I sogni son desideri. E spesso sono fatti di stoffa. – Oscars 2013 –

Non è colpa mia se ultimamente sono meno cattiva e pungente del solito. La colpa è piuttosto di quelli che mi fanno essere talmente sarcastica e spigolosa nella vita reale, da prosciugare tutte le mie risorse di pink humor. Non è colpa mia poi se sono in piena fase ormonale, tra la sindrome della lacrima facile e le paturnie delle diciannove e trenta. E di sicuro gli ultimi cinque giorni trascorsi in reparto maternità non hanno aiutato per niente. Oh insomma, che male c’è ad essere un po’ più tenere e un po’ meno canaglie? Che male c’è a smettere per un attimo l’armatura di Xena e chiedere in prestito una gonna vaporosa a Carrie Bradshaw? (Anche se dubito fortemente che una trentotto mi possa scivolare lungo i fianchi, a meno che David Copperfield non venga in mio aiuto. Che poi, Copperfield, chissà che fine ha fatto!)
E soprattutto non è colpa mia se sto studiando in una delle città più romantiche d’Europa, una di quelle che se non ci vai in luna di miele, come minimo se ne riparla per le nozze d’ argento. O per un weekend mordi e fuggi con l’amante.
La cerimonia degli Oscar da sempre fa sfondo a sogni che diventano realtà: all’imbrunire dell’orizzonte, il celebre red carpet si veste infatti di Cenerentole con entrambe le scarpette di cristallo finalmente ai piedi e si conferma per l’ennesima volta un’ottima vetrina da cui prendere spunto per un prossimo evento di gala. Con le dovute eccezioni. 
Le mie preferite

Anne Hathaway si sarebbe potuta presentare anche con il golfino della nonna, che tanto il premio come migliore attrice non protagonista non glielo avrebbe levato nessuno. Bella, radiosa e sbarazzina in questo abito in satin firmato Prada. Le invidiose potrebbero parlare di “modello a grembiule”, ma voglio dire, personalmente pagherei oro per avere un’allure del genere ogni volta che indosso un canovaccio a quadri.
Jessica Chanstain ha charme da vendere, sia sul grande schermo che nella vita di tutti giorni, e questo abito Armani Privè, lavorato in swarovski e paillettes, non fa altro che alimentare il suo fascino etereo e d’altri tempi. Un’adorabile Rita Hayworth, moderna e assolutamente up to date.
Amy Adams è a dir poco strepitosa in questo abito firmato Oscar de la Renta (e come te sbagli!): chiffon, balze, rouches, tutti ingredienti preziosissimi per un abito da fiaba, in perfetto stile ball gowns. Un abito che sia soprattutto in grado di scacciare via la delusione per un premio mancato. 
Jennifer Lawrence sarà pure inciampata sulle scale del palco più celebre d’America, ma non si può certo dire che sia scivolata in fatto di stile: questo di Dior Haute Couture è un abito per cui le fashion addicted si prenderebbero a morsi e a bastonate, pur di poterselo accaparrare, magari in vista delle nozze. Visto il candore, speriamo sia stata almeno lontana dal buffet!
Alicia Vikander è in assoluto in cima alla mia top five: trovo infatti che questo splendido abito firmato Elie Saab cada alla perfezione sul suo fisico asciutto da etoile. Alicia è elegante, vezzosa e con accessori ton sur ton: un ricamo prezioso, un vedo non vedo d’altri tempi, un total look che strizza l’occhio alla classe innata di dive come Grace Kelly o ad icone contemporanee come Natalie Portman.
Le intramontabili

Che avessi un debole per Jennifer Aniston, ormai lo sapevano anche i muri, figuriamoci poi per una Jennifer in rosso Valentino. In splendida forma e sempre in linea con la sua filosofia del less is more, Jennifer  si conferma a pieni voti nell’olimpo delle dive che non sbagliano un colpo. Peccato per il capello sciolto e un po’ anonimo: un raccolto morbido sarebbe stato il top.
C’è forse qualcosa da rimproverare a Charlize Theron? Invidiabile con taglio alla maschietta e abito bianco da sirena: corpetto strutturato e baschina preziosa per questo abito firmato Dior che vanno ad alimentare la sua ormai celebre allure da dea scesa in terra.
Non solo autoironica e spiritosa: Sandra Bullock sa essere anche un’insospettabile icona di stile. Bello e da gran soirée questo abito di Elie Saab: total black, trasparenze, ricami e perline per un’eleganza misurata e gradevole. Il tocco in più? Il fermaglio tra i capelli che scopre viso e collo.
Anche se nella foto manca il pezzo forte dell’intero outfit (cioè, quel manzo di Ben Affleck a braccetto), Jennifer Garner è comunque bella da far invidia in questo melanzana firmato Gucci. Accessori assolutamente up to date: dal girocollo, alla pochette fino al raccolto romantico. Jenny, ma sei sicura di aver partorito per ben tre volte?
La vecchia guardia continua a dare lezioni di stile: Helen Hunt spicca per sobrietà e buon gusto in questo abito blu notte appartenente alla Conscious Collection di (squilli di trombe!)… H&M! La Hunt è infatti ambasciatrice della Global Green, associazione ambientalista che collabora da tempo con il marchio svedese. Direi che si sia meritata di indossare un popò di gioielleria da settecentomila dollari, no?
Le deludenti

