Lettera ad una "gatta morta".

Cara gatta morta,
ho deciso di darti un nome: si, perchè un nome te lo meriti. 
E soprattutto sono le fidanzate, le mogli e le madri dei poveri pirla che incappano nelle tue grinfie, a meritarsi il fatto di poterti dare un nome. Un’identità.
Ti chiamerò perciò Meredith.
La mia decisione non è certo dettata dalla voglia di imprimere un’allure international al blog, manco fosse una prima colazione all’Holiday Inn. Ho deciso di chiamarti Meredith perchè non c’è personaggio televisivo a cui io non possa meglio associare le tue, ehm, virtù: Meredith Grey, celebre protagonista di Grey’s Anatomy, incarna alla perfezione il tuo spirito civettuolo da bar per prostitute e la tua voglia di fracassare i maroni al prossimo. Un prossimo che possibilmente indossi una gonna e abbia la fede al dito.

Meredith Grey è tutto tranne ciò che io potrei definire simpatico: già per il semplice fatto di essere vagamente bionda non occupa il primo posto nella mia  friendly-listIo personalmente non ho niente contro le bionde, figuriamoci contro le bionde vaghe, quelle che si trovano un pò nella terra di mezzo, quelle che… bohIo provo piuttosto un viscerale odio misto a nausea nei confronti delle bionde (vere o vaghe che siano) come Meredith: quelle che il loro biondo te lo sbattono in faccia, manco fossero un paio di tette siliconate, ricordandoti ogni giorno della tua sacrosanta vita che sei tu ad essere la mora delle due. E voglio dire, una mora/castana scuro in Italia è come una taglia 48 a Pittsburgh: non fai la minima differenza. Gli uomini vedono due ciocche bionde e non ci capiscono più una mazza: io non so se Freud abbia mai stilato un numero ragionevole di motivi per cui gli uomini preferiscano le bionde, ma una stramaledetta ragione deve esserci.
Il perchè invece gli uomini preferiscano te, cara Meredith, è ormai noto a tutti: tu la dai via come i volantini per la pizza da asporto sulla Tuscolana. Tu la cosa del “te la do, tranquillo” ce l’hai scritto proprio sulla fronte.

Meredith è una di quelle persone che ha costantemente l’aria affranta: una di quelle che parla sempre con un filo di voce, con gli occhioni verso il basso, che tira su quei sospironi che manco Monica Bellucci.  Oh si, le gatte morte come lei sono in grado di tirare fuori dal maschio medio uno spirito da crocerossino, che probabilmente non è neanche previsto nella loro natura. Te la trovi lì, bionda, con gli occhi cerulei, con quella faccia gommosa da brava ragazza: una che si chiama Meredith, ti potrebbe sembrare tutto fuorchè una bagascia. Incarna alla perfezione l’angelo del focolare, potrebbe essere tranquillamente una Beatrice dantesca e, voglio dire, Dante per stare appresso a lei ,non è che abbia condotto una vita amorosa poi così gagliarda.

 Ah, se solo certi maschi avessero studiato di più la letteratura e guardato meno film porno.


Meredith vuole passare per la vittima della situazione, per quella che, poraccia, sono gli altri ad avercela con lei. D’altronde se ti porti a letto tutto il sistema sanitario degli Stati Uniti, mi sembra logico che qualcuno, una volta tanto, le palle se le faccia girare. Io sono ancora all’inizio della terza serie, quindi non ho idea di quali sviluppi possa prendere la faccenda (e non vi azzardate a darmi anticipazioni!), ma se continua di questo passo o muore di gonorrea o qualcuno le infilerà uno speculum vaginale nell’occhio.
Meredith ogni volta che va a letto con qualcuno, che potrebbe essere tranquillamente il Dr. Shepherd come il postino, ti guarda con quell’aria della serie “uff, non è colpa mia…io non volevo…ma è successo“. 
Si certo, le cose succedono. Le camicette si sbottonano da sole. Le mutande si disintegrano per volontà loro.

