Il calzino bianco di spugna solo se siete Michael Jackson nel video di "Billie Jean".

E’ una vita che sento parlare male delle “ballerine” (quelle da “mettere ai piedi”, non quelle dell’Operà!), mentre mi sembra ormai chiaro che non si sia mai affrontato con la dovuta serietà l’argomento “calzino bianco da uomo”. E tutta un’altra serie di “anticoncezionali naturali” di cui è zeppo il guardaroba maschile, al cui confronto “l’astinenza sessuale” è robetta da inesperti.
1. Il calzino bianco di spugna
Partendo dal presupposto che buona parte degli uomini che perseverano nell’indossare questo cimelio di guerra siano essi stessi degli “anticoncezionali viventi” (leggi, “maglietta da adolescente + forfora galoppante ‘a vista’ + laurea in ingegneria ambientale“), mi chiedo ora di quale sforzo sovrumano essi abbiano bisogno per andare alla Upim e comprarsi un benedetto paio di fantasmini (magari neri o grigi) e di buttare nel secchio dei rifiuti “non riciclabili” quelle specie di spugne di mare radioattive con cui vanno in giro. No, questo non è il San Paolo di Napoli e no, voi non siete Diego Armando Maradona che si sistema i calzini prima di tirare un rigore.
2. Il jeans con risvolto + mocassino 
A meno che non stiate prestando soccorso agli alluvionati (va bene anche la vicina di casa a cui si è rotto il tubo del lavandino), il jeans con il risvolto lo potete tranquillamente lasciare tra i ricordi di infanzia (tipo quando non eravate ancora ‘sviluppati’ e tutti i jeans di “0-12 Benetton” vi stavano a modello “zampa d’elefante”). Il mocassino invece lasciamolo a “poro nonno” con l’alluce valgo, grazie.
3. La maglietta a giromanica 
La maglietta (o canotta) a giromanica solo se siete Mitch Buchannon di Baywatch in servizio sulla spiaggia di Malibù alla fine degli anni ’90. Possibilmente con la stessa massa muscolare e dopo (almeno) due spruzzi di Borotalco spray.
 
4. Il bermuda “indeciso”
Allora mettiamoci d’accordo una volta per tutte, che una non è che vuole farvi schiattare nel pieno dell’afa estiva con il pantalone lungo a costine di velluto, ma ci sono bermuda e bermuda, signori miei: okay quello che arriva appena all’altezza del ginocchio, no quello che si estende fino a metà gamba (rendendovi appetibili come dei nani da giardino). La variante “femminile” prende il nome di jeans “alla pescatora” ed è stato definito illegale dopo lo scioglimento delle Lollipop
5. Le stampe floreali
Ripetete insieme a me: “No, non mi chiamo Ace Ventura e no, non sto sfilando per Gianni Versace redivivo“. Certe stampe farebbero voglia di smantellare l’intera foresta pluviale anche al più fanatico degli attivisti di Legambiente. Altro che “pollice verde”, a voi servirebbe una perizia psichiatrica!
6. La ciabattazza olimpionica
No, certi orrori non li perdoneremmo a Massimiliano Rosolino, figuriamoci a voi (panza-dotati e con lo stesso charm di un materassino gonfiabile della Lidl). Un paio di infradito never killed nobody. La ciabatta della Champ, si.
 
7. La t-shirt aderente
Questa cosa della “salsa” ha rimbambito un po’ tutti quanti (e non mi riferisco ai sughi pronti della Knorr). Io mi rendo conto che nel mondo “latino” ci sia questa particolare propensione per i tessuti stretch e che lasciano poco spazio all’immaginazione, ma, voglio dire, in certi casi non c’è poi necessità di ricorrere a chissà quale grande fantasia per capire che c’avete la panza o le stesse tette di Ilary Blasi. Quindi, a meno che non siate dei sub metropolitani o Batman in azione, la lycra lasciatela per confezionare i body delle pattinatrici sul ghiaccio. 
8. La camicia a mezze maniche
Dawson’s Creek è finito da un pezzo, i Green Day c’hanno una certa età e voi non avete più il fisico per andare sullo skateboard.  Io certe “leggerezze” le potrei perdonare giusto a Travis dei Blink 182. E solo se mi offre da bere.
9. Il cappello da baseball
Per carità, io mi rendo conto che prevenire un’insolazione sia un indiscutibile atto di amore per se stessi, ma non mi risulta che i raggi solari oltrepassino i luoghi chiusi (leggi, tetto dell’auto o di qualsivoglia edificio) né che tantomeno mettano a repentaglio la vostra salute dopo le sette di sera. Quindi, che cosa mi rappresenta ‘sto cazz di berretto nel bel mezzo del traffico sul Raccordo o mentre siete a cena fuori? C’avete forse paura di perdere l’unico neurone freelance di cui ancora disponete? Che poi, non per essere cattiva, ma il cappello con stampa Gucci fa molto “lavavetri” e quello “spaccone” stile Yankee, soprattutto se c’avete l’accento da hinterland campano, fa chiudere le tube all’istante.
10. Gli slip con la scritta “UOMO”
Grazie. No dico, grazie: grazie per aver scelto di indossare della biancheria rassicurante! D’altronde, cosa c’è di meglio di una notte di passione con un tizio il cui “genere di appartenenza” sia specificato sull’elastico delle mutande? Si, quella scritta a caratteri cubitali sembra quasi voler dirci “tranquilla tesoro, lo so che è più depilato di un sorcio appena nato, ma ti assicuro che è un uomo!“. Sempre che non serva al diretto interessato per rinfrescarsi la memoria ogni volta che si cambia di mutande (già mi immagino la scena, con lo slip che gli urla contro “Chi è l’uomoooo?? Chi è l’uomo, ehhhh?” ed il pirla dall’altro lato che risponde “Sono io!!! Sono io l’uomooo!”) E niente, quasi quasi rimpiangiamo i boxer di Bart Simpson con l’invitante  scritta “ciucciami il calzino”.
 
Cari maschi, prima di cercare la “ballerina nell’occhio dell’altra“, assicuratevi almeno di non indossare nessuno dei suddetti orrori. Oh.