Salma di nome e di fatto: nonostante abbia sposato un magnate dell’industria del lusso (pret-a-portèr compreso), Salma Hayek ha scelto un abito (Alexander McQueen) e un total look che più che una diva da red carpet la fanno sembrare la protagonista del remake di Cleopatra
Halle Berry ha tutt’ora un fisico che le permetterebbe di indossare il più audace degli abiti: a me questo Versace non convince del tutto. Strisce, colori metallici, spalline importanti, stringhe…non sarà un po’ too much?

Vi prego, che qualcuno salvi Nicole Kidman: questo è il mio secondo appello allo show business e intendo portare avanti la mia causa fino a che non vedrò sensibili miglioramenti. Un oro nero che non brilla quello di Nicole, nonostante i preziosi ricami di L’Wren Scott. Sarà forse colpa del botox?
Sia chiaro che io ci metterei la firma per invecchiare bene come Catherine Zeta-Jones, eh. Certo che, con tutto questo sfarzo ed opulenza, ci vuole ben poco per cadere nell’effetto “me so fatta allungà dalla sarta l’abito de quando ero ‘na stella del pattinaggio” (Zuhair Murad)
Renèe Zellweger mette in piazza sempre la solita solfa: abitino strizzato, chiappe fasciate e schiena in bella vista. Un conto è quando si ha venticinque anni, un conto è quando si dovrebbe fare un po’ più le signore e un po’ meno le soubrettine. Ma poi sto color champagne (Carolina Herrera) è di una tristezza inaudita. Che noia.
Le cafone
Resee Witherspoon, chissà per quale motivo, ha deciso di castigarsi in questo abito bicolor (blu e nero, che manco le squadre di football!) che le tramortisce punto vita e fianchi. Ma a Louis Vuitton certe idee come gli vengono in mente?
Kelly Rowland, impeccabile ai Grammys, qui scivola sull’effetto “reunion delle Destiny’s Child a Broadway”: l’abito firmato Donna Karan è decisamente too much per un evento così sofisticato. Vogliamo poi parlare dell’inutilità di quella frangetta?
Maria Menounos sembra un’aspirante reginetta del ballo piuttosto che una celebrity da gran soirèe: indubbiamente bello il taglio dell’abito firmato Romona Keveza, che sarebbe stato però più chic se scelto in un’altra tinta. Rosa, diamanti e cerchietto: manca solo la pochette di Hello Kitty.
Fan Binbing osa uno splendido abito firmato Marchesa che fa però a pugni con il suo incarnato etereo e la clutch (Roger Vivier): non nutro infatti particolare simpatia per il contrasto nero/fucsia così come per gli chignon tirati a lucido. Mea culpa.
Zoe Saldana perde in sex appeal e freschezza con questo abito (Alexis Mabille), che può di certo contare su un bel gioco b&w nella gonna, ma che è fin troppo strutturato tra corpetto intarsiato e cintura (!!!) in vita. I sandali demodé sono la ciliegina sulla torta.

L’audace, la noiosa, la fuggitiva
Chi osa vince: lo sa bene Naomi Watts, divina in questo abito Armani Privè che è tutto un luccichio. Raccolto sbarazzino, accessori minimal e chic.
Con il nero non si sbaglia mai: sarà che dopo l’abito “effetto sofà” sfoggiato ai Grammy’s, per Adele non poteva che esserci un ritorno alle tinte basic (firmate Jenny Packham). Visto e stravisto. 
Senza speranza: Kristen Stewart sembra una sposa appena scappata dall’altare, con tanto di chioma alla bella e buona ed espressione avvilita. L’abito di Reem Acra, a metà strada tra lingerie e vestito di scena, non la valorizza per niente.
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