Maschio-alfa e Uomo-minkia a confronto. Parte III

Premessa: 
Che fatica essere donnaE che tremenda fatica essere una donna single ai tempi d’oggi. Io lo dico sempre alle mie amiche fidanzate che si lamentano del boyfriend pigro o di quello che non vorrebbe rinunciare al bermuda sbiadito neanche nel giorno delle nozze: “Statte bona, eh! Pensaci bene prima di mollarlo solo perchè non sa distinguere una Kelly da una Birkin!“. Che cocche mie, mica è così facile trovare il pezzo di ricambio in questa valle di lacrime, arida di testosterone e brulicante di signorini Rottermaier!
A supporto di tutte le mie lettrici scompagnate, ho dunque deciso di elaborare un piccolo abc su come sopravvivere in tempi di singletudine, quando siamo chiamate a destreggiarci tra happy-hour e lezioni di body-pump alla (disperata) ricerca di un maschio alfa e non del solito uomo-minkia. Perchè distinguerli gli uni dagli altri non è mica così semplice.

(Parte terza)

come GRAMMATICA

Il maschio alfa, per una questione di definizione, non può di certo essere sgrammaticato: egli non conosce l’uso della “k” nella messaggistica istantanea (e sono sicura che i maschi alfa di vecchia generazione, non si sarebbero di certo sognati di utilizzarla manco ai tempi del Nokia 3330 o dei piccioni viaggiatori), sa in genere come centellinare le i al plurale (camicie/ciliegie/cosce sono i suoi evergreen) e nonostante siano grammaticalmente corretti anche in questa variante, i buona notte ed i buon giorno li scrive tutti attaccati. Perchè lo sa bene che certe licenze poetiche te fanno venì la gastrite. Il maschio alfa il congiuntivo non è detto che lo sappia usare come il Petrarca, ma ne conosce le regole base per un sicuro rimorchio e per una vita di coppia serena ed appagante. Il maschio alfa prima di premere il tasto invio, si preoccupa di rileggere con scrupolosità quanto scritto in precedenza: che sotto l’effetto della tequila ci vuole un attimo a scrivere “ha presto” o il nome della sua ex al posto del tuo. Chapeau.

Se l‘uomo-minkia si scrive con la k un motivo dovrà pur esserci: tralasciando il suo uso selvaggio di k e x, (che quasi viene spontaneo chiedersi se più che un sms, si sia divertito ad inviarti un’equazione di algebra per testare le tue abilità di calcolo), l’uomo-minkia spesso misconosce anche l’uso della punteggiatura ( ciao kme stai tutto bn ??!11). L’uomo-minkia nella sua variante faiga’s dead in genere si contraddistingue per la totale assenza di sobrietà nelle sue doti comunicative: il classico “Ciao” è in genere sostituito dal tristissimo “Ciaoooooo” con la o periodica finale, il comune “ahahah” è invece costretto a lasciar posto al nauseante “XD” (che onestamente pensavo si fosse estinto insieme a Windows Messenger), per non parlare delle tremilamilioni di faccine che è solito inserire nei suoi messaggi di testo. La variante psicolabile dell’uomo-minkia in genere ha doti grammaticali paragonabili a quelle del maschio alfa, se non per un uso indiscriminato dei puntini di sospensione (e non ci è ancora dato sapere se si tratti di licenza poetica o di momentanea disconnessione tra mani e mononeurone).

come HOBBY

Il tempo libero del maschio alfa è in genere scandito da attività interessanti: c’è il maschio alfa appassionato di mostre di arte contemporanea, quello che si dedica ai fornelli, c’è quello che ama l’ambiente e le escursioni in montagna, quello che si destreggia tra il corso di fotografia e le lezioni di sax, quello che ama andare in moto o quello che non si perde neanche un concerto dei Muse. Il maschio alfa gode di una personalità eclettica e versatile, che difficilmente manda a farsi benedire buttando ore ed ore davanti ai videogiochi o nel punto Snai più vicino a casa sua: egli ama condividere con il resto del mondo le proprie passioni e soprattutto si dimostra quasi sempre disponibile a sperimentarne di nuove. Chissà che magari non impari a farvi i boccoli con il ferro!