La gatta morta è fatta così: le sue responsabilità non se le prende manco quando lo stick del test di gravidanza le urla in faccia che tra nove mesi si ritroverà “a quattro di spade” in sala parto.



E gli uomini? No, dico, parliamo anche degli uomini che si fanno abbindolare da queste tecniche da cheerleader dei poveri. Ecco, prendiamo un Dr. Shepherd: cacchio, Shep, io capisco che tua moglie ti ha tradito con il tuo migliore amico, capisco che eri deluso ed affranto, capisco che Meredith ti sia caduta tra le braccia già a pecorina, ma voglio dire, dopo che ti sei reso conto che mentre tu eri lì a riflettere sul da farsi, mentre eri lì a struggerti e a farti mille paranoie, quella intanto la dava via a tutto il quartiere, ma cazzo Shep, l’orgoglio dove ce l’hai? Nel fonendoscopio? Ma non ti fa un pò schifo andare a letto ed eventualmente avere una relazione seria con una che ha visto più merce di un urologo prossimo al pensionamento? Sheppy, quella pur di rimanere in allenamento, pur di avere qualcosa da raccontare alle amiche, è andata a letto con O’Malley, il suo coinquilino, quello tenero e cuccioloso, che le sbavava dietro da sempre, quello cotto che più cotto non si poteva. E lei c’è andata a letto nonostante non le piacesse, nonostante non se lo fosse mai filato di pezza: addirittura la stronza si è messa a piangere durante l’amplesso perchè si è resa conto di aver fatto un errore.
UN ERRORE?
Ah Meredith, mavaffancuore!



Possibile che tu ti sia resa conto all’ultimo momento del tuo grave sbaglio? Cioè possibile che tu abbia capito di essere in torto e di star usando quel poveraccio solo una volta sotto le coperte?! E mentre ti slacciavi il reggiseno della FILA a cosa pensavi? Alle doppie punte? A cosa diceva il tuo oroscopo? Se uno non ti piace non ci vai a letto, gli dici: “scusa caro, ma tra noi non funziona” oppure lo scansi via come le mosche in estate: non gli fai gli occhi dolci e non gli impianti la lingua nell’esofago. Nossignore. Cioè, non è che prima fai la scopamica e poi nel bel mezzo dei giochi prendi e piangi. 

Mi verrebbe dunque da dire: caro Shep, a questo punto riprenditi tua moglie, che si, sarà fedifraga, ma almeno all’inizio si è fatta solo il tuo migliore amico e non tutta la squadra di calciotto del giovedì sera. Dico, se proprio non riesci a trovare di meglio (e con quel faccino, dubito fortemente) scegli almeno il male minore. E basta con questa storia che lei lo fa per dimenticarti: capisco che di un manzo come te ci si possa dimenticare solo durante il sonno eterno, ma se sei ferita, ti chiudi in te stessa, piangi dalla mattina alla sera, fai i turni extra ma non vai in giro a sedurre il primo pirla che incontri. La verità è che ci sono uomini che si grattano quando gli attraversa la strada un povero micio nero e invece si incantano quando incontrano una gatta morta: cari maschi, è lì che dovreste farvi il segno della croce, spingere l’acceleratore a tavoletta e fuggire via.

Cara Meredith/gatta morta, io non ho intenzione di cambiarti, nè di istigarti all’esilio. Non ti chiedo di diventare una persona migliore o di mettere sottochiave la tua brigitte: ti chiedo solo di arpionare le tue grinfie  su maschi papabili, senza prole al seguito o a pochi giorni dal loro matrimonio. Piuttosto spassatela con i vigliacchi, i meschini, i senza attributi e i narcisi. Cerca di fare qualcosa di buono nella tua vita oltre a dar da mangiare ai ginecologi. Prega poi sempre di rompere le uova nel paniere alla donna giusta: perchè se le rompi a quelle come me, avrai ben altri motivi per piangere, piuttosto che per una notte di sesso non gradita.