Brillerai. Si, tu brillerai anche di domenica.

Ho bisogno di luce. Di luce addosso.
Di una luce da indossare senza freno alcuno. 

Polvere di stelle. Trucco in polvere. Trucco di stelle in polvere.
Ho voglia di brillare. Si, in questo freddo e cupo mese di febbraio io voglio brillare.
E brillerò. 
Brillerò ravvivando il biondo caldo dei miei capelli.
Indossando paillettes per l’aperitivo del giovedì sera.
Riflettendo la luce di un calice di vino bianco sul mio volto.
Sul bordo di quel calice farò scivolare il mio dito con innocente malizia.
Un giro.
Due giri.
Prima del terzo giro avvicinerò il bicchiere alla bocca, berrò un sorso e poi guarderò compiaciuta l’alone del rossetto impresso – come la più glamour delle sindoni – su quel bordo arrotondato. 
Splendo. Dio, come splendo.
Con indosso queste parigine nere splendo come i “mille splendidi soli” di Hosseini.
E guarda queste scarpe: c’è forse un paio di scarpe in grado di risplendere più di due decoltèe nere in vernice?
Toc. Toc. Toc.
Sgambetto come una Marilyn sorridente che poco prima della mezzanotte si perde nella grande bellezza di un centro storico.
Cammino sulle mezze punte per non perdere nessuno dei soprattacchi e le mie gambe sembrano quelle delle funambole vestite di lustrini che risplendono sulle teste del pubblico pagante con gli occhi incollati all’insù.

Sentirmi bella. In questo freddo e piovoso mese di febbraio io voglio sentirmi bella.
Anche se bella magari non sono.
Voglio guardarmi allo specchio e trovarmi più bella del solito.
Con due passate di mascara nero carbone.
Con un tubino bordeaux nuovo di zecca.
Con un paio di brasiliane in pizzo che sono la fine del mondo.

Questa domenica a casa – in pigiama ed occhiali da lettura – ci restino pure le altre.
Io esco. 
In tacco dodici, chioma leonina e rossetto rosso.
Esco a brillare per un po’.

E poi ritorno a casa.
Lo giuro.

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…