"Obiezione, vostro onore!": le donne sono i migliori avvocati che un uomo possa mai avere.

Bisogna ammetterlo, noi donne passiamo gran parte del nostro tempo a criticare il comportamento delle nostre simili, senza magari renderci conto di tutte le possibili variabili in grado di influenzare l’atteggiamento delle altre donne (e, voglio dire, gli sbalzi ormonali hanno il loro peso a riguardo, signore mie!): per carità, se una è ‘na stronza matricolata, c’è poco da fare, ma possibile che ci risulti così difficile metterci persino nei panni di un’amica? 

Una tua amica sparisce per qualche giorno (dove per sparire intendo il non mandarci il buongiorno su Whastapp o il non metterci i consueti cuori su Instagram) e subito stai lì a darle della stronza menefreghista, senza magari pensare che stia passando giorni frenetici o semplicemente un brutto momento. Un’altra invece ti da buca per il venerdì sera, che magari è stanca o deve tirare un po’ la cinghia per via delle ultime spese, e subito metti il broncio, digitando, in risposta al suo gentile declino per la serata, un “ok, non fa niente” che suona chiaramente come un ma-vaffanculo-va. Un’altra ancora non fa in tempo a scrivere uno stato amareggiato sull’amicizia, che la nostra codina di paglia prende fuoco, tra un turbinio di infinite pippe mentali, che si conclude con il classico messaggio del “ma con chi ce l’hai?” Ed ovviamente era chiaro che non ce l’avesse con te.
Tra femmine ci si tiene il muso per settimane, si costruiscono silenzi carichi di astio e di rimprovero, ci si stizzisce con facilità, ci si prenderebbe a padellate in faccia anche quando, diciamocela tutta, non è successo niente. Ma proprio niente niente, eh. 
E con gli uomini? Oh, con gli uomini è tutto diverso: noi donne c’abbiamo ‘sto brutto vizio di stare sempre a giustificare l’operato di un uomo (fosse anche il più spregevole esemplare di uomo-minkia presente sul pianeta terra), che se ci penso mi viene su la gastrite. L’uomo, nella distorta visione femminile del mondo, ha sempre un buon motivo per (non) fare qualcosa. E tra tutti i buoni motivi, ovviamente la voce stronzo, è l’ultima che ci salterebbe mai in mente di prendere in considerazione. Da brave galline.
Un uomo sparisce per qualche giorno (dopo averti tempestata di messaggi strappa-mutandine su Whatsapp e dopo averti tempestato di cuori su Instagram, manco avessi avuto bisogno di un trapianto cardiaco) e subito stai lì a dirti che, magari, gli hanno fregato il cellulare. E quell’ultimo accesso che compare, costantemente aggiornato sotto il suo nome in alto a sinistra sullo schermo, è il chiaro segno che chiunque gli abbia rubato il telefono, non ha ben pensato di ripristinare i dati originali di fabbrica. Figurarsi se si sia rotto le palle di te o se abbia molto di meglio da fare. Figurarsi.
Un uomo ti da buca improvvisamente per il venerdì sera o, peggio, non ti chiede (più) di uscire e stai subito lì a dirti che magari è stanco, che magari la partita di calcetto lo ha particolarmente provato. Che comunque devi renderti conto che lui poi il giorno dopo deve alzarsi presto per andare a lezione alla facoltà di Scienze delle Merendine, mentre tu, al quinto anno di Medicina/Giurisprudenza/Lettere Antiche non hai certo di questi problemi. Poi magari su Facebook lo taggano in un paio di foto all’Art Cafè in compagnia di una sventolona d’oltralpe, e subito ti dici che quella è la cugina e che in realtà sono alle nozze d’argento dei suoi genitori. (Ma non erano divorziati?)
Un uomo non fa in tempo a scrivere uno stato apertamente maschilista o a pubblicare link porno-soft, che subito stai lì a dirti che sono chiaramente dei suoi tentativi di attirare la tua attenzione, di scatenare in te un barlume di gelosia, di spirito competitivo o di gastrite. E poi lui scherza. E’ chiaro che sta scherzando, no? Ti pare che a lui piacciano davvero quelle tutte silicone, smutandate e volgari? E ti pare soprattutto che possa davvero pensare che “tira più un pelo di faiga, che un joystick della Xbox??” Ti pare?
Amiche mie, ficchiamocelo nel cervello una volta per tutte: se un uomo non ci chiama, non ci scrive, non ci fa gli auguri di natale, non ci invita ad uscire è perchè di noi (leggete attentamente) non-gliene-frega-un-fico-secco. Non è una questione di distrazione, di stanchezza, di momento difficile: è una questione di paraculaggine, capite? Preoccupatevi piuttosto di fare l’avvocato per perorare le vostre cause nella vita, nel lavoro e in amore: siate la Berardini De Pace della vostra migliore amica, di vostra sorella, delle persone (uomini compresi) che veramente contano nella vostra vita. E non del primo imbecille che passa.