L’uomo-minkia ha in genere hobby interessanti come i vlog di PepperChocolate84: egli vive con la convinzione che le partite a poker del giovedì sera o l’aver fatto nuoto per dieci anni siano in grado di donargli un fascino senza paragoni, quando magari, nonostante il portafoglio pieno di banconote o il culo a d di Domodossola, egli in genere sa essere accattivante come le canzoni di Massimo Di Cataldo. In particolare, l’uomo-minkia faiga’s dead passa gran parte del suo tempo libero a fare il provola a destra e manca, spacciando una superficiale conoscenza del repertorio musicale italiano e non (voglio dire, La canzone del sole la conosce perfino la parrucchiera cinese vicino casa mia – oh male nelo oh male nelo oh male né ) per uno sconfinato amore per la musica o millantando un’irrefrenabile passione per il viaggio e per l’avventura, quando si capisce benissimo che se va in vacanza a Mykonos, non lo fa di certo per amore di fauna, flora e paesaggi mozzafiato. A meno che non si tratti di tette e culi. Lo psicolabile si vanta invece di essere diverso dalla maggior parte dei suoi compagni di genere (Io non sono uno di quelli fissati con il calcio, eh!), trucchetto infallibile per far cadere in trappola la sprovveduta di turno, omettendo quella che in realtà è il suo più grande hobby: mandare quante più donne possibile dallo psicoterapeuta.



I come INNAMORAMENTO

Che il maschio alfa possa un giorno innamorarsi (magari di noi!), ce lo auguriamo un po’ tutte. Il maschio alfa sostanzialmente si innamora come una persona normale: con-molta-calma. Egli non ama l’ostentazione e la teatralità dei ti amo scritti sulle bacheche di Facebook, giammai i “vita mia” scarabocchiati sotto casa dell’amata, che il maschio alfa la conosce bene la differenza tra una dichiarazione d’amore ed una figura di merda. Il maschio alfa è in genere geloso e protettivo nei confronti della propria sfera intima: discreto e garbato in pubblico, passionale e devoto tra le quattro mura. Il maschio alfa non si priva certo della possibilità di innamorarsi solo per paura di soffrire: egli si mette in gioco (a tempo debito) e se tiene veramente ad una donna farà di tutto per conquistarla ed averla al proprio fianco. Lavastoviglie compresa. 

L’uomo-minkia faiga’s dead si innamora praticamente trecentosessantacinque volte all’anno: un giorno sei tu, il giorno dopo è la tizia del Mc Drive. Il faiga’s dead urla il suo amore ai quattro venti, lo spiattella su Facebook, Instagram e Twitter manco fosse l’ufficio stampa di Lady Gaga: egli crede nella filosofia del “ti amo” detto al primo appuntamento, della fedina regalata al primo mesiversario, del progettare un tatuaggio con l’iniziale dell’amata solo per essere venuto a conoscenza che anche a lei piacciono i Modà. Lo psicolabile, invece, è per definizione innamorato solo di se stesso e delle sue turbe psichiche: può capitare però che di tanto in tanto egli senta la necessità di apparire normale agli occhi degli altri, decidendo così di innamorarsi di una poraccia qualunque (che tanto l’importante è che gli passi lo xanax e che non gli rompa i coglioni). Per il resto della sua vita, lo psicolabile congeda una donna dopo l’altra con la classica frase del “scusa ma non riesco ad innamorami più di nessuno, ho troppa paura di essere ferito”, come se invece noi non vedessimo l’ora di essere prese per il culo dal primo stronzo che passa. Possiamo solo augurarci che la prossima volta venga ferito a morte.

Parte Prima

Parte Seconda