E pensare che eri lo spermatozoo vincente…

Dico, e meno male che eri tu lo spermatozoo vincente della situazione, che dio solo sa cosa avrebbe mai potuto dare alla luce tua madre se ti avessero sorpassato gli altri! Ed io comunque mica sono tanto sicura che in questa gara di fecondazione tutto si sia svolto nel massimo rispetto delle regole: che qui le cose sono due, o hai corrotto l’arbitro oppure te sei dopato. Perchè proprio mi rifiuto di credere che tu possa essere stato lo spermatozoo alfa. 
Dico, guardati.
Ci sono uomini ( anche donne, per carità, ma oggi ho voglia di prendermela con gli uomini, ndr) che a mio avviso fanno decadere tutte quelle teorie sull’evoluzione della specie che sono state formulate nel corso del tempo: perchè al cospetto di certi soggetti, non mi resta che concludere che Darwin, de ‘sta roba della selezione naturale, non c’avesse fondamentalmente capito un cazzo. Poi non so, può anche essere che per ragioni superiori alle nostre facoltà intellettive, si sia verificata dagli anni 80′ in poi una sorta di avaria dell’apparato riproduttivo maschile: che voglio dire, se ci sono stati tempi di magra e carestie per anni ed anni in giro per il mondo, vuoi che essi non possano aver interessato anche un paio di testicoli? Con tutto il dovuto rispetto.
E’ come se si fosse inceppato qualcosa nella grande macchina dell’evoluzione dell’uomo: siamo stati da sempre affascinati da come la natura sia stata in grado di forgiare l’homus erectus a partire dalle scimmie, ci hanno fatto imparare a memoria le gesta dei grandi strateghi del passato, da quel figo di Alessandro Magno fino ad Otto Von Bismarck – il furbacchione -, sulla grande filosofia di personaggi come Kant ed Hegel ci hanno fatto fare compiti in classe a non finire, per non parlare di tutte le lettrici sedotte-e-abbandonate dai maschi alfa dei grandi romanzi. Me compresa. Che diteme quello che ve pare, ma io da quel tenebroso del signor Rochester del romanzo Jane Eyre di Charlotte Bronte, una bella ripassata in padella me la sarei fatta dare ben volentieri. Pure da cieco. 
Comunque, dicevo, qualcosa deve essersi inceppato per forza dagli anni 80′ in poi, perchè non è possibile che in una manciata di generazioni prima siano stati sfornati Alain Delon, Robert Redford, Gigi Rizzi e Bruce Springsteen ed in quelle dopo Balotelli, Clementino e Justin Bieber. No? Non è possibile che mio padre abbia dedicato La luce dell’est di Lucio Battisti a mia madre, mentre ora mi ritrovo in bacheca maschi della mia età con le citazioni d’amore firmate dai Club Dogo. Non è possibile che una volta il massimo della civetteria maschile fossero le tutine glam-rock di Paul Stanley dei Kiss (ma voglio dire, quelle erano esigenze di copione..e poi, cioè, parliamone di Paul Stanley da giovane, con quei bicipiti e quell’ hairy-chest che manco tutti gli uomini di Neanderthal messi insieme!), mentre ora c’abbiamo i cerettati all’inguine (!!!) o quelli che (testimone io) “No scusa, io in sala operatoria senza magliettina sotto la divisa verde non ci vado. Fa troppo freddo.” (Magliettina?? Fa troppo freddo?? Non lo so, vuoi anche un brodino caldo ed un massaggio ai piedi? ) Non è possibile che un tempo venivi corteggiata con mazzi di fiori, lettere d’amore e eau di colonia maschile, mentre ora al massimo ti mettono i “mi piace” su Facebook. E poi manco ti salutano quando ti incontrano. 

Ma dove sono finiti i cavalieri senza macchia e senza paura, gli slacciatori seriali di reggiseni, i Patrick Swayze in Dirty Dancing, i tombeur de femmes che te se rigiravano come un calzino nella centrifuga (e fare la lavatrice non era mai stato così piacevole)? L’homus-mocassinus (detto anche dandy-pirla, leggi quiil bipolare emozionale (per approfondire, leggi qui), lo stronzo penitente, il coglione alfa ed il penieno mestruato (personaggi che prometto di approfondire a breve) sono senza alcun dubbio il risultato di un qualche errore genetico, di una qualsivoglia mutazione puntiforme che, daje de tacco e daje de punta, si è ormai consolidata nel DNA maschile. 

Dovrei quasi scriverci un libro: “Come trovarsi nel posto
sbagliato al momento (storico) sbagliato: storia autobiografica di una donna in età fertile ai tempi d’oggi”. In attesa di un colpo di scena.