Maschio-alfa e Uomo-minkia a confronto. Parte I

Premessa: 
Che fatica essere donnaE che tremenda fatica essere una donna single ai tempi d’oggi. Io lo dico sempre alle mie amiche fidanzate che si lamentano del boyfriend pigro o di quello che non vorrebbe rinunciare al bermuda sbiadito neanche nel giorno delle nozze: “Statte bona, eh! Pensaci bene prima di mollarlo solo perchè non sa distinguere una Kelly da una Birkin!“. Che cocche mie, mica è così facile trovare il pezzo di ricambio in questa valle di lacrime, arida di testosterone e brulicante di signorini Rottermaier!

A supporto di tutte le mie lettrici scompagnate, ho dunque deciso di elaborare un piccolo abc su come sopravvivere in tempi di singletudine, quando siamo chiamate a destreggiarci tra happy-hour e lezioni di body-pump alla (disperata) ricerca di un maschio alfa e non del solito uomo-minkia. Perchè distinguerli gli uni dagli altri non è mica così semplice.

A come ABBORDAGGIO

Il maschio alfa ti abborda con naturalezza e nonchalance, con quella galanteria a cui non resisterebbe neanche Mara Maionchi. Il maschio alfa non spara nel mucchio: il maschio alfa ti nota, ti sceglie e ti si avvicina con quel misto di discrezione e simpatia che l’ultima cosa che ti verrebbe da pensare è “questo qua ce sta a provà come pochi!”.

L’uomo-minkia, a seconda che appartenga al genere dei figa’s dead (leggi, morti di figa) o a quello degli psicolabili, ha invece davanti a sé due possibili tecniche di abbordaggio: la “sviolinata dei poracci” e la “richiesta d’amicizia su Facebook”.
Ora, non mi resta che approfondire i due diversissimi concetti: si definisce sviolinata dei poracci, una qualsivoglia tecnica di abbordaggio talmente plateale e disperata, da far leggermente sospettare che l’individuo in questione abbia due testicoli grossi come il castello della Disney e prontissimi ad essere svuotati. “That’s not gonna happen into my vagina, baby!”
Alla richiesta d’amicizia su Facebook (cavallo di battaglia dello psicolabile per eccellenza), fa in genere seguito l’esplosione di una vera e propria bomba biologica di “mi piace” alle tue foto, comprese quelle risalenti al periodo dello svezzamento. Lo psicolabile, se potesse, ti metterebbe il “mi piace” pure ai tuoi link sui dolori mestruali, pur di farti cadere nella tentazione di contattarlo in privato. (Magari per consigliargli un bravo psichiatra.)

B come BACIO (formale)

Il bacio formale del maschio alfa, pur rientrando negli schemi del galateo, non è certo il bacio che darebbe all’amica d’infanzia di sua nonna. Il bacio formale del maschio alfa è un bacio pulito e discreto, eppure carico di significato, mentre poggia delicatamente la sua mano sul punto L della tua schiena (L sta per la-prossima-volta-ti-limono-come-si-deve).

Il bacio formale dell’uomo-minkia-figa’s dead è invece solo un piccolo assaggio dell’esofagogastroscopia a cui avrebbe tanta voglia di sottoporti a breve: egli ti bacia in genere con le labbra a culo di gallina e lo fa soprattutto a pochi centimetri dalla tua bocca, come a voler dire “hai visto mai che riesco a limonarmela senza troppa fatica?“.

L’uomo-minkia-psicolabile invece, prima di darti quei due famosi bacetti sulle guance, è in grado di far passare un arco di tempo paragonabile a quello trascorso tra la scoperta del fuoco e l’invenzione dell’aratro. E quando riesce finalmente a farlo, è in genere dotato della stessa comunicabilità di un ghiacciolo Polaretti.

( Per la voce “primo bacio”, si rimanda alle prossime puntate)

C come CAVALLERIA

Il maschio alfa  è cavaliere dentro e non solo per doppi fini: è cavaliere con le amiche, con la mamma, con la sua donna e con le nonnette alla fermata del bus. Il maschio alfa non fa battute maschiliste in tua presenza, il maschio alfa non passa un’intera serata a guardarti le tette (o magari lo fa solo mentre sei intenta a scrutare il menù), il maschio alfa non è detto che ti apra la portiera dell’auto, ma di certo ti offrirebbe il suo braccio sinistro per star dietro al tuo passo di donna con tacco da dieci centimetri.

L’uomo-minkia-figa’s dead invece ti corteggia a suo modo e soprattutto a “chilometro zero”: egli è convinto che un “Buongiorno principessa!” sia in grado di spalancare cuori e gambe che-manco-Leonardo-Di-Caprio ai tempi di Titanic. Il figa’s dead ti riempie di parole, e magari la cena te la offre pure, ma di sicuro non conterà fino a dieci prima di saltarti addosso tipo leone marino nella stagione degli accoppiamenti.
L’uomo-minkia-psicolabile non ha invece la minima idea di cosa significhi essere cavaliere: dal momento che vive con la convinzione che debba essere tu a fare il primo passo in ogni cosa. Egli si sbottona poco nei complimenti, si limita a guardarti di tanto in tanto e, nonostante ti abbia sfrantumato le ovaie a furia di “mi piace” su Facebook e faccine diabetiche su Whatsapp, davanti ai suoi amici fa il finto distaccato. Per non parlare di quelli che fanno i cascamorti con le altre in tua presenza, con la vana speranza che magari tu vada lì, prenda a schiaffi la povera disgraziata e lo baci con passione acchiappandolo per il colletto della camicia.
Caro mio, ad essere sinceri, se dovessi proprio acchiapparti per qualcosa in un simile contesto…lo farei per la trachea.