La posta delle cattivone: Parole, parole, parole.


Cara D. ,
Tutto è iniziato circa 15 anni fa. Il “lui” in questione è un amico di mio fratello, che a quel tempo aveva quindici/sedici anni e veniva molto spesso a casa nostra: di questo tipo avevo proprio un bel ricordo, non saprei descriverlo bene…forse provavo affetto, non so. Con il tempo però lui e mio fratello si sono persi di vista, fino a qualche mese fa, quando si sono aggiunti su Facebook. Quando l’ho scoperto, l’ho aggiunto anch’io e da lì abbiamo iniziato a scriverci praticamente tutti i giorni. Con il tempo ho cominciato a nutrire un certo interesse nei suoi confronti e ho perciò cercato di farglielo capire (con discorsi più o meno allusivi) ma lui non sembrava cogliere i miei segnali. 

Un bel giorno mi scrive di aver deciso, dopo una lunga riflessione, di andare a vivere negli States e, come puoi ben immaginare, la notizia non mi lascia di certo indifferente: nei mesi che precedono la sua partenza, continuiamo a scriverci e  questa volta anche a stuzzicarci ( io che gli scrivo “Non partire! 🙂” e lui che risponde “Vieni tu via con me…”, tanto per citarne una). Lui però continua a non esporsi più di tanto e comincio così a rassegnarmi all’idea di non interessargli: decido comunque di proporre un incontro per salutarci prima della sua partenza, al quale purtroppo si unisce anche mio fratello. Non ci diciamo nulla di particolare, anche se personalmente avrei voluto fargli capire fino in fondo quanto mi dispiacesse perderlo di vista nuovamente: lui non si espone, se non con un “Sbrigati a laurearti che ti aspetto, eh!”.

Decido allora di mandargli un sms in cui metto nero su bianco tutto quello che mi passa per la testa e la sua risposta arriva l’indomani sulla chat di Facebook: mi scrive di condividere il mio pensiero e che, sue testuali parole, “chissà, nella vita non si sa mai“.

Dopo il suo arrivo negli States riprendiamo a sentirci:le nostre conversazioni diventano sempre più frequenti, le allusioni sono alle stelle e lui comincia (finalmente) a sbottonarsi (“ci saremmo dovuti vedere più spesso”, “ci siamo ritrovati troppo tardi”) . Dice che non vede l’ora di sistemarsi, di trovare lavoro e una casa tutta sua affinchè io possa andare a vivere lì. Addirittura mi indica a quali aziende delle sue parti inviare una domanda  per uno stage!

Ad un certo punto però entra in crisi: dice di non trovarsi più bene e di voler tornare in Italia…puoi immaginare la mia contentezza (ben celata dai soliti “umh si, pensaci bene comunque” di circostanza)! Convinto della sua idea, fa ritorno in Italia e coglie l’occasione per passare un po’ di tempo con il padre, con il quale, a quanto pare, c’è una relazione delicata in corso. Passano giorni, settimane e tutto tace: decido di stare sulle mie un po’ per una questione di privacy e un po’ perchè ora spetterebbe a lui di farsi sentire. No? Il silenzio stampa continua e a giudicare dal suo profilo Facebook intuisco che ha deciso di tornare a vivere negli States…senza avermi detto nulla! La mia indole da ariete furioso prende il sopravvento, perchè se c’è una cosa che detesto è quella di essere presa in giro, e decido così di contattarlo: lui mi risponde come se niente fosse accaduto, anzi, continua a decantare la sua felicità di una vita negli States. Quando gli faccio notare che forse si sarebbe potuto comportare in maniera diversa nei mie confronti, lui fa spallucce cercando di liquidarmi con il solito “lo so, mi dispiace, ma adesso devo pensare a me stesso”. Chiarisco allora di essere contenta per lui se crede di aver finalmente trovato la sua strada ma che, in ogni caso, non mi piace essere presa in giro e che bisognerebbe sempre pensare quello che si dice. Ci credi che, nonostante i suoi trent’anni suonati, ancora non mi ha risposto?”

S.


Cara S.,
ma pure tu, cosa ti aspettavi da uno che non ha mai trovato il coraggio (o forse dovrei dire, la voglia) di invitarti almeno per un caffè quando poteva esserci l’occasione? Mi viene quasi da ridere all’idea che una persona a trent’anni sia in grado di fantasticare su una vita insieme, senza prima averti veramente conosciuta per quella che sei, senza aver mai fatto in modo di condividere qualcosa insieme a te. E voglio dire, anche un crodino e due noccioline potevano essere un inizio! Caro il mio Mr. “Born in the Usa“, è troppo facile nascondersi dietro lo schermo di un pc, è fin troppo semplice sparare due frasi ad effetto che potrebbero tranquillamente essere raccattate da un Cioè del ’98! Ciò non toglie che certi amori, certi flirt possano effettivamente sbocciare con l’ausilio della tecnologia, ma la vita, i rapporti in carne ed ossa, sono tutta un’altra cosa: ci sono persone che preferiscono perdere tempo a strimpellare su una tast
iera e beccarsi una buona dose di radiazioni, piuttosto che tirare fuori un po’ di carattere con un laconico “Che impegni hai per stasera?” E basta tirare fuori questa scusa della timidezza o del non sentirsi all’altezza di qualcuno: cavolo, una maturità scientifica, una laurea e una sfilza di master come minimo il dono della parola te l’avranno donato! O no? Il mio consiglio è di archiviare questa tua esperienza del quarto tipo ne “Le cento storie da raccontare assolutissimamente a mia figlia” e di passare oltre: vuoi davvero continuare a spendere energie e materia grigia per uno che, non solo vive oltre oceano, ma che soprattutto ha dimostrato la stessa maturità di un Pokèmon livello basic? Vuoi davvero credere che possa esserci qualcosa di speciale e di imperdibile in uno che ha passato mesi a scriverti come se fosse in punto di morte? “Ci siamo ritrovati troppo tardi”: ma tardi di cosa? Siamo nel fiore degli anni e la tua prostata è ancora circoscrivibile con un compasso…ma che problemi hai? La verità è che l
e amicizie, i flirt, le storie d’amore non si coltivano solo quando ci si sente soli e non si ha un cazz ciufolo da fare: tu, mia cara, meriti un uomo che abbia più attributi di te (perciò, comincerei a parlare di flipper…). 

L’unica nota positiva di questa storia è il poter constatare che in Italia, grazie a Dio, non esiste solo la fuga dei cervelli. Ma anche quella dei pirla.

Un abbraccio e in bocca al lupo!

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