Olanda: dove ci si innamora ogni giorno ed i fiori non sono mai abbastanza.

 
Ho sempre pensato che fosse impossibile innamorarsi una seconda volta dello stesso posto. Quelle famose minestre riscaldate che non vanno bene. Quel panta rei che ci impedisce di rivivere le stesse emozioni. Eppure, a quasi due anni di distanza, tornare in Olanda è stato bello ed intenso come una prima volta.

L’Olanda è come un piatto di spaghetti alla carbonara, come un Guernica osservato da vicino: non me ne stancherò mai. 
I fiori che sembrano non risentire della bruttezza del mondo, il cielo che da grigio e cupo sa schiudersi nel blu più elettrico di sempre, le case dalle finestre ampie e dagli arredi sofisticati che sanno farti sognare dall’esterno. In Olanda è tutto più bello: la birra gustata ai bordi del canale, le passeggiate al sole, i manzi che sfrecciano in bicicletta, le ragazze alte, bionde e fighe che non sanno di esserlo.

 

Groningen è stata la prima tappa di questo mio (lungo) weekend olandese: a due ore e mezza di treno dall’aeroporto di Schipol, è stato davvero piacevole spendere qualche giorno in questa bella città universitaria. A Groningen mi è sembrato di essere sul set di “Una mamma per amica”: i bistrot ed i cafè accoglienti e dal gusto boho-chic (Life is Good mi è piaciuto tantissimo!), le vie eleganti che si snodano tra i canali ed il parco, il mercato del sabato mattina, quei volti giovani e sorridenti che affollano i wine-bar nell’ora di punta.
Una realtà a portata d’uomo, un vero toccasana per chi, come me, aveva bisogno di prendere le distanze dai ritmi serrati della grande città: a Groningen ci si sveglia con calma, si beve un ottimo cappuccino da Simon Levelt (buono come quello nostrano!), si esce dal lavoro quando è ancora possibile godersi un po’ di luce, andare a correre al parco, ritrovarsi a cena in un buon locale italiano (da provare: Gustatio e l’osteria Da Vinci).

 

Amsterdam, come tutte le metropoli, ti offre invece un’esperienza a trecentosessanta gradi: non solo le passeggiate lente e romantiche lungo il Prinsengracht, gli aperitivi a base di bitterballen e frikandel, i bellissimi musei (si, esistono davvero!), la canal cruise panoramica (io ho fatto la 100 Highlights), le visite guidate nelle cittadine di Volendam e Lisse (consigliatissime, soprattutto se andate in primavera!), ma anche la night-life tra red-light-district (non esattamente l’ideale per la nostra autostima!), club e coffee-shop. Astenersi da pregiudizi di ogni tipo. Il prezzo da pagare è quello del caos delle grandi città, che si può però facilmente arginare grazie agli efficienti mezzi pubblici e alle piccole oasi di tranquillità, come i quartieri residenziali che collegano i diversi canali.

 

Top food del viaggio (in sequenza): Wereldburgers, Life is Good!, Bagel&Beans, Simon Lévelt (Groningen)
 
E se foste alla ricerca di altri due buoni motivi per visitare l’Olanda, ci sono sicuramente da menzionare: a) il rifarsi gli occhi costantemente (la percentuale di tocchi de sorco bei ragazzi è sopra la media europea. Barbe incolte, giacche da sartoria, pelle ambrata: la bellezza qui non conosce limiti di età, etnia o stile di vita), b) il buon cibo (avocado a go-go, fritti sfiziosi, carne e pesce selezionati, diversi ristoranti italiani “doc”).
Insomma, nella mia amata Olanda sono “pizza e fichi”: in tutti i sensi.
————————————————-
PH CREDITS: @noncontofinoadieci su Instagram

firenze viaggio

Quanto mi garba Firenze!

Ogni volta che vado via da Firenze, lascio un pezzettino del mio cuore. Ogni volta che torno a Firenze, lascio i…