Prendere la vita di petto: istruzioni per l’uso.

La forza di gravità è come un uomo che prova a palparti il sedere in discoteca: sai che la sua presenza è sempre dietro l’angolo, ma puoi comunque imparare a metterlo al suo posto. E se il maschio omega dalla mano “più lunga del dovuto” può essere a) umiliato pubblicamente (possibilmente davanti ad un bodyguard grosso e mansueto come King Kong), b) redarguito con una strattonata di polso o – se vi sentite particolarmente “uterine” – una ginocchiata tra i gioielli di famiglia, la questione contro la forza di gravità è un tantino più complicata, lo ammetto. La forza di gravità infatti non agisce mai da sola sul nostro corpo: quando si piglia a braccetto con l’avanzare del tempo (non dico ai livelli di “ricordati che devi morire“, ma qualcosa di più simile a “ricordati che non hai più 21 anni, bella de casa“) sa essere davvero simpatica ed inopportuna come quelle che ti fregano l’ultima taglia utile durante i saldi.

Non ha senso farne una tragedia: è un destino a cui andiamo incontro tutte, anche Gisele Bundchen ed Elisabetta Canalis, si si. E se a tal proposito la genetica e l’aiuto di un bravo chirurgo possono tenerla a bada con zero fatica, è anche vero che uno stile di vita sano e dinamico può essere altrettanto determinante.

Come vi avevo anticipato, per il mese di Ottobre ho deciso di dedicarmi esclusivamente all’argomento “decoltè”, con i post più disparati (seri, serissimi, ironici, comici) che ritengo possano essere spunto di riflessione per chi legge. Quindi insomma, oggi non ci resta che vedere insieme come scoraggiare la “forza di gravità” (insieme all’avanzare del tempo, ai dimagrimenti repentini, all’allattamento, ecc.) che, tra le tante cose, si accanisce pure sulle nostre tette.

Parola d’ordine: sport. 

Perché anche se il seno è costituito essenzialmente da una componente ghiandolare e tessuto adiposo, migliorando il tono dei pettorali, gli garantiremo un sostegno più adeguato.

  1. Prevenire è meglio che curare: non bisogna certo aspettare di avere la stessa età di Nonna Salice per iniziare a risollevare le sorti del nostro decoltè. Un’attività fisica regolare andrebbe praticata già da giovincelle.
  2. Indossa un reggiseno adatto: non importa se tu sia la prima o la quarta della classe delle pettorute, quando fai sport sarebbe buona abitudine indossare un reggiseno sportivo che contenga bene, attutisca i movimenti (a maggior ragione, se porti una quinta, vorremmo evitarti un trauma facciale durante la corsa sul tapis roulant!) e renda confortevole il tuo allenamento.
  3. Fai attenzione alla postura: petto in fuori e spalle ben aperte indietro, signorina! Durante qualsiasi esercizio, così come durante le attività di tutti i giorni, cerca di correggere la schiena. Lo stretching, il pilates e la ginnastica postulare possono insegnarti ad avere maggior controllo sulle posture scorrette.
  4. Prendila di petto: se hai intenzione di iscriverti in palestra, il mio consiglio è di affidarti ad un istruttore che ti segua in uno schema di allenamento completo (a volte ci concentriamo sempre su ‘sti benedetti culi, dimenticando tutto il resto…tipo i pettorali ed i tricipiti!), se invece hai la necessità di allenarti a casa, ti consiglio di seguire qualche brava guru del fitness che proponga esercizi mirati (tra le mie preferite: Blogilates, Autumn Calabrese e Tiffany Rothe).
  5. Stretching: mai senza! Per cominciare, puoi provare questo di Ballet Beautiful, rubato alla ballerine di danza classica.
  6. Gli esercizi: a casa puoi dedicarti ad esercizi a corpo libero (come questi proposti da Lucy Wyndham-Read), esercizi a corpo libero combinati (come in questo mini-allenamento proposto da Cassey Ho) o a circuiti con manubri leggeri (come in questo di Tiffany Rothe). Per gli esercizi ed i circuiti più impegnativi (ad esempio se utilizzi manubri dai quattro chili in su), ti consiglio di eseguirli sotto la supervisione di un bravo istruttore, in modo da imparare correttamente i tempi e l’esecuzione del movimento, evitando spiacevoli imprevisti!