Un viaggio con biglietto solo andata. Quello del cuore.


Prime (torride) settimane di agosto.

C’è chi si sente come una Pamela Anderson in versione “bagnina”, chi – al contrario – fuori forma come una balenottera spiaggiata e poi ci sono io, che in tutto questo turbinio di ombrelloni, parei e maracaibo urlati a squarciagola, mi sento come una pentola a pressione pronta ad esplodere. Tipo quelle della Mondial Casa con Giorgio Mastrota e la solita – discutibile – offerta che dura da quasi vent’anni.
E se sono arrivata a paragonarmi ad un utensile da cucina – io, che sto alle pentole come Antonio Cassano sta all’aoristo – è evidente la gravità della situazione.

Nessun grande viaggio all’orizzonte. Nessuna meta degna di Trip Advisor. Nessun volo transoceanico. Solo tanta voglia di ritrovare me stessa ed un briciolo di serenità. Anche a costo di mangiare tutti giorni gelati dell’Algida per bilanciare la mia carenza di (non necessariamente in quest’ordine): pace interiore, autostima e fiducia nel destino (e si, lo so che forse sarebbe più saggio optare per un corso di yoga, ma se non riuscivo a fare la verticale quando di anni ne avevo sette, figuriamoci adesso con la cervicalgia incipiente).

Anno tosto questo 2015. Che vabbè che “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare“, ma qui stiamo calcando un po’ troppo la mano, signori miei. Che io sono davvero lusingata se mi considerate al pari di Wonder Woman – tale da poter superare qualsiasi avversità in campo lavorativo, amoroso e relazionale – , ma sinceramente un anno da Beyoncé – con trucco e parrucco giornaliero assicurato – me lo sarei fatto molto volentieri. 

Ma mi rendo pure conto che quando vai in giro con una coppa 4C, un qualche scotto della vita lo dovrai pur pagare, tesoro de casa.

Dunque finalmente sono in vacanza, con la solita valigia stracolma di abiti ed accessori che non riuscirei ad indossare comunque, pure se facessi giornalmente gli stessi cambi d’abito di Lady Gaga durante i suoi concerti (ma nella vita meglio abbondare che correre il rischio di indossare per due giorni di seguito le stesse cose!), con il cappello di paglia in testa (perché Formentera is a state of mind – anche se magari passi le vacanze in provincia di Campobasso), con il desiderio di ricominciare daccapo.

Di ricominciare da me. E da tutto quello che mi fa stare bene.
(E sono sicura che le polpette fritte di mia nonna avranno un ruolo cruciale in questo!)
La voglia di rigenerarmi, nel corpo e nella mente, di nutrirmi di stimoli e di colori (ma pure la brioche con il gelato ha il suo perché!), di trovare nuove ispirazioni – blog compreso! – , di riprendere in mano la mia vita e di progettare (e realizzare) quei viaggi che sto attendendo di fare da troppo tempo ormai.
Comunque siano andate le cose in questo lungo anno, comunque vadano in futuro: io guardo solo in avanti. Ogni lasciata è ormai persa. Ogni ferita prima o poi guarirà. Ogni dolore, ogni sconfitta, ogni delusione è ormai acqua passata. Perché la vita è un viaggio meraviglioso solo andata.
Allacciamo le cinture, si va.

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…