Let it go. – Perché ci merita solo chi resta.

Non so se sia colpa degli influssi di Plutone o di quelli di Marte: fatto sta che per una nata sotto il segno dello Scorpione è davvero difficile lasciare che le cose – e le persone – vadano oltre la sua capacità di dominarle. Di trattenerle a sé. E non c’è malizia o vanità in questa pretesa: c’è solo un’infantile ostinazione a non voler capire che tutti siamo importanti, ma nessuno è indispensabile. E che ci merita solo chi resta.

All’alba della mia primavera n°26 non sono però tanto sicura di aver imparato bene questa lezione di vita (d’altronde conoscete forse una scorpione che non sia una masochista testa di cazz*?).

Che “I put a spell on you” di Nina Simone è okay se sei in lingerie e al terzo bicchiere di vino rosso, ma forse per il resto bisognerebbe vivere con “Nobody’s wife” a palla nelle cuffie. Che mica lo so poi se Wendy, per stare dietro ai capricci di Peter Pan e dei Bambini Sperduti, non sia finita pure lei dallo psicoterapeuta: si, decisamente più figa Elsa di Frozen con il suo “Let it go“.

Lascia che sia. Lascia che tutto vada come deve andare.

Lascia che resti solo chi vuole.

Si, che resti solo chi mi vuole davvero.

Le amicizie che “com’è che non ci salutiamo più?”, gli amori che hanno fatto giri immensi e che non sono più tornati, i legami allentati e poi – all’improvviso – distrutti. Quel ritrovarsi giorno dopo giorno con una cicatrice in più ed una notifica in meno su WhatsApp. Quel chiedersi – incessante – dov’è che hai sbagliato, cos’è che hai fatto, cos’è che non avresti dovuto fare. Quel non riuscire ad arrendersi – ma quant’è difficile arrendersi per uno scorpione? – alla leggerezza con cui certe persone riescono ad entrare e ad uscire dalla tua vita.

 

E’ stato doloroso – e brucia ancora un po’ – aver dovuto accettare che non tutti amano sporcarsi con i sentimenti, che al massimo vivono in superficie ed è in superficie che li ritroverai fino alla fine dei loro giorni. E’ come togliersi una scheggia dall’occhio, ogni volta che scopri di non piacere (più) a qualcuno, ogni volta che certe parole – dette alle spalle – finiscono per arrivarti fin dentro al cervello, ogni volta che ti scontri con l’indifferenza di tutti quelli per cui hai fatto tanto. Quei famosi silenzi che fanno più rumore di un aereo in fase di decollo.

Ed ora sono qui, a fare i conti con la vita da adulta, a dirmi che in fondo è un po’ come quando vai dal parrucchiere, gli chiedi giusto una sfoltita e quello invece ti toglie via dieci centimetri di ricrescita: all’inizio ti incazzi, ti senti smarrita ma alla fine ti rendi conto che sei solo più leggera di ieri. 

Che hai tolto solo il superfluo. Che l’essenziale è ancora dentro di te. Che tutto ciò che è destinato a ricrescere, ricrescerà.

Buona vita 2.0 a me e a tutti quelli che stanno ricominciando a vivere daccapo (e non solo a quelli nati sotto il segno dello scorpione). A chi si è messo in discussione, ha viaggiato dentro di sé ed ha trovato le risposte che cercava da tempo. A chi si è rimboccato le maniche, ha annaspato per poter sopravvivere, a chi ha imparato a fare i conti con la solitudine.

A noi che abbiamo – a malincuore – lasciato i remi in barca, laddove sapevamo che non avremmo potuto remare contro la vita. E la vita infine ci ha premiato. A noi che abbiamo lasciato andare via il superfluo e che senza superfluo davanti alle palle, siamo finalmente in grado di vedere quanto amore vero ci circondi. Da sempre.

I’m never going back,
The past is in the past

Let it go, let it go
And I’ll rise like the break of dawn

Let it go, let it go
That perfect girl is gone
Here I stand in the light of day
Let the storm rage on…

cancella

Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…