Grammy Awards 2013: è arrivata la pagella. La mia.

Se pensate che il solo fatto di calcare un red carpet faccia di voi una diva di stile, non potreste mai essere più ingenue: un paio di pumps mozzafiato e due dita di rosso sulle labbra possono aiutare, per tutto il resto ci vuole buongusto. Ed un pizzico di audacia.
Le promosse a pieni voti

Rihanna in Azzedine Alaia
Bingo!: quasi ho stentato a riconoscerla in questa mise da gran sera, essendo ormai abituata ai suoi look da ghetto e alla allure da diva maledetta che la accompagna da qualche anno a questa parte. Splendido questo rosso firmato Azzedine Alaia, che gioca con trasparenze e geometrie, ingentilendo il decoltè e slanciando la figura. Impeccabile il trucco&parrucco. Peccato per le unghie che fanno tanto Harlem 1989. Uff.

Beyoncè in Osman Yousefzada
Premiata sul palco e sul tappeto rosso: Beyoncè non sbaglia un colpo, neanche in fatto di look. Mi piace questa jumpsuit firmata Osman Yousefzada, liberamente ispirata ai contrasti cromatrici degli anni sessanta: una ya-ya sister moderna e terribilmente sexy, a conferma che per essere tali, non si debba fare necessariamente ricorso a scollature vertiginose. Che sennò poi chi lo sente a Jay-Z?!

Taylor Swift in J Mendel
Afrodite sbarca ai Grammy’s: complice il viso angelico e il fisico da etoile, la giovane cantautrice americana è a dir poco incantevole in questo abito bianco ed etereo, che strizza furbamente l’occhio al guardaroba delle principesse dell’antica Grecia. Bello il gioco degli inserti sparkle su decoltè e busto, delizioso il raccolto romantico dei capelli, con tanto di braid all’ultimo grido. Scarpe firmate Jimmy Choo. What else?

Kelly Rowland in Georges Chakra
Vedo-non-vedo: quando si ha classe da vendere, si può osare anche un abito sexy e peccaminoso come quello indossato dalla ex-Destiny’s Child. Un look total black che mette in risalto, oltre alle curve sinuose della Rowland, i gioielli firmati Lorraine Schwartz. Gonna a sirena, scollo all’americana, brillocco al dito: avevamo forse dubbi che fosse una delle più care amiche della sopracitata Beyoncè?
Le rimandate a settembre

Jennifer Lopez in Anthony Vaccarello
We love cotechino: che sia ben chiaro,eh, ho deciso di non bocciarla solo perchè si tratta di sua maestà J.Lo in persona. Qualsiasi altra forma di vita sarebbe stata messa alla gogna mediatica. O almeno in ginocchio sui ceci. Io dico, cara Jenny, ma come te viene in mente di castigare il tuo fisico scolpito nel pilates, con un abito asimmetrico che ricorda tanto il mantello di Batman, per giunta indossato al contrario? E soprattutto, perchè calamitare l’attenzione sulla tua coscia destra, che sarà pure marmorea come il petto di pollo della sera prima, ma che non viene minimamente valorizzata dallo spacco inguinale? Grazie a Dio ti sei salvata con gli accessori. Ohibò.

Alicia Keys in Azzedine Alaia
Voce da usignolo, look da quaglia: per l’amor del cielo, aiutiamo Alicia Keys, cantante che personalmente adoro ma che, il più delle volte, prende delle sonore cantonate in fatto di look. Tutto apparentemente impeccabile, dal trucco da diva anni ’50 ai gioielli da gran sera, se non fosse che questo abito disegnato da Azzedine Alaia non si sposi per nulla con il fisico della cantante americana: la gonna mette in risalto i fianchi generosi (per poi aprirsi tipo effetto medusa dal ginocchio in giù), mente gli intrecci del corpetto allargano ancora di più un punto vita non certo minuto. Alaia ma come azzedine ti viene in mente?!

Katy Perry in Gucci
A volte ritornano: non voglio fare la solita malalingua, ma vi giuro che all’inizio c’ho messo una buona mezz’ora per convincermi che si trattasse effettivamente di Katy Perry e non dell’avatar di Cher. L’abito in sè è molto bello, sia nel colore che nelle rifiniture: peccato che questo look “vecchia Hollywood” faccia guadagnare un po’ di anni alla cantante americana, e di certo la riga in mezzo e l’espressione da “movete a fà sta foto, che me sta a partì er vestito” non aiutano. Katy, complimenti per il fisico mozzafiato, ma una cosetta più sbarazzina, proprio no?

Nicole Kidman in Vera Wang
Non è tutto oro quel che luccica: cosa diamine è successo a Nicole Kidman? Dov’è finita quel portento di charme e sensualità che eravamo abituati ad ammirare ad ogni evento mondano che si rispetti? Sobrio ed elegante questo abito di Vera Wang, con un bel gioco di trasparenze nella gonna, non c’è che dire: peccato che la bella Nicole appaia un po’ sottotono ed anche visibilmente dimagrita. Ok agli accessori e allo smalto dark, in perfetta sintonia con il look del compagno Keith Urban. Forza Nicole, facci sognare!
Le bocciate all’unanimità


Adele in Valentino
Quando dici il divano della nonna: che Adele fosse una donna dalla forte personalità, incurante dei giudizi altrui e fiera delle sue curve oversize, lo sapevamo già da tempo. E noi l’abbiamo sempre appoggiata in questa campagna della liberalizzazione della pizza bianca con la mortadella, così come abbiamo partecipato all’applauso mediatico in onore di Adele e del suo sbeffeggiamento di quell’antipaticone di Mr. Lagerfeld. Ma qui, c’è poco da fare: il broccato d’autore, nonostante i buoni propositi, la appesantisce e non la valorizza per nulla. Sarebbe stato più saggio ricavarci un paio di cuscini per il sofà.

Florence Welch in Givenchy
L’amica di Godzilla: nonostante sia una delle mie artiste preferite degli ultimi tempi, sono costretta a bocciare questo outfit liberamente ispirato ai libri di fantascienza. Bello il raccolto dei capelli, così come il rossetto rouge noir: peccato che io non riesca proprio a provare empatia per questo abito disegnato da Givenchy. Sarà il colore, saranno i dettagli kitch, sarà che ci mancava solo l’abbinamento ton sur ton con la clutch, davvero troppo per i miei occhi. Florence, il prossimo anno almeno prova con Barbarella.

Carly Rae Jepsen in Roberto Cavalli
Allegria portami via: tralasciando il frangettone corvino alla Emily The Strange, questo abito antracite, firmato Cavalli, non valorizza per nulla la giovane cantante americana. Non parliamo poi dello strascico o dei gioielli in giallo: due dettagli di cui si poteva fare tranquillamente a meno. Ma io dico, Carly, almeno due dita di rossetto corallo te le potevi passare, no? Un po’ di gloss, un po’ di blush. Altro che so, call me maybe. Conciata così, ti chiama solo Enzo Miccio. E non credo sarà una telefonata di cortesia.

Alexa Chung in Red Valentino
It girl, un par di balle: ora, per cortesia, non cominciamo ad appellarci al fatto che se una è un’icona di stile, allora può essere giustificata in ogni sua scelta in fatto di look. Dai su, il prendisole stile “filtrofiore Bonomelli” sul red carpet, proprio non si può vedere. Qui, Alexa Chung, più che un’invitata ad una sera di gala, me pare una appena scappata di casa. Una di quelle che decidono di fuggire in una tiepida giornata di giugno, con un prendisole ed un paio di scarpette glitter, che non sia-mai-ce-dovesse-esse-n’happy-hour. 
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