"Io e te, per sempre insieme" : fare pace (una volta per tutte) con il proprio corpo è possibile.

Mi piace l’idea di iniziare un nuovo mese in vostra compagnia condividendo una perla di ottimismo – perchè si sa che l’ottimismo spesso contagia più della varicella e dei pettegolezzi! – : deporre l’ascia di guerra nell’eterna lotta contro la bilancia e contro la propria immagine allo specchio è possibile. E, come in tutte le cose, serve una buona dose di volontà.

Quello che spesso non vi dicono i fantomatici guru del fitness e dell’healthy style che impazzano ultimamente su qualsivoglia piattaforma social – ma d’altronde, mi rendo conto che dopo un po’ ci si rompe del correttore automatico dello smartphone, a furia di scrivere i propri consigli sullo #slowfood casareccio e su un #bootyworkout assolutamente amazing – è che prima di intreprendere un cambiamento repentino nel proprio stile di vita, oltre ad essere motivati – che qui c’arrivavamo un pochino tutti – bisogna innanzitutto conoscere se stessi. Ed il proprio corpo.

1. ESSERE REALISTE
Quello che bisognerebbe capire una volta per tutte è che non tutti i corpi sono uguali e che essi – salvo per i prodigi/disastri della chirurgia plastica o per i regimi dietetici e di allenamento dei bodybuilder – sono destinati a rimanere più o meno tali fino alla fine dei nostri giorni. Io, ad esempio, sono anni ormai che me ne sono fatta una sacrosanta ragione: il culo a mandolino posso solo che auspicarlo in una mia ipotetica reincarnazione! Nonostante gli anni di aerobica, gli esercizi mirati (ho affrontato più serie di squat io che Jane Fonda in tutta la saga dei suoi tutorial sul fitness!) e le preghierine prima di andare a letto, mi sono dovuta arrendere alla realtà dei fatti: per quanto io possa raggiungere risultati notevoli in fatto di tonicità e di volume, il culo alla brasiliana me lo posso solo che sognare.  Ed è un po’ la stessa storia di quelle con le cosce belle tornite e le caviglie robuste che sognano il quadricipite affusolato della Bianca Balti: ciao core!
La costituzione non è dunque solo il principale documento giuridico di una nazione, ma anche l’insieme delle caratteristiche del nostro corpo: un corpo che per essere migliorato necessita comprensione, amore e rispetto. Prima accetterete i limiti (invalicabili) di voi stesse, prima sarete pronte e motivate ad affrontare un cambiamento salutare ed effettivo. Sia chiaro che accettarsi non significa arrendersi: accettarsi significa avere una visione realistica e razionale del proprio corpo. E chi non si accetta non va da nessuna parte, signorinelle mie!
2. OSSERVARE
Il passo successivo verso il cambiamento è quello di guardarsi allo specchio, riconoscere i propri pregi (ne avremo almeno uno – fosse pure la mappa dei nei – ecchecavolo!) e pensare a come valorizzarli, per poi analizzare i propri difetti e pianificare un loro miglioramento a lungo termine. Perchè per quante stronzate vi possano scrivere su Instagram o su Facebook, i cambiamenti miracolosi non esistono – a meno che non siate particolarmente simpatiche a San Gennaro -: i cambiamenti veri si ottengono con tempo, sacrificio ed impegno. Anche per avere la possibilità di mantenerli nel corso degli anni.
Ci sono difetti che è possibile trasformare addirittura in vezzi (vedi i denti larghi che sono diventati un vero e proprio marchio di fabbrica di certe modelle british!), altri che è possibile ingentilire con le opportune furbate (come un make-up curato per gli strascichi dell’acne adolescenziale o un paio di collant contenitivi per le curve più esplosive – li indossa persino Beyoncè! -), altri ancora che – proprio perchè intaccano sensibilmente la nostra autostima – richiedono effettivamente dei cambiamenti radicali (come una dieta ipocalorica ed un certo allenamento aerobico in caso di sovrappeso o come una rinoplastica in caso di un naso talmente importante da non riuscirci a convivere). In questo ultimo caso chiedetevi quanto siete effettivamente convinte e motivate di voler intraprendere un nuovo percorso.
3. PIANIFICARE
Dinnanzi all’immagine di un corpo che non ci piace o che sembra da tempo darci strani segnali (se non addirittura allarmanti!) sarebbe opportuno innanzitutto pianificare un check-up completo – anche partendo dal più banale esame del sangue – : è così ad esempio possibile risalire ad eventuali patologie che concorrono a quell’immagine appesantita o – al contrario – particolarmente provata in cui stentate a riconoscere voi stesse. Alcuni valori “sballati” potrebbero invece suggerire la concomitanza di intolleranze o di cattive abitudini dietetiche e di lifestyle che incidono sull’aspetto del vostro corpo. Capire una volta per tutte “cosa non va” in noi è il passo necessario da affrontare per comprendere “cosa c’è da fare“. Non che io voglia fare pubblicità alla mia (futura) categoria lavorativa, ma affidarsi al parere e alle direttive di un medico è fondamentale nella riuscita del vostro cambiamento – specie se ci si trova dinnanzi a verie e proprie malattie, come l’obesità, patologie endocrinologiche o del metabolismo, per non parlare dei disturbi alimentari o della depressione – che io magari vi farò pure correre il rischio di diventare ipocondriache, ma almeno non vi sbologno con la classica pantomima del “no pain/no gain” o del “yes, you can do it!“. Certo che “you can do it, ma prima fateve vedè (da uno bravo)!
4. IMPEGNARSI
Una volta che avrete in mano gli strumenti per accedere al cambiamento – una dieta, un programma di allenamento, un insieme di trattamenti per la vostra pelle – scatta la fase più difficile: quella esecutiva. Superato l’entusiasmo iniziale, che in genere dura le prime settimane dall’inizio del vostro nuovo percorso, è facile che subentrino alcuni momenti di pigrizia e di sconforto. Il mio invito è quello di non mollare: ci sarà inevitabilmente il giorno in cui peccherete di debolezza e di rinuncia – potrebbe accadere ad esempio di bigiare la dieta, di saltare una sessione di addominali, di mandare affancuore i buoni propositi – perchè siete fatte di carne ed anima. Non biasimatevi troppo, nè giammai mort
ificate voi stesse:
vivere in modo troppo rigido e severo il vostro cambiamento – senza ammettere il minimo errore – non aiuterà lo scopo finale di questo nuovo percorso, ovvero quello di stare meglio con voi stesse.
Vivete l’imprevisto, l’intoppo, la trasgressione come una piccola coccola che avete concesso a voi stesse e non come un errore irreparabile: rialzatevi subito, rimboccatevi le maniche e continuate più energiche e motivate di prima il vostro (lungo) viaggio.
5. TROVARE UN EQUILIBRIO
Per quanto possa essere stato drastico il cambiamento che avete deciso di affrontare, esso non potrà rimanere tale per sempre, ma dovrà essere integrato in modo opportuno nella vostra vita. A meno che non siate decise ad archiviarlo in breve tempo. Faccio l’esempio che mi viene più semplice – perchè vissuto direttamente sulla mia pelle – : una dieta drastica e decisamente privativa su di me a lungo andare non funziona. Ormai lo so per certo. Ho affrontato, anche sotto supervisione medica, le diete più disparate, osservandone sicuramente i benefici ma, ahimè, anche i continui ritorni di fiamma (o di flambè o di griglia, se preferite!). E lo stesso vale per i regimi di allenamento più intensi. Ecco, tutto questo non fa per me, perchè il mio corpo non lo riconosce come benessere ma come una serie di torture cinesi. (Ho un corpo paraculo, lo so!) Negli ultimi mesi ho allora deciso una volta per tutte di conoscermi e di accettarmi (vedi punto n.1 !) e sono giunta ad alcune conclusioni: a) adoro il cibo – vivendolo da sempre come un elemento rituale, di benessere e di condivisione, giammai come semplice “sostentamento” – e la sua privazione mi fa sprofondare nell’isterismo e nella tristezza più nera, b) voglio tenermi in forma (ho un debole per l’aerobica!) ma senza estremismi e tabelle di marcia troppo serrate – in più, mi sfugge il fascino del jogging, mea culpa! -, c) mi piace riscoprirmi più asciutta e più tonica di ieri, ma non potrei mai rinunciare alle mie curve – per me sono un elemento di vezzo e di vanto, che per quanto ogni tanto rendano difficile la scelta del bikini o del tubino perfetto, nutrono da sempre la mia femminilità.

