Mutanda & Pregiudizio: Sanremo 2012

Durante il solito giretto di rito sul web, tra uno sbadiglio e una sfogliata pigra al mio libro, non ho potuto fare a meno di constatare che esistono migliaia di donne più cattive di me

Devo assolutamente rendere partecipi della notizia tutti i miei cari, in particolare mia madre e il mio ragazzo, che si dicono sempre più sconvolti dalla mia vena critica. Me tapina.

Stamane le parole più digitate, postate e twittate sul web sono state: vergogna – volgare – voglio andare via da questo paese e ovviamente, mutande. “Mutande o non mutande, questo è il problema”. 
Questo deve essere stato il dubbio amletico che ha attanagliato Belen e il suo costumista prima di indossare l’arma del delitto: un meraviglioso long dress firmato Fausto Puglisi. Personalmente, quando vedo un bell’abito, indossato tra l’altro da una strafaiga, che a differenza delle altre non cammina come se le si fossero rotte le acque, non vado a domandarmi se porti o meno le mutande. Certo che lo spacco sexy e malizioso, con tanto di farfallina naif tatuata, non poteva non destare le classiche reazioni del pubblico: l’indignazione delle donne e la faccia da pirla degli uomini. Facile intuire che si tratti di una furba strizzata d’occhio all’auditel, corsa in aiuto del Festival, che di certo non può campare solo sulle manone di Morandi e sulla risata giuliva della Canalis. Anche se non nutro della sincera simpatia nei confronti della soubrette argentina, che a mio parere avrebbe potuto fare a meno di un  video casereccio e soprattutto di Fabrizio Corona, non mi sono poi così scandalizzata per un inguine depilato in prima serata. Chissà, magari la sarta aveva terminato il filo da cucire. In tempi di crisi è difficile rimediarlo in turchese e fucsia. Siamo pur sempre a Febbraio, mese del cachigno e del color sabbia.


Ovviamente quella mente suprema della Canalis, che non sapeva più come riconquistare l’attenzione del pubblico e dei cameramen, ha dovuto precisare che l’amica di scalinata, le mutande ce le aveva, tranquilli. Grazie Ely, le tue perle sono davvero rassicuranti e utili come la crema solare nei giorni della merla. Ti preferivo quando intervistavi De Niro, con lo stesso accento che ha mia nonna quando legge i nomi dei detersivi. A me sinceramente se la Rodriguez le mutande ce le avesse o meno, poco me n’è fregato. Io le mie ce l’ho, mi stanno comode e mi piacciono pure. Se a lei piace girare con la brigitte bardot all’aria, saran pure fatti suoi. Certo, se mi risparmia una visita ginecologica in prima serata, sarei più contenta, visto che di vagine mi basta la mia. C’è però da dire che Belen stava sempre lì a tenersi alzata la gonna, sempre co sta coscia protesa in avanti, con l’immancabile posa da “Wè wè paesà!” E’ come se volesse farle prendere un pò d’aria. O forse il volo. Voglio Belen come nuova testimonial del Tantum Rosa.


Ma le feroci critiche delle twitt-girls non hanno risparmiato neanche la new entry nell’Olimpo delle belle del Festival: Ivana Mrazova
“Sorriso da cavallo – Faccia da scimmia – E’ bella solo quando non parla”.
Care le mie Cindy Crawford del bel paese, che vi ritoccate le foto affinchè non si veda l’acne e lo strabismo di  Venere, invece di scrivere minchiate, datevi all’uncinetto, alla ricostruzione unghie, al sesso tantrico. O compratevi un vibratore. Un esercito di signorine Rottermaier, simpatiche come una scartavetrata sulle gengive e soprattutto tronfie e modeste come Cecchi Paone ai tempi del Telegatto: loro avrebbero saputo parlare meglio (d’altronde essendo nate in italia, quale dovrebbe essere la vostra lingua madre? L’aramaico?), loro avrebbero saputo ballare meglio ( come se conoscere a memoria la coreografia di Danza Kuduro le rendesse delle etoile della Scala). 
Ivana è bella, ironica e femminile come poche. Taglia quarantadue, stacco di coscia chilometrico, viso da zarina. E poi oh, c’ha pure le tette. Io l’ho trovata splendida e sciolta sul palco, con una dizione nettamente superiore a Elisabetta e Belen messe insieme. 



Invece di focalizzarvi sulle gengive e sull’alluce valgo, andatevi a fare i baffi e a spremervi i punti neri. INVIDIOSE.