Ormeggi sciolti. Si salpa.

Un po’ un salto nel vuoto, che tanto qualcuno dovrà pur prenderti.
Un po’ una sfida con se stesse, per renderti conto di quanto vali.
Quando ti sarai (finalmente) sporcata le mani, gli occhi e il midollo.
Un po’ una sorta di evasione dalla routine, dalle cose che proprio non vanno, da quelle che potrebbero andare meglio e da quelle perfette così come sono.

L’odore delle lenzuola pulite, di quelle che come le stende la mamma, nessun’altra mai.
Il traffico dell’ora di punta, sempre meglio di quando ti ritroverai bagnata come un pulcino ad attendere un autobus che non passa.
Una stretta di mano amica. Forte, leale, pulita. Di quelle che ti-voglio-bene-così-come-sei.
Le risate del giovedì pomeriggio, tra una lezione di step e un aperitivo con tante bollicine.
Certi abbracci infiniti, in cui sentirsi piccole ed importanti allo stesso tempo.

Le serate cinefile.
Il dvd pigro della domenica.
Il caffè con le amiche
Lo shopping compulsivo del weekend.
Le chiacchiere civettuole tra i banchi dell’università.

Ora basta però.
Che poi dite che sono diventata buona.
Che poi dite che sono melensa e tritamaroni come le poesie sul Cioè.

Su, datemi un abbraccio e ditemi che tutto andrà bene.
Che sarò forte e cazzuta.
Che saprò cavarmela: in cucina, nello studio, nelle relazioni con gli altri.
Che mi aspettano giornate entusiasmanti.
Che la vita è bella solo se osi. E che io lo sto facendo nel modo giusto.

Pronte? Si parte!

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