Man-repeller: quando indossare tutto ciò che non piace ad un uomo ci rende felici. E terribilmente trendy.

In principio fu la ballerina.
Dopo il celebre frutto della discordia dei tempi di Adamo ed Eva, toccò infatti alle ballerine, calzatura easy e bon-ton, diventare il nuovo capro espiatorio dei battibecchi tra i due sessi. (Non che le ballerine di sambacan-can o lap-dance, abbiano fatto meno danni a riguardo, eh!)
Si narra di fidanzamenti bruscamente interrotti ed addirittura di matrimoni annullati dalla Sacra Rota proprio a causa dei continui litigi coniugali sul “ballerina si/ ballerina no” (e secondo i più informati, qualche avvocato misogino e maschilista è perfino riuscito a far ottenere l’affidamento del cane e delle piantine grasse al proprio assistito, solo perché “la di lui ex-moglie va a fare la spesa in ballerine, vostro onore!“).


Quella del man-repeller è una vera e propria filosofia di vita (oltre che di stile): per man-repeller si intende qualsivoglia capo o accessorio che faccia letteralmente drizzare i peli (e, ahimè, solo quello) alla maggior parte dei maschi in circolazione. Si escludono ovviamente dalla lista: Karl Lagerfeld, Marc Jacobs ed Enzo Miccio.
E’ doveroso fare una piccola distinzione in merito alle due scuole di pensiero che si fondano sui principi portanti della man-repeller philosophy, quali: 1. Indossa quello che cazz ti pare, 2. Non dare peso a quello che pensa il tuo uomo a riguardo, 3. Anzi, sai che ti dico?! Meglio ancora se non gli piace! Hai visto con quali calzini va in giro?!
Alla prima scuola di pensiero appartengono le man-repeller sciatte, quelle che, per intenderci, si coprono la ricrescita solo nel momento in cui gli arriva all’altezza delle orecchie o che hanno fatto della tuta dell’Adidas il loro total look vincente. La seconda ha invece visto la luce grazie al genio di Leandra Medine, eclettica fashion-blogger americana e fondatrice di The Man Repeller: a questa scuola di pensiero appartengono le man-repeller fighe, quelle che, incuranti del parere dell’uomo medio, si divertono a mixare con vezzo ed estrosità gonne-pantalone e stampe pigiama. 
Inutile precisare che questo post vuole essere di supporto alla seconda delle due categorie.


Good fashion is about pleasing women, not men, so as it happens, the trends that we love, men hate. And that is fantastic.” 
Leandra Medine


Noi donne viviamo spesso con il cruccio di vestirci in base a ciò che piace/potrebbe piacere ad un uomo, tralasciando così un piccolo dettaglio, e cioè che, fosse per gli uomini, noi donne dovremmo costantemente girare vestite come Edvige Fenech in “L’insegnante“. E dio solo sa quanto potrebbe essere impegnativo fare la fila alle poste vestite di soli tacchi alti e reggiseno a balconcino.
Le donne dovrebbero vestirsi per se stesse, senza aver paura di osare un abbinamento inusuale, senza avere il timore che “se me metto le espadrillas non mi si filerà manco il secchione dei rifiuti organici“: i look da femme fatale si dovrebbero riservare per una serata  da rimorchio-assassino, per un appuntamento galante o per uno dai risvolti hot, mentre nel resto delle occasioni dovremmo sentirci libere di sfoggiare un paio di platform sneakers o una salopette non propriamente sexy, solo per il gusto di sperimentare o di indossare quello che davvero ci piace.
Personalmente adoro mixare le stampe, dal flower-power al tartan, mi diverto a collezionare scarpe di ogni tipo, dai biker boots alle ballerine, dai tronchetti grintosi ai chunky sandals, spesso cedo al fascino del faux-fur, dei chemisier vintage e delle jumpsuit colorate. Ho un debole per la bigiotteria strong, per i blazer ed i jeans dal taglio maschile, trovo deliziose le gonne-pantalone a vita alta ed i crop-top accollati, mi piacciono gli occhiali dalla montatura nerd, i berretti morbidi di lana ed i pull over-size.
Non per fare la solita vipera della situazione, ma siamo tutte brave ad essere gnocche in tacco settordici e corsetto: le fighe vere, signore mie, sono quelle che risultano tali anche in jeans e con un paio di Dr. Martens ai piedi, perché sono sicure di sé e fighe dentro.