"Ma 'ndo vai se la ciabatta (non) ce l'hai?" – Il popolo delle "ciabattare-chic".

Dico, stiamo scherzando?! 
Che qualcuno venga qui a darmi un pizzicotto sulla guancia per farmi svegliare da questo incubo. 
S-u-b-i-t-o! 

Vorreste davvero farmi credere che adesso le ciabatte (si, avete letto bene, le ciabatte) sono le nuove pupille dei maestri dell’haute couture? Che dopo i diamanti e la Birkin bag, sono proprio le ciabatte, con la loro tristezza innata, ad essere diventate le migliori amiche delle fashion-icon di mezzo mondo?! 

Deve esserci necessariamente una spiegazione a riguardo: un pesce d’aprile a scoppio ritardato, una sindrome da depressione post-sfilata, una prescrizione sbagliata del medico (ah, dio solo sa quanto sia difficile a volte interpretare il contenuto di una ricetta scritta a mano!) o una partita di cocaina decisamente a buon mercato. Perchè altrimenti le cose sono due, signori miei: o vi siete impazziti tutti quanti oppure io, di moda e tendenze, non ci capisco più un fischio.

Le ciabatte! Dico, con tanti accessori estrosi ed inconsueti, dovevate sdoganare proprio la poracceria delle ciabatte?! Non sarebbe stato forse più intelligente continuare a perorare la causa delle ballerine e delle espadrillas, con manifestazioni in piazza, con un  glamour porta-a-porta per convertire i più scettici a riguardo?
Cioè, se già gli uomini annoveravano tra i più temibili  man-repeller in circolazione le stampe pigiama e le ballerine di cui sopra, ora posso solo immaginarmi quanti peni cuori spezzati alla sola visione di un paio di comodissime ciabatte in gomma ai piedi di fanciulle, intente a sorseggiare un aperol spritz, nel bel mezzo di un happy hour. Già mi immagino la scena: “Scusi lei, non lo sa che è vietato bere alcolici  e fermarsi a parlare con i clienti durante il turno di lavoro?“- potrebbe tranquillamente sentenziare il proprietario del locale, scambiando una delle suddette fanciulle per una delle donne delle pulizie. 
Comunque, non che io voglia dare troppo peso al parere degli uomini in fatto di moda, eh (come già avrete capito da questo e da quest’altro post), però c’è da dire che se già ci troviamo in un periodo storico in cui, almeno nei paesi occidentali, si fanno meno figli dei tempi delle nostre mamme, indossare un paio di ciabatte , ad esempio, nel bel mezzo della vostra luna di miele, fosse anche per andare a raccogliere noci di cocco su una spiaggia caraibica, è davvero l’ultimo dei modi per invogliare il vostro maschio a copulare. Davvero, secondo me un paio di Crocs funziona meglio del metodo Ogino-Knaus. Perfino meglio dell’astinenza stessa. 
Chiamatemi pure demodè, ma io mi rifiuto di accettare questo ultimo trend, che per me l’unica (e dico l’unica) ciabatta accettabile è l’infradito. In piscina, in casa o al mare. Stop. Certo, ci sarebbe da fare un piccolo excursus su chi come me ha spesso la necessità di indossare crocs ed affini per una questione di lavoro (che non è che in sala operatoria si possa entrare con lo stiletto al piede!), ma per il resto delle occasioni considero le ciabatte assolutamente illegali. Figurarsi poi quelle abbinate al calzettone di spugna (che a quanto pare rientra nelle possibili – e perverse – varianti del fenomeno ciabattare-chic): no, io per quanto possa essere una donna aperta di mente, una cosa del genere proprio non la potrei sopportare. Per rendervi meglio l’idea dell’astio che nutro nei confronti di questa orrida accoppiata, vi dico solo che Alfie, essendo un purista di tutte le calzature femminili fuorché delle mie amate ballerine (beh, un difetto doveva avercelo pure lui!), spesso minaccia di presentarsi al mio cospetto con un paio di Champs + calzettone bianco ai piedi, se solo provo a calzare le suddette in sua presenza. Non so se mi sono spiegata.
Che poi fatemi capire una cosa, care menti eccelse della moda, una volta portate in passerella le ciabatte da turista tedesco a Roma, la prossima mossa quale sarà? Rispolverare il mollettone fluo del parrucchiere?!