Che fretta c'era….


Arriva la primavera e le donne impazziscono: basta un tiepido raggio di sole o la prima fioritura del loro balcone perchè le donne perdano il lume della ragione, completamente.
Tralasciando la storia del risveglio ormonale, che interessa donne di tutte le età e credo religioso, comprese quelle che secondo te, se mai un giorno volessero avere dei figli, ricorrerebbero all’autoimpollinazione  pur di non avere a che fare con un uomo, tralasciando la febbre da pollice verde, che assale in particolar modo mia madre, che dal ventuno di Marzo spende più soldi dal vivaista che al supermercato e che è in grado di instaurare un feeling amoroso con le piante da far impallidire Luca Sardella e Janira Majello, con l’arrivo della primavera, la prima cosa folle che una donna può fare è il cambio di stagione.

Tesoro, io non so dove tu abbia fatto le scuole elementari, nè so per quale motivo la tua maestra abbia avuto l’opportunità di una cattedra fissa e la stima dei tuoi genitori, ma ti ricordo che dopo il ventuno marzo viene il ventidue del mese e non l’inizio di agosto. Le stagioni sono quattro e tra la fine dell’inverno e l’inizio dell’estate, intercorrono due mesi abbondanti che prendono il nome di primavera. 

Per certe donne dare una rinfrescata al proprio guardaroba equivale a scaraventare dalla finestra tutto ciò che non sia un bikini, una mini vertiginosa o un paio di sandali. Tutto ciò che copra ombelico, ginocchia e caviglie può andarsi a fare benedire. Amen. 

Ma io dico, avete mai sentito parlare di maglioncini di filo? Avete una vaga idea di cosa sia un paio di ballerine o una tee con maniche a tre quarti? La parola trench vi dice qualcosa? 

Sarà che sono una tipa freddolosa. Sarà che il lenzuolino non me lo toglie via nessuno neanche a Ferragosto, ma sono particolarmente intollerante verso tutto il genere femminile che ha la mania di anticipare le stagioni.
Avete presente quelle tizie che girano con le ballerine di pezza alla Vigilia di Natale e quelle che non vedrai mai con un maglione pesante o un piumino nei giorni della merla? Ecco, sono le stesse che con l’arrivo della bella stagione si presentano all’università in pareo e hawaianas ai piedi.
A me non me ne può fregare di meno se c’hai i calori o se pensi che un jeans che non sia microscopico ti faccia sembrare grassa o non metta in risalto le tue gambe da cerbiatta, per me tu sei da abbattere, punto.


Non è passata neanche una settimana dall’arrivo della primavera, che ho potuto già constatare in giro diversi orrori fashion, tra cui sicuramente si aggiudicano a pari merito la vetta del podio:
  •  I sandali con il piede incartapecorito
A meno che non siate consorelle dell’ordine delle Carmelitane Scalze, i sandali a Marzo stanno bene come il parmigiano sulle vongole. Seppur con numerose remore, posso concedervi un paio di peep toes o di décolleté aperte dietro, magari per un’occasione più glamour, ma il sandalo da Forte dei Marmi, quello proprio no.
Se già ho trovato ridicole le fashion bloggers che hanno affrontato la Milano Fashion Week con i piedi vestiti di sole stringhe e cinturini, quando la gente normale andava in giro con i polacchini e il calzettone di flanella, non posso che considerare disastrosi i tentativi delle comuni mortali. Se proprio vuoi metterti i sandali, almeno fatti una pedicure last minute. Che so, un pò di crema emolliente, una passata di smalto, uno sputo di autoabbronzante. Non c’è cosa più orrida di un piede pallido o effetto caffè macchiato, magari ancora con il segno del calzino di due giorni fa.
  •  I top ridotti ai minimi termini
Tralasciando le cubiste del Goa, che lo fanno per esigenze di divisa, mi chiedo se non sia un tantino esagerato stare con le ascelle all’aria nei primi giorni di primavera. Ok che c’è il sole, ma non mi risulta che si registrino ancora temperature adatte per un tuffo in piscina. In genere, le sostenitrici dei top in microfibra, sono le stesse che durante tutta un’invernata non hanno mai rinunciato alla loro tee con scollo da #mettimi.una.mano.sul.culo.ti.prego, nè alla loro mini vertiginosa stile #lo.so.è.difficile.ma.cerca.di.non.mettermi.incinta.
Carucce. 


Se metà delle donne, con l’arrivo delle rondini e della rinite, perde la lucidità e viene assalita dalla sindrome da striptease primaverile, l’altra metà (a cui appartengo) comincia ad accusare il mal di vivere. 
Per carità, bello il sole, belle le giornate che si allungano, belle le aiuole in fiore, belli i bagnini della piscina comunale. Bello tutto. Ma noi c’abbiamo l’ansia.

L’ansia da ceretta completa.
L’ansia da pelle color cadavere dell’est.
L’ansia da bolle da sandalo.
L’ansia da ascella pezzata nel giorno del matrimonio di tua sorella.


Non c’è albero in fiore o chiappa scultorea testosteronica in costumino da bagno che possa addolcire una donna con ricrescita in bella vista o con le macchie da autoabbronzante.