Se vedo il bicchiere mezzo vuoto, è solo perché ho bevuto.

Credo bisognerebbe rivedere questa cosa del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Sarà che i bicchieri mezzi vuoti non mi deprimono né mi spaventano, anzi, sono la testimonianza che non sono stata lì ferma a guardarli: per me sono lo specchio della vita che fino ad ora ho bevuto. Tutta d’un fiato.

Forse la domanda non è se vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. La domanda giusta da farsi è perché lo vedi così.

In quei centimetri di aria che rubano spazio ad un Moët & Chandon versato, io ci vedo tutto ciò che è stato (nel bene e nel male), tutte le strade battute, tutte le porte sbattute (a volte senza alcun portone da spalancare), tutti i piccoli, i grandi ed i mancati successi, tutte le albe vissute e tutte le sere lontane dalla sobrietà.

Se vedo il bicchiere mezzo vuoto è solo perché ho bevuto: i ricordi amari ingoiati, le gioie trattenute qualche secondo tra il palato e la lingua, i viaggi assaporati, gli amori gustati a piccoli sorsi e quelli bevuti one shot. La vita bevuta in solitudine – un giorno aceto, l’altro un sorso d’acqua fresca. La vita bevuta insieme agli altri: quelli che come un Cosmopolitan non passano mai di moda, quelli che come un Mojito fanno sempre la loro figura, quelli che come il vino migliorano annata dopo annata. Le migliori bevute della mia vita e tutti i brindisi da dimenticare. 

Si, in quel vuoto che a molti fa tristezza, io ci vedo la donna che – a torto o a ragione – sono diventata.

Un bicchiere quasi vuoto – con solo due dita di champagne a colorarne il fondo – non mi fa paura, perché l’importante è assicurarsi di averne almeno un secondo pieno a portata di mano. (E qualcuno che nel frattempo stia già ordinando un altro spritz al bancone per te).

 

 

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…