alla legge del corto per abbracciare la fede del lungo è il tacco.
Da adolescenti sentiamo l’esigenza di indossare i tacchi pure per muoverci dal letto alla vasca da bagno. Invidiamo brutalmente tutte le nostre coetanee che già al compimento dei quattordici anni vantino una collezione di zeppe e décolleté vertiginose che a confronto Victoria Beckham la chiamano “la pantafolaia”.
Si, un vero inno alla prostituzione e all’abbonamento dall’ortopedico questa cosa del tacco: ma siamo sincere, quanto ci siamo sentite fighe la prima volta che abbiamo indossato un tacco otto centimetri? In cuor nostro ci sentivamo Cindy Crawford, viste da fuori, sembravamo Luigi XIV. Infinita tenerezza!


E sono proprio i tacchi gli indiscussi protagonisti del mio nuovo post per la rubrica del mercoledì @TheItalianFashionTea: le ultime tendenze vogliono però che essi si vestano di forme e design più morbidi. Bye bye tacco a spillo: i brand più in voga, da Zara a Louboutin, si sono sbizzarriti a creare calzature che mettano d’accordo il sex appeal con il comfort. 

“…Per fortuna le ultime tendenze in fatto di scarpe sono corse in nostro aiuto: con mio grande gioia ho potuto constatare, tra un’occhiata fugace agli e-store più gettonati e una sfogliata alle riviste più glamour, che è tornato di moda il tacco largoSempre sia lodato. Rassicuranti, comodi e accattivanti, i nuovi compagni delle nostre passeggiate si vestono di colori e si impreziosiscono di stampe e dettagli chic: i tacchi ampi si dimostrano un’ottima alternativa allo stiletto di sempre. Basta dunque al binomio “Bello ed Impossibile”: come ogni donna intorno ai vent’anni realizza che Raoul Bova e Marco Borriello non rientrano nelle sue possibilità da marpiona, così, questa nuova stagione di tendenze ci insegna che larg’ is megl che strett’. “
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Largo is better. Largo is the new black.
Ecco l’altra cosa che dovrò ricordare alle mie bambine.
Il portafoglio. Un uomo largo di portafoglio. 
Che cosa avevate capito?


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