Quando preferivamo il collare al collier. (#ThrowBackThursday)

Il collarino nero in plastica degli anni 90′ ha profondamente segnato la mia fanciullezza, aggiudicandosi un posto di tutto riguardo nella mia classifica di “horror infantili”, terzo solo a IT il Pagliaccio e alla Strega di Biancaneve.
Parliamoci con franchezza: il collarino nero degli anni 90′ (choker in inglese – ma questo l’ho appurato solo ora grazie a Wikipedia) è quanto di più orribile sia stato propinato alle bambine e alle adolescenti cresciute tra una puntata di Sabrina – Vita da Strega ed una musicassetta delle Spice. Per non parlare della sua versione ad anello (?), bracciale (??) e cavigliera (???).
Anche qui le gemelle Olsen hanno avuto le loro responsabilità a riguardo, un po’ come ora ci sarebbe da additare Chiara Ferragni per aver permesso il ritorno in auge della “ciabattazza” da piscina del centro estivo: in realtà il collarino nero in plastica è solo stata una delle tante abominevoli variabili del più generico “collare da ragazzina disagiata classe 1986“, che, voglio dire, il modello in “velluto con ciondolo” lo posso perdonare solo a Natalie Portman in “Leòn”. Perché Natalie Portman è Natalie Portman. E perché “Leòn” è uno dei miei film preferiti.
Fin da piccola, osservando certe compagne di classe o – peggio – del catechismo, mi sono sempre chiesta cosa ci trovassero poi di così bello di un laccio al collo che le facesse sembrare più tozze di quanto già non fossero per conto proprio.
Fossero state parte del corpo di ballo dell’Operà di Parigi se ne sarebbe potuto anche discutere, ma se già ti ritrovi il collo taurino, dico io, datte na mano figlia de dio!
Il collarino nero in plastica è rozzo e trash tanto quanto certe extensions per capelli che si vedono in giro: al loro cospetto la domanda che ti poni è sempre la stessa e cioè “ma questa si è resa conto di come cazzo è uscita di casa?
Mi meraviglio e mi rammarico dunque che certe it girls contemporanee – Miley Cyrus in prima fila (che quando si tratta di cattivo gusto, figurati se si tira indietro!) – abbiano volutamente ripescato dal cassetto degli orrori i loro collarini di plastica per indossarli nuovamente. A venticinque anni suonati.
 
Ma allora, film come “Il diavolo veste Prada”, che li abbiamo guardati a fare, scusate?