Brigitteeeeee Bardòòòòòòòòt Bardòòòòòòt!

Qualcuno salvi le mutande.
E soprattutto qualcuno ci salvi dall’egocentrismo della brigitte bardot delle dive televisive: ormai sulle pagine della stampa scandalistica si vedono più brigitte bardot en plein air che i nuovi fidanzati di Manuela Arcuri. Mi appello al decoro dell’haute couture: vi prego, che qualcuno porti nuovamente in passerella l’allure degli slip in tutta la loro beltà. E soprattutto in tutta la loro igiene.
Io non so se sia un problema di ormoni o se sia una questione legata all’effetto serra, ma ultimamente le brigitte bardot si schiudono al sole come le primule nei primi giorni di maggio: questa dell’andarsene in giro allegramente vestite in gonna, maglioncino, collant e senza mutande è una moda che proprio non capisco. Non capisco quale sforzo immane richieda tirarsi su un paio di culotte: tesoro, ti inguaini in dei tubini che manco Samantha Jones, ti armi di guepiere e reggiseno a balconcino, possibile che le mutande proprio non sai mettertele? 

Comincio ad essere arcistufa di tutte quelle star Hollywoodiane che no, loro-gli-slip-proprio-no, e soprattutto della loro esigenza di rendere partecipe il mondo intero della loro allergia alla lingerie: personalmente me ne frega quanto sapere come funzioni il fantacalcio o il rasoio Gillette diciotto lame (anche se in effetti, con la ricrescita che mi ritrovo in inverno, dovrei prendere informazioni…). Questa campagna del mutanda-free si avvale principalmente di due strumenti di controllo di massa: i talkshow e  le foto sui giornali. Le suddette star sono solite rivelarsi in tutta la loro smutandaggine nel corso di una qualsivoglia intervista televisiva. Così, d’emblèe, senza che nessuno gliel’abbia chiesto. Un pò come quando Antonella Clerici se ne esce con la storia che l’aglio lo preferisce tritato piuttosto che a tocchetti, nel bel mezzo di una discussione sulle energie rinnovabili. Non che dal quoziente intellettivo di una persona che non indossa mutande per scelta, ci si possa aspettare dichiarazioni intelligenti in merito all’estinzione del panda o all’ultimo premio Pulitzer, ma quantomeno ci si aspetterebbe una motivazione valida. Anche se, come direbbe mia madre, il silenzio è d’oro.

“Mi sento finalmente a mio agio.”
Parliamone. Parliamo del tuo concetto di agio. Parliamo di quando te ne vai in giro senza slip e devi, che so, sederti sull’erba nel bel mezzo di un picnic o devi prendere posto sulla metro. Parliamo di quando indossi il tuo vestito più bello e fatalità vuole che ti venga chiesto di chinarti per raccogliere qualcosa. Dai, dai, parliamone. Parliamo poi di quando fuori ghiaccia la merla e tira forte la bora. Vaglielo a chiedere ad un eschimese o ad una che abita a Trieste se gli è mai saltato in mente di andarsene in giro senza slip.


“Non trovo ci sia niente di male.”
Perchè, cosa ci trovi di tanto mostruoso nello spendere dieci euro per un paio di brasiliane bianche in cotone? Cosa c’è di tanto insano, di così fastidioso nell’indossare un paio di comunissime mutande? Cosa ti turba, tesoro? Se ti irrita il pizzo, ci sono quelle in cotone. Se sei una tipa estrosa e trovi che gli slip bianchi ostacolino la creatività del tuo chakra, ci sono quelle con Minnie e Topolino. Se sei una tipa vintage ci sono quelle in flanella, perfino i mutandoni al ginocchio.


“Mi sento più libera.”
Ah si? Voglio proprio vederti nei giorni del ciclo. Voglio sapere come diavolo fai ad andare in giro con Lady Dracula tra le gambe. Le ali del salvaslip non ti davano abbastanza libertà? Non ti bastavano le ottocento profumazioni degli assorbenti di ultima generazione, in grado di farti raggiungere il Nirvana (oltre che la dermatite da contatto)? Certo, potresti sempre usare i Tampax o qualsivoglia prototipo di assorbente interno: in pratica te ne vai in giro con questa cordicella che fa capolino da sotto la gonna o che nuota nel tuo jeans. Un pò come le cordicelle delle vecchie abat-jour. Trés chic.


Tralasciando tutte quelle bazzecole sul riappacificamento con la natura e il cosmo (quando mai un paio di mutande sono state in grado di alterare l’equilibrio dell’ecosfera?), sicuramente, le dichiarazioni che più mi sono rimaste nel cuore sono state quelle della elegantissima Sara Tommasi. Dopo aver sfornato una simile creatura, credo che la Bocconi potrebbe tranquillamente chiudere i battenti. O al massimo rivisitare il proprio nome in Carponi. La sedicente esperta finanziaria (e premetto di non capisci un tubo di economia, un pò come quella storia del fantacalcio e del rasoio diciotto lame), si è fatta beccare in più di un’occasione senza slip indosso. Anzi, è stata proprio la stessa Tommasi, con la classe che la contraddistingue da sempre, a sollevarsi la gonna e a mostrarci la sua brazilian wax. Complimenti all’estetista. Sara dice che la sua è una forma di protesta nei confronti del signoraggio bancario. Se lo dici tu.
Cara Sara, ti costava tanto fare uno striscione o lanciare un paio di lacrimogeni sotto la UniCredit vicino casa tua? Era davvero necessario sfilare nei pressi di Montecitorio con la gonna altezza ascelle e il tuo deretano di fuori? Che hai un bel culo, questo lo sapevamo. Ora abbiamo la conferma anche della tua imbecillità. Ti prego, lascia stare i libri di Alfonso Luigi Marra (qualche tempo fa sponsorizzati da Ruby Rubacuori, tanto per capirci) e torna a leggere quelli di Federico Moccia.

Per quanto concerne le smutandate che amano rivelarsi attraverso i flash dei fotografi, devo dire che le americane ci battono dieci a uno. Sta diventando una mania questa cosa di farsi fotografare con la brigitte in bella mostra: tradizione vuole che le suddette dive vengano paparazzate senza slip mentre scendono dalla loro auto. Allora io mi chiedo, se sai di non avere le mutandine con te, che magari ti sei dimenticata o la lavatrice stava ancora facendo la centrifuga, per quale insano motivo ti metti la gonna inguinale? E soprattutto, perchè mai scendi dall’auto come se ti si fossero rotte le acque?! Anni e anni di red carpet non ti hanno insegnato a scendere con classe dalla limousine? Non mi sembra poi un’operazione così complicata. Non è che vi si stia chiedendo di saltare la staccionata come il tizio della pubblicità dell’olio Cuore. E poi voglio dire, c’avete Victoria’s Secret e Agent Provocateur che vi mandano a casa i pacchi formato famiglia, tra culotte, perizomi e slip a vita alta: è proprio vero, Dio dà le mutande a chi non se le merita. E manco le vuole.


Non c’è che dire, trovo molto più dignitoso e fine il gambaletto contenitivo che fa capolino dalla gonna delle anziane in fila dal dottore, piuttosto che le brigitte bardot ignude delle suddette dive, seppur abbinate ad un favoloso paio di Stuart Weitzman. 
Oh cicce, ve li do io due spicci per le mutande!