Non sono una signora.

Non sono una signora. Ma neanche la prima scema che passa.
Io non mi affeziono né mi lego, io semplicemente amo.

Non mi piace la sciatteria, il lasciarmi investire dagli eventi e dagli anni, mi piace piuttosto prendermi cura di me stessa e sporcarmi le mani con i sentimenti. Vivere e non sopravvivere. Centrotavola e non carta da parati.
Il botox e la chirurgia volgare non mi interessano: preferisco sentirmi amazing con un paio di pumps in vernice (ed il meglio dei The Clash in sottofondo), con una risata scrosciante nel bel mezzo di una cena formale, con un bacio lungo e passionale schiaffata al muro tipo una fetta di cheddar cheese sulla piastra.

Mi piace celebrare: il Natale, i compleanni, gli addii e gli arrivi. Gli amori, gli affetti, i traguardi. Le ferite rimarginate e le sorprese della vita. Credo nella menta profumata di un mojito con le amiche: credo che valga sempre la pena posticipare l’inizio della dieta, perché tempus fugit, ma le pizzotte fritte del buffet ancora di più.
Amo essere sorpresa: con una dedica sulla prima pagina di un libro, con un dolce appena sfornato, con un bouquet di fiori. Amo essere frivola: con un vestito vaporoso, con due dita di gloss, con un paio di parigine velate. Amo essere complicata: anarchica nei sogni, sensibile con gli altri, diligente nel lavoro, civetta nel weekend, a tratti “braccia rubate all’Anas”.
No, non sono una signora.
Io sono l’amazzone di città, fedele e leale, combattiva ed un tantino saccente.
Sono quella del veleno quando serve, della tenerezza quando meno te lo aspetti.
Sono la Iron Maiden – la “vergine di ferro” – decisamente meno vergine dell’originale, con un cuore in parte fatto d’acciaio, in parte di carta.

cancella

Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…