sacher_personalizzate

Impara l’arte e…magnate una fetta di Sacher.

F-a-v-o-l-o-s-a.
Vienna è assolutamente favolosa.

In caso vi foste chieste dove acciderbolina fossi finita negli ultimi giorni, Vienna is the answer.
Figurarsi se avessi mai potuto decidere di andarci che so, a giugno o a settembre, che ormai lo sapete che le cose mi piace farle per benino e non a cavoletto di Bruxelles.

Vienna bisogna godersela sotto le feste di Natale, incuranti del vento gelido che tramortisce messa in piega e manicure, sprezzanti il pericolo di un nevischio improvviso e delle temperature sotto lo zero. E chissenefrega se coperte dalla testa ai piedi c’avrete il sex appeal di una foca monaca, mica potete sempre stare lì a rimorchiare come Prue delle sorelle Halliwell.

I mercatini di Natale sono una di quelle cose per cui vale veramente la pena indossare cloche di lanetta e guanti termici: un tripudio di colori e di decorazioni natalizie, un’occasione imperdibile per gustare gnocchetti allo speck e erba cipollina, waffel golosi e vin brulè. Impossibile non rimanere estasiati dalla musica classica in sottofondo e dall’odore di cannella che si respira destreggiandosi tra un bancone e l’altro.

Se siete nel bel mezzo di una dieta laboriosa o se avete voglia di entrare in tubino bianco taglia trentotto, evitate di mettere piede in quel di Vienna: tralasciando le innumerevoli cioccolaterie locali e i krapfen con la glassa all’amarena, che-ce-venite-a-fà se non fate un salto al Cafè Sacher? Per la dieta e le carotine bollite c’è sempre tempo, no? No. Ma convinciamoci del contrario.

A Vienna ho consolidato l’amore per Klimt ed ho scoperto la bellezza delle opere di Schiele: vi consiglio vivamente di dedicare un giorno intero ai musei della città, in particolare l’Albertina Museum, il Belvedere e il Museumquartier. Un’atmosfera suggestiva ed intellettuale, che delizia occhi, mente ed anima: dall’impressionismo al cubismo di Picasso, dai colori di Kokoschka alla “grande onda” di Katsushika Hokusai. La new entry tra i miei artisti contemporanei preferiti? Il controverso ( e fenomenale) Tomak. Che come sono belli i suoi disegni di anatomia, neanche quelli del Netter. Imperdibile inoltre la possibilità di salire sulle impalcature dei restauri della chiesa di San Carlo Borromeo: osservare gli affreschi da vicino è un’emozione indescrivibile.

 

Dulcis in fundo, il palazzo di Schonbrunn: alzi la mano chi non ha desiderato almeno una volta di vestire i panni della principessa Sissi, resa celebre dalla splendida Romy Schneider con la sua interpretazione nella pellicola omonima. I giardini del palazzo coperti di neve sono uno spettacolo mozzafiato, così come la vista  della Gloriette all’orizzonte.

Un motivo in più per venire a Vienna? Due (e sottolineo, due) store della Forever 21.
Ed io non c’ho manco avuto tempo per fare shopping come si deve.
Orsù, partite e vendicatemi.

firenze viaggio

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