Dottore! Qualcuno chiami un (bel) dottore!

La televisione crea delle false aspettative (e questo già lo sapevamo dai tempi in cui Brenda e Kelly sculettavano per tutta Beverly Hills, mentre te all’età loro c’avevi lo stesso sex appeal di un tramezzino raffermo dell’autogrill). La televisione crea delle false aspettative soprattutto per certe specifiche categorie: il cibo spazzatura non fa ingrassare (vedi la pancia piatta di Lorelai Gilmore in “Una mamma per amica”), “complicato” means “uomo della mia vita” (vedi Jon Snow in “Trono di Spade”), il camice bianco che trasforma “maschi bruttini e saccenti” in “oh my god, what a phregno affascinante! (vedi il non-certo-bellissimo Hugh Laurie in “Dr. House”).

E se ammetto (anche con una certa fierezza!) di non essermi mai fatta abbindolare dal metabolismo accelerato delle donne Gilmore, devo dire che da (ormai “ex”) studentessa di medicina, ho sempre sognato di imbattermi prima o poi in uno strutturato vagamente somigliante (non pretendevo certo il suo “settimo sosia” nato e pasciuto a Frosinone) al Dr. Bollore di Grey’s Anatomy. E invece niente: in sei anni di corsia, solo scaldapizzette dal colletto inamidato ed il fonendo-a-portèr. Vi stronco subito ogni fioco barlume di speranza: da specializzanda, salvo qualche rarissima apparizione celestiale fuori dalla mio range d’azione (leggi: sposato, gay, ascolta Gigi Finizio),  la situazione non è granché migliorata.

Ecco i cinque camici bianchi che avrei sbottonato tanto volentieri…ed invece mi sono dovuta consolare con le merendine del distributore automatico.

“Dr. Derek Shepherd”/Patrick Dempsey – Grey’s Anatomy

Bello, bravo, charmant, brizzolato, chiapp…ehm…uomo di grande presenza. Chi non ha mai sognato di farsi venire una sincope vaso-vagale e di svenire tra le sue braccia?! Chi non ha mai desiderato di buttarsi giù dalla tromba delle scale pur di farsi ricucire dalle sue dita gentili? Chi non avrebbe avuto il coraggio di prenotare una visita intramoenia solo per dirgli “Dottò, mi apra. Secondo me qualcosa la si trova” ?! Io si.

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“Dr. John Thackery”/Clive Owen – The Knick

Brillante e maledetto, elegante e dannato, burbero dall’animo sensibile (mannaggiaallapupazzaaa), con quel baffetto retrò che su chiunque farebbe “maniaco vintage”, ma su lui fa più qualcosa tipo “dottore la prego, mi véntili a pieni polmoni”. Se poi ci mettiamo pure il fatto che all’epoca del Dr. Thackery gli uomini ti facevano il baciamano e non lo squillo con l’addebito…aridateme gli anni d’oro della tisi, grazie!

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“Dr. Mark Sloan”/Eric Dane – Grey’s Anatomy

Giustamente, dopo esserti fatta dare una controllata dal Dr. Shepherd, già che ci sei e per stare un po’ più tranquilla, t’allunghi pure dal Dr. Bollore (tanto i due sono tipo dirimpettai – si, al Seattle Grace Hospital c’è un numero di manzi che manco nella cella frigorifera di “Nino, er boss della bistecca ar sangue“). Chirurgo plastico tuttofare, otorinolaringoiatra per vocazione (e chiudiamola qui che è meglio).

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“Dr. Claudio Conforti”/Lino Guanciale – L’allieva

Belloooo…bellooooo impossibileeeee…occhi-chiari-medico-legale-da-cui-mi-farei-riesumareeeeeee. *Driiiin* Okay, è arrivato il momento di prendere le medicine. Comunque, niente amiche, che vi voglio dire…il Dr. Conforti di “legale” non c’ha manco il cognome nella vita reale: uno che si chiama “Guanciale” e c’ha quella faccia lì, è in grado di risvegliare le due “o” di una donna (ormoni e oddiochecazzodifame) in un colpo solo. Standing ovulation. 

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“Dr. Callahan”/Eoin Macken – The night shift

Lo ammetto: mi sono imbattuta nel “Tarzan bono” della medicina per puro caso, ma dopo aver visto la sua faccia (e tutto il resto), direi proprio che inizierò a guardarmi la serie con un certo interesse. A quanto pare il Dr. Callahan (ma è una cosa mia, o già solo il nome fa salire le vampate?) è un habitué dei turni di notte…ed è subito “gimme gimme gimme a renella after midniiiiiight“.