La sculettata delle Valchirie

Ormoni. 
Secondo me è una questione d’ormoni.
E’ impossibile che con dieci gradi al sole qui le donne vadano in giro con gli shorts e le gambe scoperte. E per scoperte intendo senza calze. Manco uno straccio di cinque denari color carne: le vedi lì con le ballerine, il trench primaverile e con il collo scoperto, neanche fossero delle etoile del Bolshoi in torunée estiva. Probabilmente, a giudicare dalle gambe che si vedono qui in giro, quello di andare con le gambe en plein air, anche se fuori ghiaccia la merla, è il metodo migliore per stroncare la cellulite. E pensare che noi italiane continuiamo a sperperare denaro tra la lezione di gag e la seduta serale con i fanghi Guam.

Poi non mi si venga a dire che l’economia di questo paese la mandano avanti gli uomini.

Che poi secondo me, ste donne del nord, c’hanno un metabolismo a sé. Un metabolismo del caizer per la precisione: roba che, se io bevessi tanta birra quanta ne buttano giù loro nei weekend, come minimo a quest’ora sarei obesa ed inserita nella lista di attesa per trapianto di fegato. Voglio dire, da una che pesa al massimo cinquanta chili  e che si ritrova un viso talmente aristocratico da far impallidire tutta la famiglia Casiraghi, non ti aspetteresti un’attitudine all’acool stile Oste portace n’altro litro.

Io comunque ve lo dico, se state attraversando un momento difficile, del tipo sono-grassa-sono-un cesso o se siete state appena mollate per la barista diciannovenne del pub sotto casa, lassate perde proprio. Piuttosto andatevene a fare un weekend fuori porta ad Assisi o a Medjugorje, che qua, a Praga, sono tutte fighe. 
Ok, quasi tutte. Ma quelle che ci sono vi assicuro che fanno la differenza, essendo in grado di azzerare qualsivoglia barlume di autostima: gambe chilometriche, pelle di porcellana, capelli biondi e vaporosi, volti rubati alle modelle di Vogue America. Che poi c’hanno ‘sti nomi che sembrano quelli dei modelli di lingerie ad alto tasso erotico, tipo Eva, Barbora, Janca, Adela. Voglio dire, con il tuo Maria Incoronata, non riusciresti a fare la stessa figura.
Come se non bastasse qui è pieno di studentesse straniere. Studentesse norvegesi e svedesi, per la precisione. Di quelle con i denti bianchissimi e con il punto vita di Carla Fracci, come se non facessero altro che mangiare aria, di quelle con le chiome alla Rapunzel, che se poco poco provo io a farmela la milk maid braid me paro una delle Sorelle Bandiera.

Una cosa però la devo dire.
Una piccola sbeccata di lancia a nostro favore la devo proprio appuntare.
Che queste qui saranno pure belle, ma nella maggior parte dei casi c’hanno uno stile che manco le amiche di mia nonna. Si lo so che agli uomini all’ascolto non gliene sbatterà una cippa di questo dettaglio, che tanto avranno già fatto i biglietti per la Repubblica Ceca, sola andata.
Ma per noi donne, queste sono cose che ti fan vedere il bicchiere mezzo pieno.
Una piccola punta d’orgoglio.
Un silenzioso “tiè, beccate questa!” che tanto ci fa sentire realizzate.

Non c’avremo l’interno coscia fotoscioppato.
Non c’avremo lo sguardo da zarina e la pelle da Lago dei Cigni.

Ma come li portiamo noi certi golfini, lèvate proprio.

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