L'innominabile – Riflessioni su di un "royal baby" e sulla sua identità misteriosa

Chissà se tutta questa suspense che si è levata intorno al nome del primogenito di William e Kate, non sia poi il frutto delle solite diatribe coniugali che nascono nell’immediato post-partum.
-“Non me ne frega niente se il tuo bisnonno se chiamava Gianfranco! Io al ragazzino mio, un nome del genere non glielo metto manco sotto tortura”
-“Al ragazzino tuo? Guarda che quello è nostro figlio!”
-“Si, certo…nostro! Peccato che sia stata io a portarmelo dentro na panza enorme per nove mesi, mentre te ce ne hai messi altrettanti per capire come cazz si montasse la culla dell’Ikea!”
L’epidurale fa brutti scherzi.
Dicevamo.
Chissà se effettivamente William e Kate se la stiano un po’ litigando questa questione del nome, magari ai piedi di un letto d’ospedale: già me la vedo la duchessa di Cambridge fare su e giù per la stanza, con carrellino della flebo al seguito e con indosso una vestaglia a quadretti vichy! “Ahò, ah Will, eccheppalle che siete tu e tu nonna!”. Già povero William. Da un lato Kate ed il suo (comprensibilissimo) esaurimento post-sgravata, dall’altro nonna Elisabetta che preme per poter decidere il nome del nascituro, incurante del fatto che, da quando ha messo piede in ospedale con i suoi cappellini confetto che sembrano essere stati disegnati da Buddy – Il boss delle torte, abbia già traumatizzano la metà dei ragazzini del nido. E se poi Harry avrà già flirtato con una decina di infermiere, armatesi per l’occasione di candidi reggicalze e labbra color ciliegia (‘na chiccheria così non la si vedeva sin dai tempi di Pearl Harbor!), e se soprattutto Pippuzza nostra se sarà già rimorchiata un paio di primari tra un esercizio e l’altro di pilates nell’open space, mi immagino che sia toccato al nostro povero Antonio Caprarica, da sempre fedele inviato di Buckingham Palace per il tiggì-due,  fare da spola tra i distributori automatici della sala d’attesa e la stanza della neomamma.
“Qualcuno vuole de thè?”
E nel frattempo che la famiglia reale si appresta a dare un nome alla povera creatura, cadendo nel solito clichè dei litigi familiari ( e si vocifera che per l’occasione sia stata convocata Rita Dalla Chiesa e tutto il cast di Forum per indire una seduta spiritica ed invocare lo spirito del giudice Santi Licheri), come giustamente faceva notare la simpatica Roberta di Robilandia, il pargolo reale è venuto al mondo lo stesso giorno della figlia di Penelope Cruz.
Che sia forse un segno del destino?! 
E sempre secondo l’intelligente osservazione della Robi, si prospettano anni di grandi prese per i capelli tra le aspiranti principesse: prima fra tutte Harper Seven, figlia di David Beckham e consorte, da sempre devotissimi alla famiglia Windsor. Harper, in effetti, sembra già godere di bellezza, stile e caratterino tutto pepe (a giudicare da come tiene a digiuno mammà…) e poi voglio dire, il toyboy fa gola a tutte! Figuriamoci un toyboy in versione royal! Ed è anche vero che, se buon sangue non mente, la figlioletta dell’ispanica Cruz non sarà certo una di quelle gattemorte facili da mettere al loro posto con un “pussa via! sciò-sciò!
Time will tell. 
Ad ogni modo, resta il fatto che Kate si confermi tutt’ora come la sculata del secolo: non solo sposa un bel principe, ma si trova anche ad avere come probabile suocero David Beckham o male-che-vada Javier Bardem. Non so se mi spiego.
Dico, e che fai? I suoceri non li inviti a cena la domenica? Che tanto se sa che William va a letto alle nove e mezza, che Victoria de cenà nun cena mai e che Penelope ce la si gioca con un po’ di sangria e poi tanti ronf-ronf per lei. Daje Kate! Tu si che sei la tigre di Buckingham Palace! Io l’ho sempre sostenuto che sotto a quegli spolverini da primo-colloquio-di-lavoro si nasconde in realtà l’animo di una grande stratega!
Mi raccomando eh, continua così e soprattutto…nun te li fa fregà da quella culona di Pippa!