Donne di classe discutibile che si arrogano il diritto di criticare Audrey Hepburn.

Questa ve la devo  raccontare, perchè proprio non ce la faccio a tenere per me certe (involontarie) esperienze del terzo tipo. Nella mia vita credevo davvero di aver sentito di tutto, da quelle che danno della brutta ragazza a Belèn Rodriguez (che voglio dire, simpatica o meno, è oggettivamente gnocca) fino a quelle che, in preda ad una febbricitante curvy attitude, fanno del culone (perchè di un culone si tratta, amiche mie!) di Kim Kardashian l’emblema della femminilità, senza lasciare barlume di speranza alcuno a quelle che, come me, godono di un girochiappe tranquillamente addomesticabile in uno skinny jeans. Ed invece no. Tanto per chiarire che al peggio (della superbia) non c’è mai fine.

Qualche settimana fa sono andata a vedere qui a Roma la mostra dedicata ad Andy Warhol (in esposizione fino al 28 settembre 2014) nell’elegante cornice di Palazzo Cipolla, dove è possibile anche ammirare la raccolta dei celebri scatti di Terry O’Neill dedicata alle Pop Icons del secolo scorso: proprio mentre ero intenta a passare in rassegna le fotografie dei volti noti dello star system, tra una scapigliata Tina Turner ed un intramontabile Clint Eastwood, non ho potuto fare a meno di sentire dietro di me una voce femminile che diceva più o meno “Ah ma questa è Audrey Hepburn…mamma mia che schifo!
Mi giro di scatto, con la faccia di chi è pronto a fare a botte per una giusta causa, dal momento che mi risultava difficile credere che sul pianeta terra, le parole “Audrey Hepburn” e “schifo”, fossero mai state prima pronunciate all’interno della stessa frase. O almeno voglio augurarmi che i blasfemi del caso siano stati puniti a dovere, tipo inginocchiati sui ceci dietro la lavagnaDicevo, mi giro di scatto e mi limito ad osservare questo gruppo di persone intente a fissare una foto in bianco e nero di Audrey Hepburn.

Mamma mia che brutta pelle! Guarda che pori dilatati! Ma forse sarà colpa della fotografia…dio che schifo!” – continua a sentenziare l’amica fritz.

Momento, momento, momento. Sono ancora a Palazzo Cipolla o mi sono materializzata (a mia insaputa) in un meeting di estetiste e di make-up artist?! Ho forse viaggiato nel tempo, approdando al Cosmoprof di Bologna dei mesi scorsi? E dove stanno allora Clio e Giuliana, eh?! Eh?!
Falso allarme.
Mi rendo conto di essere ancora nel bel mezzo della mostra, con il volto impietrito e la bocca aperta in una sorta di a che sono sicura, se solo avessi avuto un filo di voce in quel preciso momento, avrebbe recitato il celebre endecasillabo “aaaah stronza!“. Il mio Alfie, presente all’accaduto, nel frattempo mi fissava perplesso, come quando un cucciolo di labrador inclina la testa di lato e guarda con aria interrogativa il padrone che ha smesso di lanciargli la palla di gomma: “Che hai?” 
Non appena Miss Universo si dirige altrove, mi avvicino alla foto incriminata, osservandola ad una distanza millimetrica che se mi fossi spinta un tantino di più , sono sicura che sarebbe intervenuta una squadra SWAT urlandomi alle spalle “Fermaaa-ah!” e puntandomi il laser rosso sulla fronte. (Okay, la devo smettere di farmi i film alla Ally Mc Beal!) Si, senza alcun dubbio i pori di Audrey Hepburn in quella precisa circostanza erano un tantino evidenti, ma mi appare altrettanto chiaro che ciò fosse dovuto all’obiettivo impietoso della analogica di O’ Neill  e (soprattutto) alla totale assenza di Photoshop. Il che non mi pare una cosa di poco conto.

Note a piè di pagina: Cara amica fritz, che in un luogo di arte (e di educazione) ti sei improvvisata la Tina Cipollari della situazione, posso farti una domanda? Ma a te i pori non si dilatano mai?! Voglio dire, non ti è mai capitato di svegliarti in un giorno della tua vita con la pelle del viso in subbuglio? Con un brufolo sul mento per colpa del cinese take-away o una manciata di punti neri durante l’adolescenza? Che guarda, te vorrei proprio vedè fotografata dalla testa ai piedi in scala 10:1, che puoi star sicura che un cicinino di imperfezione lo troviamo anche su di te. Dico io, su tante cose che ci sarebbero da dire osservando una foto di Audrey Hepburn, te, da brava wannabe-Rosanna Lambertucci, ti sei focalizzata sui pori dilatati. Né una parola in fatto di look, taglio della fotografia, contrasto cromatico, ambientazione ed espressione: sei stata a borbottà per cinque minuti buoni sui pori dilatati di Audrey Hepburn, per poi allontanarti, tutta fiera ed impettita, con passo ancheggiante e borsa firmata in spalla, che tra un po’ partiva il jingle “sei-la-più-bella-del-mondooo” di Raf.

Ma è possibile che certe donne non riescano mai a smollare i panni da suocera inviperita? E’ davvero così difficile per loro riconoscere (in silenzio) ed ammirare la bellezza delle altre? Star lì sempre a cercare l’ago nel pagliaio, le imperfezioni altrui di cui godere come foche monache nella stagione degli accoppiamenti?
Che dire, signore mie? Ci sono donne che passano alla storia per charme, professionalità, carisma e grandezza d’animo. E poi ci sono quelle che verranno ricordate come le shampiste della situazione: tutte chiacchiere e qualunquismo. Sta solo a voi decidere da che parte stare.