Lo strano caso del polpettone di tonno.

Oggi ho deciso di iniziare un nuovo percorso: non contenta della carriera universitaria, dei tirocini non pagati, del lavoro part-time, della ginnastica da camera, del life-style blogging e del mio ruolo di felice compagna di Alphie, oggi ho avuto la brillante idea di approcciarmi (timidamente) all’affascinante mondo della cucina. Ovviamente non mi sono messa in testa nè di aprirmi un centro Scavolini tutto mio né tanto meno di fare la venditrice porta a porta di frullatori (anche se probabilmente sarebbe stata di certo una carriera più appagante di quella che mi sono prefissata di intraprendere sul serio): oggi ho infatti deciso di imparare a cucinare qualcosa che non sia la solita fetta di carne ai ferri con zucchine bollite per contorno.


Breve inciso.
Nella mia famiglia sanno cucinare praticamente tutti, che sono quasi sicura che se mai avessimo avuto un cane, un tale Bobbi, ecco, sono sicura che perfino Bobbi sarebbe stato in grado di sfornare un’anatra all’arancia che manco i pionieri della nouvelle cuisine. C’è poi da dire che sanno cucinare anche buona parte delle mie amiche: ci sono le addette al salato e le addette al dolce, e poi ci sono io, l’addetta alle pubbliche relazioni e ai bicchieri di carta. Ora poi ci si è messo anche Alphie, che non è che egli sappia semplicemente cucinare: Alphie è ‘na specie de servizio catering vivente, che una cucina attrezzata e ben fornita come la sua, se la sognano a Real Time!
Non c’è quindi da stupirsi se fino ad ora nella mia vita io mi sia dedicata ad imparare altre arti ed altri mestieri, che in quanti dobbiamo cucinà dentro a ‘sta benedetta casa?
Tralasciando lo scetticismo generale che da sempre vige intorno alla mia voglia di diventare una perfetta donnina di casa (con la colf al seguito, s’intende), nei giorni scorsi ho cominciato a raccogliere ricette e ricettine su internet fino a che non è scoccato l’amore a prima vista: il polpettone di tonno.
Sono da sempre una fan sfegatata delle polpette, figuriamoci del polpettone, per non parlare del mio amore incondizionato per il pesce (ok, direi che questo post sta cominciando ad accumulare un discreto numero di doppi sensi…) e per il tonno (in scatola, ai ferri, crudo in versione sushi&sashimi): come non dare inizio alla mia carriera di cuoca (in) provetta con un piatto che unisca così tanti piaceri per il mio palato in una botta sola (doppio senso n° 3, ma quanto è erotica la cucina?) ??
Caratteristiche:
Difficoltà: Facile (daje!)
Tempo di esecuzione: 40 minuti
Ricetta per persone: 4
Calorie per persona: (manco le ho lette!)

Ingredienti:
500 g di tonno
1 uovo
10 g di farina
15 g di pangrattato
150 g di parmigiano
q.b. di sale
2 patate
150 g di maionese
Preparazione:
Lessare due patate di media grandezza, sbucciarle e schiacciarle con uno schiaccia patate. Unirle al tonno (al quale avrete tolto l’olio o l’acqua di conservazione, se al naturale) frullato grossolanamente, alla farina, al pangrattato, all’uovo ed al parmigiano grattugiato; regolare di sale e di pepe. Dopo aver dato al composto la forma di un polpettone, metterlo in forno e cuocere per circa 20/30 minuti a 180°C. A cottura ultimata, lascialo raffreddare, quindi tagliarlo a fette e servirlo con la maionese.


Note della cuoca:
a) Tonno: invece che 500 g, ne ho frullati 300, sotto stretta indicazione di mia madre (che come ha letto 500 g di tonno, ha subito cominciato a fantasticare su lancinanti attacchi gottosi nel cuore della notte);
b) Parmigiano: volendo un po’ fare le proporzioni con la quantità di tonno e dovendo soprattutto fare i conti con la carenza di parmigiano che regna in questa casa (dal momento che metà della famiglia è a dieta), ho ridotto anche in questo caso la quantità da aggiungere al composto;
c) Patate: Cosa si intende esattamente per patate di media grandezza?! Cioè, dico io, con tanti sistemi di misurazione e valutazione internazionali che esistono, possibile che ancora nessuno ne abbia inventato uno per misurare il calibro delle patate?! Facile per la signorina della ricetta parlare di “media grandezza”! Peccato che chiunque abbia assortito il sacchetto di patate che ho trovato in cucina, non aveva la benché minima idea di cosa significasse il termine “mezze misure”: mi sono dovuta arrangiare pelando una patata grossa quanto un dolmen di Stonehenge ed un’altra della stessa circonferenza della testa di una Bratz. Non so se ho reso bene l’idea. Arriviamo ora al tasto dolente del “lessare le patate”, che dio solo sa quanti magheggi di pentola a pressione io abbia dovuto eseguire prima che le signorine in questione fossero lesse al punto giusto! Ah, quando dici le famose fighe patate di legno…;
d) Maionese: vedi punto b (tra parentesi)

Che ve devo dì? Alla faccia degli scettici e dei prevenuti riguardo alle mie acerbe doti culinarie, ‘sto polpettone è venuto proprio buono! Un’alternativa gustosa al solito gateau di patate, per un pranzo in famiglia o (come suggerito nella ricetta originale) per un secondo sfizioso nel corso di un pic-nic romantico. Se il polpettone sia afrodisiaco o meno, questo non lo so, però di sicuro la forma è di buon auspicio, no? E poi il polpettone a me me sa proprio de casa, di pranzo della domenica: che brava mamma/zia potrei mai essere senza saper fare almeno un tipo di polpettone (devo assolutamente imparare a preparare quello profumato allo zenzero)?! Come potrebbe mai un uomo voler prendere in sposa una donna che non abbia un minimo di dimestichezza in fatto di polpettoni? (Ok, la chiudo qua, che questa storia del polpettone mi sta decisamente sfuggendo di mano…)
Poi non dite che non ce la sto mettendo tutta per aumentare le app della piccola creatura multitasking quale sono. E per tenermi Alphie stretto stretto, senza dover ricorrere al guinzaglio o alle minacce di evirazione.
(Qui la pagina della ricetta originale)