Non conto fino a dieci (ma per il tacco a spillo faccio un'eccezione).

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Life is a party. Uno di quelli in cui spesso dimentichi le scarpe di ricambio (con i piedi provati dai sandali fetish e dall’intera discografia della Carrà). Uno di quelli in cui lo-so-che-sono-a-dieta, ma io stasera la torta con doppia panna la mangio lo stesso.

Life is beautiful. E come tutte le belle donne, non può che essere stronza quanto basta. Con le porte che come te le sbatte in faccia lei, manco mia nonna alle tizie della Avon. Con quegli imprevisti che infrangono i nostri sogni ad occhi aperti ( “come sarebbe a dire che di questo jeans non c’è la 42?!“).

Life is a workout. Che “Quando dicevo di voler vivere come in ‘Sex and The City’ (o avere lo stesso culo della Satta), scherzavo: datemi una casa nella prateria (e della lasagna al posto degli squat)“. Che non puoi dire di aver veramente sofferto nella vita, se non hai provato almeno due cose: il plank e la notifica che lui è tornato insieme alla ex.

 

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Life is a spritz.

Decisamente uno di quelli con il Campari. Quel dolce-amaro che impari ad apprezzare solo quando sei più grande. Che non importa il tasso alcolico: dateci una tempura di verdure, due taralli, l’amica del cuore e sapremo come gestirlo a dovere.

Life is a Louboutin’s.

Che lo sappiamo che un paio di Manolo Blahnik sarebbero molto più comode, ma dopo i dolori del ciclo e l’outing di Ricky Martin, cosa vuoi che sia un tacco 13+ ? Che se non nasci con le stesse cosce di Virginia Raffaele, dovrai pure slanciarti in qualche modo. Che non importa quanto sia ripida la salita (o la discesa): l’importante è stringere chiappe+addominali ed andare dritta per la tua strada.

Life is…esattamente quello che vuoi che essa sia.

(Più o meno.)

Che se c’è una cosa che vale la pena fare nella vita è provarci: godersi la fatica, il cammino e tutto quello che verrà. Che “non importa la meta, ma il viaggio” non è una frase da Smemoranda: è la pura e semplice verità.

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Quando ho ripreso in mano la passione per la scrittura, dando vita a “Non Conto Fino A Dieci“, non avevo infatti la minima idea di dove stessi andando: sapevo solo che ricominciare a scrivere era tutto ciò di cui avevo davvero bisogno. E se devo essere sincera, la cosa che più mi rende felice è che, pur avendo spento le candeline per la quarta volta, mica lo so ancora dov’è che io e la mia voglia di non contare fino a dieci andremo a finire.

L’affetto, la stima, i commenti, la condivisione, le citazioni su Instagram e Twitter (Fabio Volo, who?), i messaggi privati (sorry se non riesco sempre a rispondere: li leggo tutti, giuro!) , i “grazie per avermi fatto sorridere in questa giornata di me**a“, chi mi chiede un consiglio, una candidatura in politica, uno spettacolo a teatro, un programma in televisione, un libro: tutto questo va ben oltre quello che avevo immaginato di poter riceve in cambio di ciò che scrivo.

 

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GRAZIE.

Buon compleanno a Non Conto Fino A Dieci

e a tutti quelli che hanno capito che life is a joke:

ridiamo insieme, è gratis!

cancella

Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…