Cattivone on the road – Firenze

Ebbene si, anche le cattivone ogni tanto si concedono un break: retraggono gli artigli rosso laccati, depongono l’ascia di guerra nella loro handbag, indossano il loro paio di scarpe più comodo e si lasciano sedurre da un’uscita fuori porta. Che sia a pochi chilometri da casa o dall’altra parte dell’oceano, ogni tanto sento l’esigenza di andarmene da qualche parte. Anche solo per ventiquattro ore. Da oggi inauguro la rubrica Cattivone on the road, una sorta di diario di bordo dei miei weekend/viaggi degni della vostra attenzione, meno chiacchiere e più immagini.
Come già alcune di voi sapranno, questo weekend mi sono concessa 24h d’amore e di marcia campestre per i vicoli della bella Firenze. Sabato mattina mi sono lasciata alle spalle l’afa della capitale, con l’aria già intrisa di carbonella eau de toilette: ho così declinato gentilmente qualsivoglia invito per barbecue last minute e pic nic ad Ostia beach. Si, il mio è stato un ingegnoso modo per fuggire dalla famigerata prova costume. E credo che continuerò a posticiparla  in eterno per un bel po’. Con la mia baby love sotto le chiappe e con il mio prince charming alla guida (molto sportiva, devo dire), siamo arrivati a destinazione prima del previsto, complici le nostre performance canore, che a confronto quelle dell’ Heinekein Jammin’ Festival fanno molto Zecchino D’oro, e i cornetti caldi portatomi in dono dal mio principe/autista/psicoterapeuta. Che donna fortunata, lo so. Ditelo a quello stronzo del mio metabolismo.

(pics: noncontofinoadieci)

Firenze è una città deliziosa, in cui arte, moda e buona cucina si fondono alla perfezione. Avendo solo ventiquattro ore di tempo, ci siamo dovuti limitare ad assaporarla nelle sue viuzze e nelle sue piazze principali: ci siamo lasciati guidare un pò dall’istinto (quello del mio prince, per l’esattezza. Se avessimo dato retta al mio ci saremmo ritrovati a Fiesole) e un pò dalla cartina. Ci siamo lasciati sedurre il palato dalla cucina casareccia: lo ammetto, di wine bar e posti fighetti ce ne sono davvero tanti, ma per una volta abbiamo voluto puntare sulla semplicità e con mia grande sorpresa, sulla qualità della tavola. Lo so, le toscanacce in ascolto mi prenderanno a borsettate in faccia, ma non sono un’amante della carne, quindi non sono corsa all’assalto della fiorentina che-se-non-te-la-magni-che-ce-sei-venuta-a-fa: però, le fettuccine fatte in casa con i funghi porcini de  Il Cantastorie mi hanno fatto quasi dimenticare quelle di mia madre. E ho detto tutto. 


(pics: noncontofinoadieci)

Per chi come me abita in una grande città, il lusso e le boutique prestigiose che si dislocano nelle vie principali di Firenze, lasciano il tempo che trovano: è invece l’atmosfera suggestiva, quasi trasognata, che si respira passeggiando su Ponte Vecchio a fare la differenza. Gioiellerie di ogni tipo, da quella chic a quella più folkloristica, stanno lì a ricordarci che si, esiste il gioiello perfetto per ognuna di noi. E soprattutto per tutte le tasche. E’ stata poi Piazza Santo Spirito a colpirmi in particolar modo: è una piazza diversa da tutte le altre che si arti
colano nel centro della bella città toscana. Un luogo raccolto, intimo, che ricorda i paesi e le cittadelle di campagna: su tutto predomina l’omonima basilica, che io ho trovato deliziosa, proprio per la sua semplicità, che quasi fa riprendere fiato, dopo tutto quel popò architettonico del Duomo e di Piazza Santa Croce. Un’atmosfera tranquilla e rilassata, quasi d’altri tempi, l’ideale per gustare un thè ghiacciato nelle ore più calde o per godersi un insolito aperitivo prima di buttarsi nuovamente a capofitto nel cuore della città.

Firenze è stata la madrina ufficiale dei miei ultimi acquisti della stagione, tutti rigorosamente firmati Zara.

Camicia boyfriend in denim: estremamente pratica e versatile, sostituisce qualsivoglia cardigan/coprispalle, donando al resto del look un american accent che non guasta. Ne sono praticamente innamorata, si, fosse per me la indosserei anche per andare a dormire. E’ la mia nuova coperta di Linus.
Panta a sigaretta flower power: all’inizio ero un pò scettica su questa moda dei fiori, che però nel tempo ha saputo conquistarmi. Un panta fresco e femminile, che per una volta fa restare in panchina il blue jeans di sempre. Un capo che odora già di estate, di feste sulla spiaggia e di Margarita Frozen.
Girocollo afro chic: più che il collo, a me-mi-fa girare la testa. Verde acido, turchese e un filo dorato fanno di questo accessorio firmato Zara, l’amico ideale di un look estivo che non vuole passare inosservato. Dona carattere alla tee bianco latte, impreziosendo la camicia bf  e sposandosi alla perfezione con i colori del panta fiorato.

Inutile dire che a fine giornata avrei avuto bisogno di un paio di scarpe di due numeri più grande: nonostante io abbia impiegato circa due giorni per decidere quale paio di sneakers indossare, manco fossi dovuta andare in pellegrinaggio a Lourdes, i miei piedi alle ore diciotto e zero uno minuti, gridavano pietà. E vi assicuro che di scarpe più comode di quelle forse c’erano solo le ciabatte in spugna. Di quelle che ti regalano in hotel insieme alla cuffia e alle saponette. E vabbè. La prossima volta farò come le americane: sneakers ai piedi e hawaianas in borsetta, in caso di emergenza. Anche perchè non è che ti puoi vestire di tutto punto e poi vai in giro con i piedi gonfi come le labbra di Nina Moric.

Un grazie speciale alle mie lettrici che sulla pagina fb mi hanno dato qualche imbeccata per il mio breve soggiorno nella loro città. Imbeccate che si sono dimostrate preziose, anche se un giorno è davvero poco per godere di tutte le bellezze di Firenze. E soprattutto per fare shopping ( visto che il mio unico acquisto è stato un paio di teschietti sbrilluccicosi da indossare al posto dei soliti punti luce).

D’altronde nella vita è bene avere sempre un buon motivo per tornare

firenze viaggio

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