La la lasciatemi il numero di Ryan Gosling.

Ryan Gosling è figo e nessuno potrà convincermi del contrario.

Non provateci nemmeno a tirare fuori la solita tiritera del “ma con quel naso lì dove va” , che per quanto mi riguarda è tutta fatica sprecata. E a volerla dire tutta, signore mie, io mi farei due domande se di cotanto manzo – con uno sternocleidomastoideo da manuale e due chiappe su cui poter suonare l’intro di “L’ombelico del mondo” – voi state a guardà il naso non propriamente a patatina. Ma che priorità avete nella vita, scusate??

Che poi Ryan Gosling è figo proprio per questo: sfugge al classico stereotipo del maschio belloccio che poi – alla fine delle giostre – non balla (manco il “Gioca jouer“). E se non fosse per il fisicaccio che si è costruito negli ultimi anni (si narra che i suoi addominali esibiti in “Crazy Stupid Love” siano l’elisir di lunga vita della Regina Elisabetta), sarebbe tranquillamente potuto essere il “ragazzo simpatico e carino della porta accanto”. Di quali città e quartiere non so, ma se volete posso documentarmi sull’argomento.

Ieri sera sono andata a vedere “La la land“, incurante del mio posto in seconda fila (che praticamente equivale a guardare un film in posizione “Raffaella Carrà fa il casquet a Canzonissima“), e sono rientrata a casa con due grandi convinzioni: 1. voglio le stesse gioie della vita di Emma Stone, 2. se uno è figo, è figo pure se vestito demmerda. Perché se avete visto il film, concorderete con me che le costumiste hanno fatto davvero di tutto per contrastare il nostro ormone impazzito: cravatte da professore attempato di filosofia, scarpe da tip tap, abbinamenti di colore talmente osceni da stroncare sul colpo tutti i fondatori della Pantone, anello d’oro da membro onorario della mafia cinese, maglietta della salute sotto la camicia a quadri in bella vista, taglio sartoriale da matrimonio gipsy (salverei solo il completo della scena finale). Addirittura, in una delle ultime inquadrature, hanno pensato di azzerarci la libido facendogli suonare il piano con le unghie mezze lerce: ah, poveri illusi! Con quelle belle mani da slacciatore seriale di reggiseni, a noi Ryan piacerebbe anche con il pigiama della Navigare e la micosi dell’alluce (da curare, certo). 

 

Ryan Gosling in “La la land” sfoggia tutte le qualità che una donna potrebbe desiderare in un uomo: bello e fisicato, galante ed attento, sensibile e passionale, di talento e minchione quanto basta. Ryan balla, canta, suona, sorride e noi ci sentiamo come ai tempi dei video dei Back Street Boys: cotte come delle zucchine a vapore. E quanto ci mancava!