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L’amore della mia vita esiste. E sono io.

Io le invidio quelle persone che non fanno in tempo a chiudere una porta, che stanno subito lì a spalancare un portone. Manco fossero degli agenti immobiliari a lavoro.

Chiudo, apro. Apro, chiudo.

E come se per certe persone, ricominciare a vivere al fianco di qualcuno – mani sconosciute, odore nuovo – fosse un gesto più naturale del dovuto. O almeno più di quanto non lo sia per me, visto che ogni volta che chiudo una porta non solo mi assicuro che sia ben murata, ma ci metto anche un bel po’ per trovare il corridoio giusto. Quello che mi conduce al fantomatico portone, per capirci meglio.

Dicono che è così perché sono una persona selettiva. Ed è vero: detesto la qualità dozzinale, il riempire i buchi (anatomici e dell’anima) per pura noia, quel casino di persone e sentimenti da cui molti si lasciano invadere l’esistenza.

La mia non è però una selezione da femmina spocchiosa, la mia è quella di una donna che sa quello che vuole: ho tutto dalla vita e la vita mi va già bene così com’è, che io mi basto da sola e tutto il resto o è  un (meraviglioso) plus o è solo una perdita di tempo.

I ritorni di fiamma ed i dieci minuti di microonde non fanno per me, perché una donna che sa quello che vuole si lascia cucinare solo a fuoco vivo, magari con la discografia di Sade in sottofondo. E pazienza se si brucia un pochino: al massimo ne guadagnerà in sapore.

Si, io le invidio quelle persone che lasciano (o si fanno lasciare) solo nel momento in cui trovano “qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre”: quando ho lasciato (o sono stata lasciata contro la mia volontà) non avevo nessuno ad attendermi in scarpe da ginnastica e Runtastic sul telefonino. Io ho continuato a correre da sola.

Selvatica, indipendente, egoista a fin di bene.

Dicono che sono forte, che a decidere di proseguire da sola ci vuole coraggio da vendere, ma l’unico merito che mi riconosco è di essere sempre rimasta fedele a me stessa. Di volermi bene in ogni scelta che faccio, di rispettarmi ogni volta che decido di chiudere una porta. E pazienza se il portone poi non si aprirà: vuol dire che chiamerò in soccorso un bel vigile del fuoco.

Dicono poi che bisogna imparare a convivere con la solitudine, che se non stai bene con te stesso non potresti fare di meglio stando insieme agli altri: io dico che la solitudine è un’amica meravigliosa – per nulla egoista ed invadente – con cui fare cose altrettanto meravigliose, una spa rigenerante, l’unico modo per conoscersi davvero per quello che si è.

 

Si, un po’ le invidio quelle persone che trovano principi azzurri sotto ai cavoli o l’anima gemella in fila alla posta: io stando da sola ho trovato me stessa. E mi sembra comunque un ottimo punto di partenza.

 

 

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…