E non indurci in tentazione, ma liberaci dal mal(costume), amen.

E’ arrivata la bella stagione, le primule sono in fiore da un pezzo, il winner taco è tornato tra noi e la gente non sa più come cazzo vestirsi. A guardarsi intorno, sembrerebbe infatti che il cambio stagione abbia su buona parte delle persone lo stesso effetto delle canzoni di Guè Pequeno sugli adolescenti: il rincoglionimento puro. 
Per carità, c’è da dire che con il tempo ballerino oggi sole/domani grandine che da sempre tra marzo e aprile mette a dura prova persino la professionalità dei servizi meteo e l’attendibilità dei detti popolari (l’ultima volta che uno mi ha detto “dai, guarda il cielo: rosso di sera, bel tempo si spera”, il giorno dopo è venuta giù tutta l’acqua del naufragio del Titanic. E pure un pezzo di iceberg!), ci vuole poco a perdere quel barlume di lucidità che da sempre guida nella scelta del look gran parte di noi italiani (perchè si, gli stranieri meriterebbero un capitolo a parte, con il titolo “Non ti fidar di un pedalino bianco+ birkenstock a mezzanotteee”). Per non parlare poi del fatto che, senza cappotto e senza nebbia, anche i più piccoli ed acerbi errori di stile sono in grado di trasformarsi in veri e propri orrori. Un po’ come la differenza che intercorre tra fare l’amore in controluce o direttamente sotto le luci da sala operatoria: accenni di cellulite che diventano corteccia di pino silvestre, true story!
Ecco la top five dei miei (s)preferiti:
1) Il leggings assassino: non me ne frega ‘na ceppa se c’avete il culo a mandolino, il leggings con il culo all’aria lo si indossa solo in due specifiche occasioni: a) lezione di yoga, b) set di un film di Tinto Brass. Tutte coloro che invece sono evidentemente in sovrappeso, più che una dieta dimagrante, dovrebbero farsi una bella visita dall’oculista + seduta dallo psicoshopping-terapeuta (sono quasi sicura che su Groupon si trovino offerte in merito). Spendiamo al volo due parole poi su certe fantasie: ho visto di tutto, dai richiami aztechi ai roseti da cimitero, dalle zebrature dell’asfalto alle costellazioni lontane…perfino il percorso del Monopoli! Amiche mie, lasciatevelo dire: più che ragazze alla moda, sembrate i Power Rangers a carnevale!
2) Il bermuda da uomo sotto al ginocchio: no, no e ancora no. Ci fracassate (ingiustamente) i meloni per ballerine e pantaloni a vita alta, e poi ve ne andate in giro con il look da scout metropolitano?! Il bermuda lo accetto solo se appena sopra al ginocchio, possibilmente in una nuance sobria: dio solo sa quanto mi sanguinino gli occhi al cospetto dei bermuda con fantasia a quadrettoni (per non parlare di quelli con più tasche di un parka)! E soprattutto: buttate ‘sti cazzo di calzettoni! Volete la parità dei sessi? Volete mostrare le gambe anche voi? Bene, benissimo! Allora cestinate una volta per tutto il calzettone da goleador poraccio ed attrezzatevi a dovere.
3) Collant + abbigliamento estivo: allora, ripetiamo in coro, “le calze con il sandalo le può indossare solo Beyoncè mentre balla“, tutte le altre si astengano dal farlo. Grazie. Stesso discorso vale per i collant (spesso color carne) abbinati a mini e shorts: se sentite la necessità di indossare le calze, vuol dire che non è ancora giunto il momento di scosciarvi a livello inguinale, signore mie. Potrei approfittarne anche per citare l’illegale abbinamento di ballerina+pedalino, sandalo+ gambaletto, ma voglio ben sperare che i miei post siano seguiti, si da una variegata popolazione femminile, ma che possibilmente non includa le ottantenni del club “taglio&cucito”.
4) Pantaloni alla caviglia da uomo: (si,  ho più di un problema con l’abbigliamento maschile dalla cintola in giù). Vorrei fare un appello: ragazzi miei, di Lapo Elkann ce n’è uno solo (e non sono del tutto sicura che ciò sia un male!), tutti gli altri si preoccupino piuttosto di indossare pantaloni come Matteo Marzotto comanda. Le caviglie scoperte in quel modo che fa molto ” Maaaaa! S’è allagato il bagnooooo!” a mio parere sono sulla stessa linea dei sandali da uomo: un’autentica porcheria. I veri uomini piuttosto che indossare sandali, andrebbero scalzi. Piuttosto che tirarsi su l’orlo dei pantaloni fino al ridicolo, farebbero prima ad indossare un paio di boxer. Possibilmente senza la scritta “UOMO” sull’elastico.
5) Le bretelle del reggiseno in bella vista: chiariamo una volta per tutte che a) le bretelle trasparenti sono, per l’appunto, trasparenti e non invisibili, b) se proprio non potete fare a meno del sostegno di un reggiseno con le bretelle, abbiate almeno buon cuore nell’indossare uno che si abbini con il colore del vostro look. Fatta eccezione per alcuni tipi di lingerie, che è quasi un vezzo lasciar intravedere da una tee oversize, tutto il resto è strettamente bandito dalla legge del buongusto. E già che ci sono, ne approfitto per un piccolo sfogo in fatto di underwear: i perizomi/tanga in bella vista non vanno più di moda dai tempi di “I’m outta love” di Anastacia, per non parlare di quelli che si intravedono in trasparenza dai leggings o dai pantaloni bianchi aderenti. Are we human or ar we (strip-club) dancers?