La posta delle cattivone: Quando lui c'ha più paturnie di Antonella Elia sull'Isola dei Famosi


“Cara D. ,
dopo anni passati, come si suol dire, fuori dal giro, a leccarmi le ferite per motivi vari con cui non voglio tediarti, ad aprile 2012 conosco L. e tra noi scatta subito simpatia (nel senso reale del termine, in quanto io ero del tutto persa dietro ad un altro). Da ottobre inizio ad incontrarlo abbastanza spesso per ragioni di lavoro e a dicembre, messa una pietrona sopra all’altro coglione (anche se la pietra sarebbe stato da tirargliela in faccia!), le sue attenzioni diventano sempre più marcate, e comincio così a dargli un po’ di corda, anche se con cautela, data la sua storia passata (anni insieme ad una ragazza con cui conviveva, circa un anno e mezzo fissa un week end a Parigi per chiederle di sposarlo, per poi scoprire di essere cornuto). Nonostante il mio scetticismo iniziale, cominciamo a sentirci quasi ogni giorno e così una sera usciamo da soli. Scopro che questa potrebbe finalmente essere la persona giusta: galante, attento, ottimo consolatore, intelligente, MOLTO sensibile, grande ascoltatore e con un gran senso dell’umorismo. Continuiamo a vederci a feste e serate varie con amici in comune, e lui si lancia in proposte: una volta voglio portarti a fare l’aperitivo di qua, un altro giorno ti porto a mangiare i crostacei di là, ecc. ecc., e il livello di flirtaggio sale sempre di più. Ma cresce anche la mia impazienza, dato che a tutte queste proposte non seguiva poi un invito concreto, pur continuando a sentirci tutti i giorni. Poco tempo fa, a ballare con i nostri amici in comune, complice anche un discreto tasso alcolico, balliamo tutto il tempo insieme in modo inequivocabile, le sue attenzioni e i complimenti aumentano, ma, ancora una volta, non succede nulla. Tornata a casa, molto innervosita anche per via dell’alcool, iniziamo a scriverci, ed io, all’ennesima proposta, sbotto e gli scrivo che di tutte queste parole non me ne faccio nulla. Dopo avermi confermato che gli piaccio, decidiamo di riprendere il discorso a mente fresca il giorno dopo…peccato che lui sia scomparso per alcuni giorni e sia toccato nuovamente a me scrivergli per decidere quando vederci per parlarne. Durante il nostro incontro sono stata costretta a fare una sorta di monologo, in cui chiarivo che non gli stavo chiedendo di giurarmi amore eterno, ma solo di provare a conoscerci meglio, da soli (insomma di provare ad uscire insieme senza i nostri amici). Gli ho spiegato che avevo paura anche io, e che il suo comportamento mi creava solo delle aspettative che finivano per restare deluse. Tutto questo mentre lui non si esponeva minimamente (l’unica cosa che sono riuscita a strappargli è stato confessare che non sa cosa fare con me). Ieri gli ho scritto nuovamente per fargli capire che, non avendo avuto nemmeno una minima spiegazione su quello che gli passa per la testa, sono ancora più confusa e ho molta paura (ho una storia personale alle spalle che mi rende molto difficile fidarmi, e lui sa tutto). Conclusione: ci rivedremo e stavolta sarà lui a parlare. Dall’alto della tua augusta sapienza, oh somma D., illuminami!!!!! Che ne pensi? Che devo fare?”  I.


Cara I.,
penso che tu abbia fatto già abbastanza per cercare di risvegliare l’ipotetico uomo alfa che alberga in un essere piacevole ed intrigante, a cui però, fondamentalmente, pesa il culoNon trovi? 
Tutti sappiamo cosa significhi soffrire per amore (anche se mi sentirei di escludere a priori Brad Pitt e Kim Khardashian), così come sappiamo che certe ferite cicatrizzano più in fretta con sal,tequila y limon piuttosto che con fiumi di lacrime. Almeno per non correre il rischio di morire disidratati. Se è vero che a nessuno piacciono i salti nel vuoto (funamboli compresi), c’è da dire che a L. (il povero L. dal cuore spezzato!) tu abbia dato più volte conferma di un effettivo interesse da parte tua: ti sei dimostrata propositiva, aperta al dialogo così come al flirt, non ti sei tirata indietro al solo pensiero di un ballo seducente o di un caffè tet-a-tet. L’hai cercato, l’hai rincorso, l’hai riacchiappato dal bavero della camicia (più di una volta) per fargli capire che si, sei disposta a metterti in gioco. E lui? Lui fugge, prende tempo (manco fosse uno della CIA alle prese con un gruppo di sequestratori), si nasconde dietro ad una manciata di inviti che vanno a farsi benedire come tutti gli ex-fidanzati di Paris Hilton: se da un lato ti manda forti segnali di interesse (i messaggi, il movimento di bacino inequivocabile, il sì, mi piaci), dall’altro sparisce nel nulla alla prima occasione utile, non si espone del tutto, non si decide ad invitarti per una stramaledet
ta cena insieme. Che poi, se una cena gli dovesse sembrare troppo compromettente, esistono sempre gli happy hour, i succhi della Yoga bevuti al bancone di un bar, eh. 
Per quanto una donna possa essere emancipata (ed un uomo, poco cavaliere), per quanto in amore ognuno possa usare le proprie tattiche, quando si flirta, si flirta in due: non esiste timidezza, diffidenza, paura di soffrire che riescano a tenere a freno un interesse o una passione travolgente. Soprattutto non esiste che, dopo averti rotto le scatole per mesi interi, lui se ne esca con un “la verità è che non so cosa fare con te.” Scusaaaa? Cosa significa esattamente che non sai cosa fare con me? Cavolo, mica sono un purosangue arabo da addestrare al trotto e al galoppo, io sono una donna: con una donna si va al cinema insieme, si ride passeggiando per le vie della città, con una donna ci si bacia ininterrottamente fino ad avere le labbra color puffo, ci si fa all’amore, ci si prende per mano. E ci si lascia travolgere dal destino. 
Se fossi in te, girerei i tacchi, lo lascerei cuocere nel suo brodo “aglio&pirla”, per vedere poi come si comporta: ci sono uomini che si svegliano solo nel momento in cui hanno il sospetto (o la certezza) di poter perdere qualcosa. Qualcuno. Ma non è certo detto che questo tipo di uomo ci piaccia. Non pentirti però di averci provato, di aver colto ogni chance e di avergliene date altrettante per poterti conoscere meglio: non è colpa tua se è lui ad essere poco recettivo (avrei voluto scrivere un insulto, ma sarei passata per la solita femminista) o se, semplicemente, non gli piaci abbastanza. E come direbbe Carrie: “Certe donne hanno bisogno di restare libere finchè non trovano qualcuno di altrettanto selvaggio con cui correre.” Selvaggio, appunto. Mica rimbambito.

In bocca al lupo!

D.

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