Non piacere a tutti i costi. Sii te stessa a qualsiasi costo.

Non mi sono mai fidata delle persone che piacciono a tutti. Quelle che sembrano mettere d’accordo le personalità più disparate, manco fossero degli adattatori da viaggio per la presa del telefonino. Le persone che piacciono a tutti nascondono qualcosa, non posso dimostrarlo scientificamente, ma ne sono sicura: chi una doppia faccia, chi un secondo fine, chi il menefreghismo più totale.

Non mi sono mai fidata (e non lo faccio tuttora) delle acque chete anche nei giorni di tempesta, di chi non dice mai una parola fuori posto, di chi “tutto bene grazie”/”si certo” sempre e comunque. (Ma possibile che non vi roda mai il culo manco un po’?Non mi sono mai fidata di chi – pur di piacere – non prende posizione, non esprime giudizio,  non dice mai di no. O almeno un sacrosanto vaffanculo. Non mi fido di quelli che sono politically correct praticamente dalla nascita, dei diplomatici fino al midollo, di quelli che ti sorriderebbero a trentadue denti anche se gli vomitassi il pranzo di Natale sul tappeto persiano del salotto.

Mi fido invece delle persone che vogliono piacere per quelle che sono, costi quel che costi. Gli spontanei, gli ingenui, gli incazzati perenni, quelli che parlano troppo o troppo poco, i distratti, i rompicoglioni, i ritardatari o i maniaci della puntualità. Chi dice quello che pensa (o che almeno pensa tutto quello che dice!), chi si espone nelle proprie idee e nei propri difetti. Chi sceglie apertamente: in amore, in amicizia, nel lavoro, al seggio elettorale, ai grandi magazzini. Mi fido della ragazza con lo smalto sbeccato di sabato sera, chi ordina un hamburger in mezzo ad una comitiva di vegani, chi ad un primo appuntamento non ha timore di dire “A me ‘Il nome della Rosa‘ ha fatto cagare” o “Sotto la doccia ascolto le canzoni dello Zecchino D’Oro” (si, prendetelo come un mio sentitissimo coming-out).

I romantici in una società di avvocati matrimonialisti, chi si porta scarpe di ricambio ad un matrimonio, chi mangia l’ultima patatina fritta rimasta nel piatto, chi veste a proprio gusto, chi ogni tanto rinuncia al fondotinta, chi non trattiene uno sbadiglio, chi scoppia a ridere senza apparente motivo.

Franca Sozzani ha detto: “Non si può piacere a tutti e, soprattutto, non si deve“. Io aggiungerei che decidere di piacere a tutti è  una grandissima perdita di tempo: piacere a tutti (i costi) non ti insegna un tubo, se non un metodo rapido ed infallibile per farti venire la gastrite. E per renderti infelice. Voler piacere per forza a qualcuno (“donne innamorate dell’uomo che non se le fila manco di striscio”, questa è per voi!) è un po’ come morire dentro. 

Per decidere di piacere così come si è ci vogliono due palle così, ma è l’unico modo per sentirci (un giorno) al posto giusto, nel momento giusto e con le persone giuste.

avrai

AVRAI.

Avrai. Migliaia di scalini da salire, strade da percorrere a fari spenti, luoghi in cui sopravvivere. Avrai giorni bui in…