Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive…a Palma de Maiorca. Ed il principe azzurro lo lasciano nel cassetto.

A Palma de Maiorca ci siamo andate in sei.
Sei single a Palma de Maiorca. Wow. Non sembra forse il titolo di un nuovo best seller di Sophie Kinsella? E se non ho citato “Sex and the City” è solo perchè Carrie e compagne sono in quattro, e Dio solo sa quanto io ci tenga a rispettare certi copioni.

Insomma, sono partita alla volta di Palma con un gruppo di sole amiche, perchè se è vero che in Erasmus ho cambiato idea su molti aspetti della vita, c’è da dire che la mia convinzione del “tieni i maschi a debita distanza se non vuoi un principio di isteria” è rimasta pressoché invariata. E non mi vergogno certo di dire di aver tirato una sorta di sospiro di sollievo quando quel famoso principe azzurro, conosciuto in terra straniera, mi ha comunicato di non essere riuscito ad organizzarsi adeguatamente per raggiungermi a Palma. Si, avete letto benissimo. Quel famoso esemplare di ficus magnus di cui vi avevo parlato si era seriamente messo alla ricerca di un volo ed una sistemazione per raggiungermi (all’ultimo) in quel di Palma, e tutto questo perchè, durante uno dei nostri scambi epistolari, presa dagli ormoni e da uno strano senso dell’umorismo, me ne ero uscita con qualcosa del tipo: “Scusa, ma vieni anche tu a Palma…no?”. Vi risparmio gli immancabili ah-ah-ah al seguito. Quelli che si scrivono per sdrammatizzare, per buttarla in simpatia. Cioè, io scherzavo, capito? Era una battuta. Era humor. Era una sorta di fantasia erotica del momento. Cioè, a me-mi-ha-preso-un-colpo quando questo qua, bello-come-er-sole-e-bono-come-er-pane, mi ha fatto capire di aver preso in parola il mio invito. Allora gli ho buttato là un seriously? di circostanza e sono entrata in un misto di angoscia-ansia da prestazione che si è spenta solo nel momento in cui i suoi progetti sono andati in fumo. Sia lodato tutto il paradiso. C’è mancato poco che non finissi nel tunnel della liposuzione-last-minute: “come avere un corpo da urlo nelle due settimane che ti separano dalla prova bikini demmerda a Palma de Maiorca con un fico-da-paura che può vedere tutte le tue imperfezioni sotto la luce del sole”. Sono esagerata, lo so. Ma almeno al compleanno di mia nonna mi sono potuta ingozzare senza grandi sensi di colpa. Ed in fondo, stavo partendo per una delle Isole Baleari, mica per un ritiro spirituale a Medjugorie, dove al massimo puoi auspicare al rimorchio di un catechista biondo e possibilmente non più vergine.
A Maiorca ci siamo finalmente lasciate alle spalle lo stress della città, godendoci il panorama mozzafiato di Formentor, le acque paradisiache di Es Trenc ed una bella piscina immersa nel verde, che poi, detto tra noi, come ti abbronza il sole che picchia sulle Baleari, neanche una ventina di lampade del tuo solarium di fiducia. Basta dire che al mio ritorno in città, nessuna di quelle amiche che già godono di carnagione olivastra, si sia permessa di intonare la solita nenia del “ma sei sicura di esserci andata al mare?” (Tiè!)

Ho poi voluto visitare il centro città di Palma con la luce del sole, quando tutti gli altri erano in spiaggia o a smaltire la sbornia tra le lenzuola: un sandwich tacchino&avocado dell’Hard Rock Cafè per pranzo, una passeggiata nei pressi della (bellissima) Cattedrale, un cocktail fruttato con le barche e gli yacht ormeggiati sullo sfondo. E di questa vacanza mi sono voluta godere anche le piccole cose: le tapas e la paella fumante dei ristoranti caratteristici, la Heineken in frigo da gustare ghiacciata al ritorno dal mare, l’eterna indecisione del tacco-si-tacco-no. Ma si, si, mettiamoli ‘sti tacchi. Che sennò che ci siamo venute a fare in vacanza?

Si, a Palma non è stato poi così difficile superare il dolore di un principe azzurro dall’altra parte dell’Europa, con i suoi bicipiti scolpiti-dalle-acque-del-Moldava intenti a stringere chissà quale esemplare di giovane donna del nord: in fondo, a Palma, di bicipiti ne ho visti (e sfiorati) fin troppi…
Ah, ma questa è tutta un’altra storia: non vi resta che attendere il prossimo post interamente dedicato alla movida loca di questa mia estate spagnola.  Beh su, ora non fate così, che non è vero che sono una stro brutta persona: prendetevela piuttosto con chi dice che scrivo post troppo prolissi. Che-l’ultima-cosa-che-voglio è mandarvi il cervello in pappa con le mie chiacchiere: per leggere certi gossip voglio che siate lucide. Come la vernice delle vostre migliori decolté.

Stay Tuned!