Oltre la paura.

Qualcuno un giorno ha scritto “Chiediti che cosa faresti se non avessi paura“.

Ed io ho deciso di chiedermelo sul serio.

Oltre la paura c’è un viaggio da affrontare tutto da sola. Uno di quelli con mappa alla mano, lingua straniera nelle orecchie e paesaggi in cui spegnere i propri pensieri. Che la destinazione è certo più bella se condivisa con qualcuno a cui tieni davvero (e forse sarebbe il caso di iniziare a tenere di più a me stessa). Ci sono l’Andalusia, San Francisco e magari Machu Picchu.

Oltre la paura c’è un bacio da rubare, una bomba che aspetta solo di essere innescata. Oltre il timore di rovinare tutto o di una carezza di troppo, c’è una passione che attende solo di essere vissuta. Due corpi (poco celesti, molto carnali) che si attraggono ma al tempo stesso continuano a respingersi. Come due perfetti idioti.

Oltre la paura c’è una porta da chiudere ed un’altra da spalancare. (Forse) una rotta da cambiare. C’è il coraggio di perseguire i propri sogni e di guardarsi con onestà allo specchio. “Cos’è che vuoi veramente?” Un progetto ambizioso, un salto nel vuoto (no cordone di sicurezza), una strada da percorrere a fari spenti.

Oltre la paura c’è la donna che potrei essere, ma della quale non mi sento all’altezza. Stupidamente. C’è la sfacciataggine di chi nelle cose ci si butta di petto (o la va…o ‘sti cazzi), la leggerezza di chi non pianifica ma vive il momento, l’onestà di chi “scopami, ora“. Perché le brave ragazze andranno pure in paradiso, ma quelle che si tengono tutto dentro prima o poi finiscono dallo psicologo.

Oltre la paura – di sbagliare, di perdermi, di ferirmi – c’è tutto quello che ho sempre desiderato avere. 

Oltre la paura – di sbagliare, di perdermi, di ferire – c’è tutto quello che devo a me stessa: la libertà di essere quella che sono. Veramente.

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Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…