Sono nata libera. E non ho paura di esserlo.

“Non avere paura”.

Il mio papà me lo ripete sempre che non devo avere paura. E se te lo dice un uomo del sud, cresciuto con il mare – sapore di libertà – negli occhi, ci devi credere per forza.

Nonostante quella sottile campana di vetro che quasi tutti i genitori costruiscono intorno ai propri figli (okay, forse nel mio caso “sottile” non è esattamente l’aggettivo più appropriato!), sono stata infatti cresciuta da donna libera. 

“Non siamo d’accordo, ma se ritieni sia giusto farlo, fallo”.

“Noi ci fidiamo di te.”

“Tu sai quello che fai.”

Perché con il tempo ho scoperto che la libertà ha un suo (giusto) prezzo da pagare: prendersi le proprie responsabilità.

Cogito ergo sum.

Ergo scelgo, sbaglio, ricomincio, faccio bingo. 

Sono stata libera sin dal primo vagito – libera di incazzarmi con quell’ostetrica che mi teneva giù a penzoloni – ed ho continuato ad esserlo fino ad oggi. Una libertà testimoniata dalle ginocchia sbucciate, dal nome dell’amichetta del cuore, da un cono gelato con cui puntualmente battezzavo l’abitino del giorno.

Arrivò poi l’adolescenza: i libri da leggere, il corso di teatro, gli anni passati a disegnare e a scrivere, i Nirvana ed i 99 Posse (!!!), i pantaloni di due taglie più grandi, le assemblee e le manifestazioni studentesche, i primi viaggi, i primi limoni duri in uno dei tanti giorni di autogestione.

All’epoca pensavo di essermi dovuta conquistare tutto quel mondo, così convinta nella mia lotta a quella società fighetta in cui non mi riconoscevo : mi sentivo una ribelle, un’outsider dalle palle d’acciaio, ma in realtà ero solo una ragazzina che esercitava la sua libertà d’espressione. Una libertà che nessuno difatti le vietava (anche se a mia madre è costata un corso di yoga ed una dipendenza dal filtrofiore Bonomelli).

Il corso di studi, le passioni, i centimetri di tacco, le notti brave, gli amori dentro e fuori le lenzuola, un volo aereo last-minute per Amsterdam: la mia libertà di essere – esattamente come desidero – oggi ha migliaia di volti. E’ la cultura, l’esperienza: è tutto ciò che ho vissuto (e deciso di vivere) sulla mia pelle. E’ la fortuna di essere nata in una parte del mondo dove la libertà – per legge – ce l’hai ancor prima di tirar fuori i denti da latte. E’ la fortuna di essere stata cresciuta in una famiglia basata su sani principi: Liberté, Égalité, Fraternité, Frittur di calamarè.  

 

Sono nata libera e continuerò ad esserlo, anche se questa società sembra volermi convincere del contrario.

Sono nata libera e continuerò ad esserlo – a lottare per chi ancora non lo è del tutto, perché non saprei essere una donna diversa da quella che sono. 

Perché un uccellino lo puoi mettere in gabbia, ma non puoi farlo desistere dal suo naturale desiderio di volare. 

cancella

Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…