Dicembre, il mese dell'ansia. – Gente che crede di essere la reincarnazione degli elfi di Babbo Natale.

Ah, ma oggi è solo il primo di dicembre?
Per un attimo mi ero quasi convinta di essere stata vittima di un non-meglio-identificato salto temporale durante il weekend (una roba tipo “Ritorno al futuro”, ma senza le chiome cotonate anni ’80): sarà che sono sempre cresciuta con la convinzione che l’albero di natale lo si allestisse l’otto del mese e non il trenta di novembre. Il trenta di novembre, capite? Io c’ho gente su Facebook che già da ieri (trenta novembre, per l’appunto) ha montato il presepe (gli appassionati del settore, perdonino la mia terminologia poco ortodossa), addobbato l’albero, spolverato gli zoccoli delle renne da sistemare in giardino, svegliato l’intero condominio con le note di “Last Christmas” degli Wham. 
Ma porca scrofola!

Sono quasi sicura che i suddetti contatti Facebook soffrano di ansia pre-natalizia, meglio conosciuta come sindrome di Santa Claus: il soggetto affetto da sindrome di Santa Claus si sente in dovere di iniziare i suoi preparativi per le feste con larghissimo anticipo, tipo già fine agosto può andar bene. Manco, fosse Santa Claus in persona. D’altronde Babbo Natale c’avrà pure i suoi buoni motivi per iniziare ad avvantaggiarsi il lavoro, specialmente per colpa di quelli che nella letterina scriveranno di voler ricevere “l’amore” o “un contratto a tempo indeterminato”. Babbo Natale è quindi (largamente) giustificato, l’uomo medio comune, invece, manco per il cavolo (e mi sentirei di graziare solo i bambini che profanano i cioccolatini del calendario dell’avvento prima del dovuto). 
Io onestamente non soffro di ansia pre-natalizia (mi bastano l’ansia-di-non-trovare-parcheggio e quella-di-cadere-dalle-scale-davanti-all’uomo-dei-miei-sogni). Io, per intenderci, sono una di quelle che i regali di natale li fa all’ultimo minuto e non certo perchè io sia una persona superficiale, ma semplicemente perchè ho bisogno della giusta concentrazione. Non so se avete presente l’ansia febbrile che pervade la gente nei centri commerciali le settimane prima del natale: gente che strilla, ragazzini che piangono, commesse che vogliono a tutti i costi spruzzarti colonia maschile sul polso. Cioè, parliamone.
Io sono una di quelle che preferisce fare acquisti quando i negozi sono popolati unicamente da quei poracci mandati dalle mogli al supermercato perchè-se-so-dimenticate-de-comprà-le-lenticchie-per-capodanno (questo perchè l’ansia maniacale della sindrome di Santa Claus pervade i pazienti fino al giorno dell’epifania). 

Certo che, se alcune persone che impiegano così tante energie nel decorare palline di vetro e nello spolverare con lo zenzero i biscottini, fossero altrettanto diligenti e meticolose anche nel mettersi il deodorante o nel dire “buongiorno“, allora si che il natale sarebbe molto più merry.