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Certa gente si droga. Io ascolto gli ABBA.

Una settimana di sfiga così non la vedevo dai tempi del primo liceo, quando ero follemente innamorata di uno più grande di me che, ovviamente, nun me se filava di striscio.
In questi ultimi giorni mi sento un po’ Mercoledì Addams, un po’ Brontolo, un po’ Puffo Brontolone: si insomma, sono in pienissima fase #cagacazz. E no, ancora non ho ovulato.
Come se non bastassero l’influenza e ben tre unghie (fresche di semi-permanente) spezzate nell’arco di 48 h, ci si è messo pure un tempo di merda (questo proprio non posso censurarlo, che l’Accademia della Crusca si pigli un calmante ed abbia pietà di me!) a dare filo da torcere a tutti i miei piani.
Fanculo.
 
Si, ho scritto ‘fanculo.
(E ‘fanculo anche al correttore del computer che a tutti i costi vuole convertirmi il ‘fanculo in ‘fanciullo‘. Ma quale ‘fanciullo‘ e ‘fanciullo’! Mica ‘sto a fa ‘na citazione di Giacomo Leopardi – e tra l’altro ‘fanciullo‘ non lo dice più manco mia nonna – ! Io intendo proprio ‘fanculo, la parolaccia, capito?! E fatemele scrive le parolacce finché non divento una professionista a tutti gli effetti, su!)
E niente, visto l’andazzo della giornata  (dopo essermi depressa per un’ora con i Subsonica e gli Oasis), ho messo su un disco degli ABBA.
E con Dancing Queen a palla è già tutta un’altra cosa. Datemi un paio di cuccarini argentate, ora!
(Io l’ho sempre detto che le canzoni degli ABBA emanano vibrazioni psicotrope.)