Kate Upton incoronata come donna più sexy dell'anno: il trionfo della "normalità".


L’acerrima lotta mediatica tra skinny e curvy, due fazioni contrapposte che, in fatto di orgoglio e di spirito battagliero, non hanno nulla da invidiare ai (già defunti) Guelfi e Ghibellini, è sicuramente stato uno dei fenomeni cult dell’ultimo anno. Una guerra tutta al femminile combattuta centimetro dopo centimetro, a colpi di addome scolpito per le prime e di lato b “extra” per le seconde: inutile dire che, come nelle migliori cat-fight, gli unici ad averci guadagnato qualcosa sono stati gli uomini. I soliti parassiti.

Se è vero infatti che i comuni mortali hanno avuto modo di rifarsi gli occhi – tra la campagna The Perfect Body (?) delle silfidi di Victoria’s Secret ed il calendario Pirelli con le forme generose di Candice Huffine – , c’è anche da ammettere che quelli del fashion-business (pro skinny o pro curvy che siano) ci hanno guadagnato ‘na cifra. (Alla facciaccia di tutte noi cretine che ci siamo tirate i capelli per una taglia in più o per un centimetro di giro-vita in meno!)
In questo isterismo generale, che strumentalizza ed etichetta il corpo delle donne in “magro” o “grasso” – senza tuttavia lasciare il benché minimo spazio al concetto di salute e di unicità della bellezza (di cui ho già parlato in questo altro post) – sembra intravedersi un piccolo spiraglio di luce direttamente dalla vetta della classifica “Sexiest Woman Alive 2014” della rivista People. Il titolo di donna più sexy dell’anno è stato infatti vinto dalla giovanissima modella ed attrice americana Kate Upton: classe 1992 (!), viso tornito e 178 centimetri di curve ben distribuite. 
Se è vero che la bellezza ed il sex appeal sono in gran parte soggettivi – anche se sfido chiunque ad avere da ridire sull’avvenenza della biondissima Kate! – , il dato rassicurante che emerge  dall’incoronazione della Upton come “gnocca dell’anno” è che ella non possa essere catalogata né come skinny né come curvyLa bellezza di Kate Upton, per quanto prorompente, rientra a tutti gli effetti in un concetto di “normo-size” del quale cominciavamo a sentire la mancanza.
Quello di Kate è un fisico armonioso ed in salute, sicuramente fortunato nella distruzione dei centimetri, ma che al tempo stesso presenta qualche piccola eccezione a certi classici canoni di bellezza: la vita larga, i fianchi stretti, il “lato b” poco pronunciato fanno di Kate la paladina delle donne cosiddette “a mela” (yuppy!). 
Un sex-appeal normo-peso, in cui pregi e difetti si mescolano tra loro così come mamma natura li ha pensati (anche se i più maligni sono convinti che il generoso decoltèe sia opera di un bravo chirurgo plastico!): vedere la Upton sfilare in costume da bagno – senza il ritocchino magico (e spesso invadente) di Photoshop – è come tirare un bel sospiro di sollievo. 
Finalmente una top model con un interno coscia da comune mortale! Sempre sia lodato!
Che per carità, quelle gambe e quel decoltèe da bambolona forse ce li possiamo solo che sognare…ma guardate lì come sa portare bene quel filino di pancetta! Il bikini – una volta tanto – non sembra essere stato cucito addosso al corpo della modella: certo, indubbiamente esiste una differenza abissale tra come sta a lei e come starebbe a noi, ma tutta quella salute che deborda oltre le cuciture   del costume per noi comuni mortali significa “normalità”.
C’è poi da dire che Kate, indossando (magistralmente) lo slip striminzito pur non vantando un lato b alla Belèn, infrange l’ennesimo tabù: il suo ghigno malizioso sembra quasi sussurrare “che me frega se c’ho il culo piatto, tanto ‘so bona lo stesso!