Don’t call me Mozzarella.

Mozzarella“. Perché non importa da quanto tempo tu possa conoscere certe persone o quanta stima ed affetto esse possano provare per te: se non rientri nel fototipo solare di ordine IV , non perderanno occasione per fartelo notare. In un modo diversamente carino, s’intende.

 

Arriva l’estate e con essa  i fanatici dell’abbronzatura, quelli che già al 15 di giugno sembrano un gruppo di nativi delle Seychelles. Poi ci sono i “Moderatamente Colorati“, quelli a cui Madre Natura ha donato un discreto quantitativo di melanina (leggi, il tempo di un paio di esposizioni solari e possono tranquillamente entrare a far parte della famiglia Kardashian)  ed infine i “Mai una gioia, figurati l’abbronzatura“,  a cui appartengo con orgoglio dal 1989.

Per mia fortuna, più che una mozzarella di Battipaglia, sono una scamorza di Agerola: daje daje e daje, alla fine riesco a raggiungere un soddisfacente livello di affumicatura, così da poter indossare un abito bianco da cocktail, senza sembrare Carla Fracci messa all’ingrasso da Benedetta Parodi.

Nonostante questo mio destino più dorato di altri, sento comunque il dovere di portare avanti la battaglia di chi non riuscirebbe ad abbronzarsi manco con un’ustione di terzo grado.

Chiariamo innanzitutto che non c’è bisogno di esclamare “Come sei biancaaah!” ogni qualvolta noi si arrivi in spiaggia all’inizio delle vacanze: voglio dire, anche a me verrebbe da dirti “Come sei cessa“, ma sinceramente lo tengo per me. Scusa se è il mio primo giorno di mare, scusa poi se non lavoro da “Sasà, o’ mago della lampadà” e scusa ancora se il mio capo ancora non si è deciso ad installare delle lampade UV per tutto l’ufficio, mentre noi lavoriamo in bikini ed occhialetti di protezione. Se te non c’hai un cazz* da fare nella vita tra fine aprile e luglio, non è un mio problema.

Diciamo che poi ci sarebbe anche da modernizzarsi un po’ sulla dialettica, eh: possibile che arrivati alla settordicesima serie di “Bullismo al sole”, ancora non siate riusciti a coniare termine che non sia il classico “mozzarella“?  Vi è forse morta la maestra proprio nel momento in cui vi stava spiegando la differenza tra i vari latticini?! Un “ricotta salata” sarebbe una bella sferzata di modernità (e sapore), ad esempio.

A seguire, stendiamo un velo pietoso sulle battute che non strapperebbero un sorriso manco ad uno con il tetano, tipo “Ma non eri andata al mare oggi?/ Ma il mare l’hai visto con il binocolo?/ Ma il sole ti rimbalza?“, perché io non so se abbiate studiato un minimo di biologia (e torniamo nuovamente alla questione “livello di istruzione: tronista”), ma se uno è bianco tipo il ripieno del Cremino, in genere usa una cosa che si chiama “crema solare 50 +”  e quindi no, con mezza giornata di mare non ha alcuna possibilità di diventare la terza sorella Williams.

Dico, ma vi viene così difficile essere abbronzati senza necessariamente rompere i co***oni?!

 

Che poi, se volessimo tirarcela, ci sarebbero da citare la bellezza della pelle delle geishe, di Dita Von Teese e quelle delle sculture del Canova. Ma vabbè, vi restano solo tre neuroni non bruciati dal sole…non potreste comunque capire.