Come "rovinarsi" il rossetto senza aver bisogno di un uomo. (E per una giusta causa.) – #smearforsmear


L’otto marzo è un po’ come il Natale: tutti diventano più buoni. Gli uomini, intendo. Gli uomini l’otto marzo si riscoprono infatti coraggiosi paladini del gentil sesso, manco fossero Sabrina Salerno e Jo Squillo in minigonna in un Sanremo di tanti anni fa. “Le donne non si toccano neanche con un fiore” e bla bla bla. Poi però, chissà com’è, lo sconosciuto che prova a palparci il deretano lo becchiamo sempre, pure l’otto marzo. 
E noi donne? Beh per le donne il discorso è un tantino più complesso. (Ma dai?)

La categoria peggiore di donne che prende vita nella fatidica sera dell’otto marzo è sicuramente quella  delle donne-minkia, che si trascinano in rumorosi e grevi caroselli, pronte a schiaffare una fetta di torta sulla chiappa del povero spogliarellista di turno (che cosa non si fa pe’ campà!). Poi ci sono ovviamente le donne-macigno, che attaccano la solita filippica femminista “l’otto marzo non è una festa” e che se provi a porgergli una mimosa te la ficcano su per una tuba di Eustachio (copulare ogni tanto proprio no, eh amiche?), per infine approdare alle donne-normali (alle quali mi sento di appartenere, con un pizzico di presunzione!) che vivono l’otto marzo senza troppe aspettative: se vogliamo uscire con le amiche usciamo non certo conciate come Vivian di Pretty Woman al primo incontro con Edward Lewis, se senti l’esigenza di regalarci la mimosa non ci trasformiamo in Giovanna D’Arco in piena crisi ormonale – anche se una Furla sarebbe stata ben più gradita. Ovviamente. 
Dal mio canto, in questo turbinio di festeggiamenti – più o meno condivisi – e di fusti di mimosa saccheggiati (per la gioia di Green Peace e degli allergici stagionali), mi sentivo di condividere un messaggio un po’ diverso. Un messaggio che fosse a favore e a tutela della salute di noi donne. Se proprio ci teniamo tanto a dare un senso a ‘sta benedetta ricorrenza.

Quando hai fatto l’ultimo pap-test?

Ehi dico a te! Si, si proprio a te, carina: è inutile ora che strabuzzi gli occhi, arricci il naso e provi a distogliere lo sguardo per leggere una mail di Sephora  o – ancora peggio – a cliccare inavvertitamente “esc” per chiudere questo post.
Dicevo, quand’è che hai fatto l’ultimo pap-test?
(Se non te lo ricordi forse è il caso di dare un’occhiata alle healthy-tips a seguire!)
PAP TEST: cos’è? 
Il pap-test (o test di Papanicolaou, per le precisine) è un test rapido e semplice da eseguire nel corso di una visita ginecologica. Esso consiste in un prelievo di materiale a partire dal collo dell’utero e dal canale cervicale, mediante l’utilizzo di due strumenti usa-e-getta, una sorta di spatola ed un bastoncino cotonato. I risultati dell’esame microscopico del prelievo sono pronti in genere dopo una ventina di giorni. E’ doloroso? Il pap-test non è un esame doloroso. Alcune donne possono però lamentare un leggero fastidio: ciò può essere dovuto alla delicatezza dell’operatore o – come nella maggior parte dei casi – a fattori psicologici (non è proprio il massimo ritrovarsi a gambe all’aria e con uno speculum in vagina, tipo tacchino durante il Thanksgiving Day!). Cercate di rilassarvi durante l’esecuzione dell’esame (serve solo un cicinino di pazienza!) e sentitevi libere di segnalare al vostro ginecologo eventuali sensazioni sgradevoli.


PAP TEST: quando si fa?
L’esecuzione del pap-test è principalmente indicata nelle donne tra i 25 ed i 64 anni di età. Il test può essere tuttavia eseguito in donne più giovani, qualora esse abbiano già avuto rapporti sessuali e generalmente a 3 anni di distanza dal primo rapporto completo. E’ preferibile eseguire il test nella prima parte del ciclo (cioè a pochi giorni dalla fine delle mestruazioni e lontano dall’ovulazione). E’ necessario ripetere il test ogni anno? Nelle donne under 30 si consiglia di eseguire il test una volta all’anno: tuttavia, stando alle attuali linee guida, dopo tre pap-test annuali negativi si può ripetere il test ogni tre anni (salvo diversa indicazione del ginecologo!).

PAP TEST: perché si fa?
Il pap-test è il principale strumento di screening (leggi, “diagnosi precoce”) delle lesioni premaligne e maligne della cervice uterina. Cosa vuol dire questo insieme di paroloni? Che ad oggi, grazie a questo test indolore, economico e facile da eseguire, siamo in grado di individuare precocemente quelle alterazioni che nel tempo potrebbero trasformarsi nel tumore del collo dell’utero: questo ci permette di avere notevoli chance di prevenire, approfondire, diagnosticare ed eventualmente curare la malattia. 
PAP TEST: perché riguarda anche me?
Il tumore della cervice uterina è notoriamente associato all’infezione da HPV – Papilloma Virus  Umano (sono sicura che tutte ne avrete sentito parlare almeno una volta!), un agente infettivo a cui tutte siamo potenzialmente e facilmente esposte (si anche voi, mie care principessine sul pisello!). Come si contrae l’infezione? L’infezione da HPV si contrae attraverso rapporti sessuali non protetti. Infezione significa necessariamente malattia? Assolutamente no! Innanzitutto non tutti gli HPV sono u
guali
: i ceppi di HPV associati principalmente allo sviluppo del tumore sono l’HPV 16 e l’HPV 18, mentre gli altri danno luogo in genere ad infezioni benigne, asintomatiche o che si auto-limitano nel tempo. Secondo, altri fattori possono giocare un ruolo importante nello sviluppo della malattia, come la presenza di altre infezioni, alterazioni del sistema immunitario e predisposizione personale. Come posso provare a proteggermi dall’infezione? Evitando rapporti sessuali promiscui (si può fare del gran sesso anche senza andare necessariamente a letto con un’intera squadra di calcetto!), utilizzando il preservativo (di cui ho parlato in questo altro post), dedicando particolare cura alla propria igiene intima (esigendo lo stesso dal partner!). Da diversi anni per le giovanissime è disponibile anche un vaccino che immunizza verso alcuni ceppi del virus.


Infine vi segnalo una simpatica campagna “virale” promossa dalla Jo’s Cervical Cancer Trust: l’iniziativa #SmearforSmear (gioco di parole tra “smear” – sbavatura – e “smear test” – pap-test in inglese), consiste nel scattarvi un selfie con indosso il vostro rossetto preferito rigorosamente…”sbavato”, targgare le vostre amiche e sfidarle a fare lo stesso! Il progetto è finalizzato a promuovere un tam-tam mediatico al fine di sensibilizzare quante più donne possibile sull’argomento e ad incoraggiarle a sottoporsi al test! Io ovviamente ho già aderito sul mio profilo Instagram – @noncontofinoadiecigram – (che Coco Chanel mi perdoni!).

Ora tocca a voi!


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