Quindi, ricapitolando, da ragazza grande e matura ho ufficialmente archiviato il sogno del culo alla Belèn Rodriguez (che poi, a giudicare dai video fitness che posta su Instagram, è ‘na vera tortura mantenerselo!) – applausi – , ho adottato un regime dietetico salutare senza particolari privazioni, in cui cerco soprattutto di moderare la quantità (sigh!) e la qualità di quello che mangio, tagliando con parsimonia i carboidrati (che ahimè, gonfiano!), concedendomi un dessert solo di tanto in tanto e tendendomi “a stecchetto” in previsione di un pasto più ricco, infine ho ripreso le mie sessioni di ginnastica casalinga (con la vita movimentata che faccio, andare in palestra è un’ulteriore fonte di stress, mentre a casa posso decidere comodamente orari e – soprattutto – look ginnico da povera disgraziata!) con l’aiuto della guida fitness di Kayla Itsines (Grazie, Fede!) e dei workout su YouTube della mia amata Keaira Lashae.

Non vivo il fatto di aver rinunciato al raggiungimento di una camicetta taglia 40 o di un addome da fotomodella come una sconfitta, anzi: per la prima volta nella mia vita ho deciso di ascoltare il mio corpo (e me stessa), archiviando i capricci da bambinetta e lavorando piuttosto su quei cambiamenti che posso realmente raggiungere, mantenere e conciliare con la mia natura. E con tutto quello che mi rende felice.