Bella di giorno.


Se per il sesso maschile rimane ancora un mistero di quanta roba una donna riesca ad infilare in borsa o di come faccia a correre su un paio di tacchi con il tanga in pizzo tra le chiappe, io mi chiedo ancora come facciano certe ragazze ad essere perfette in ogni occasione. 

La lezione di total body 
(dove la maggior parte delle donne si decompone ed assume lo stesso colore di uno sformato di melanzane)
Il lunedì mattina all’università
 (dove la maggior parte delle studentesse accusa il mal di vivere e verrebbe volentieri in pigiama e ciabatte)
Il venerdì mattina all’università
 (Vedi sopra e soprattutto, dopo’ na settimana di cambio d’abito non c’hanno più una mazza da mettersi)


La mia osservazione non si riferisce certo alle sorelle Kardashian e alla loro eterna allure da dive appena sbarcate a Venezia, si sa, i soldi aiutano parecchio (ma mai quanto il chirurgo plastico). Mi riferisco piuttosto a tutte quelle donne normali, che per qualche strana ragione non troverai mai, e dico mai, con un capello fuori posto.
Con un unghia sbeccata. Con il mascara colato. Con il colletto della camicia sgualcito.

Eternamente impeccabili e completamente avulse da qualsiasi legge della fisica o della natura: non risentono minimamente del cambio di stagione (neanche in termini di guardaroba), delle tempeste ormonali o del karma. Le vedi lì, con il sopracciglio da manuale, con le unghie perfettamente squadrate (da poter tranquillamente essere annoverate tra i prodigi dell’architettura) e con quell’incarnato roseo alla Milly Carlucci che ti chiedi se ‘ste stronze, la sera, non le chiudano nella stessa cella frigorifera.
Tu ovviamente non puoi che sentirti una cacca gigante, con le tue doppie punte e lo smalto color lavanda.
E poi i capelli. Quei capelli setosi, che manco l’ultimo dei Mohicani, che sembrano appena uscite dal parrucchiere: sfoggiano delle acconciature che a confronto gli chignon di Carla Fracci sembrano i codini di Sailor Moon. A confronto la treccia di Charlotte Casiraghi sembra il codino di Fiorello ai tempi del Canta Tu.


Tesoro, ma tu di solito a che ora ti alzi? 
Ma c’è almeno Uno Mattina in televisione?
 O ti svegli nell’ora di punta delle telenovelas argentine delle quattro del mattino?

Mi chiedo dove trovino il tempo, la voglia e l’energia per imbellettarsi ogni giorno. Mi chiedo che vita facciano, se mangino almeno. Se spendano almeno un paio di minuti per fare la pipì o girino con il catetere.
Probabilmente esistono dei programmi di addestramento di massa che ignoro. Una sorta di chiamata alle armi: sveglia all’alba, secchiate in faccia e torture cinesi. Un esercito di Mc Gyver in gonnella, che invece di ricavare la bomba atomica dalla confettura Zuegg, è in grado di realizzare una pettinatura da sposa in meno di trenta secondi e di asciugarsi le unghie sfruttando il microonde. Per non parlare di quando se le squadrano con il coltello da cucina. Così, giusto per ammazzare il tempo. Le altre ci ammazzano il marito e loro ci ammazzano il tempo. Bisogna ottimizzare i tempi, altroché.
Soprattutto mi domando se abbiano una vaga idea di cosa sia una sindrome premestruale, se abbiano mai vissuto il trauma da assorbente con le ali. Perchè io proprio non ce le vedo. Più le guardi e più ti convinci che queste un brufolo non lo vedono dai tempi delle Zigulì. Più le guardi e più ti chiedi come minchia facciano a non avere mai un accenno di ricrescita o un bulbo pi
lifero che faccia il suo mestiere. Ecchecavolo. Io non faccio in tempo a farmi la ceretta che già dopo una settimana mi dovrei armare di zappa: perchè si sa, il pelo va estirpato alla radice. Probabilmente rientrano nella categoria di quelle a cui la ceretta dura quattro settimane: si, quelle quattro settimane che le pubblicità ti sbattono in faccia dalla mattina alla sera. 


Quattro settimane?
Ma che c’hai i peli ritardati?
Fossi in te provvederei ad un’ insegnante di sostegno.

Mia madre dice che Dio dove mette poi toglie, ma a me pare che Dio tutto quello che ha tolto a loro ce l’ha dato a noi.

Cellulite. Couperose. Occhiaie. Peli incarniti. Ricrescita a vista.  Sindrome premestruale. Sindrome da studentessa sotto esame. Paturnie e molto altro.
Come se glielo avessimo chiesto.

Poi per carità, può essere che abbiano la stessa voce di Ignazio La Russa e un flipper al posto del cervello, fatto sta che su di loro sembra che il tempo non passi mai, mentre su di noi sembra che passino il tempo, le stagioni e i tram. Fatto sta che a confronto sembriamo un misto tra Rosi Bindi e Lucia Annunziata. Una bomba proprio.
Io non ho ancora scoperto quale sia il loro segreto: non so se sia una questione di geni, di vocazione o di semplice botta di culo. Nel frattempo che ci penso, vado a farmi un pediluvio.