Big girls cry: piangi e sarai libera.

Le lacrime che scendono silenziose mentre aspetti di prendere sonno. Quelle che ti rigano il volto al ritorno da una festa (è andata come è andata, non è andata come volevo). Quelle che provi a trattenere con tutte le tue forze – guardo in alto, respiro a fondo – che “si sto bene, non è niente. Davvero..” (quante volte lo hai detto?).

Le lacrime che proprio non sei riuscita a nascondere e quelle che non hai permesso agli altri di vedere. Le lacrime che ti hanno rovinato il trucco nei momenti più sbagliati – mascara “waterproof”, si, il cazzo! – e quelle ancora che non sei riuscita a piangere, ma saresti pronta a giurare che erano proprio lì.

Le lacrime con cui avresti potuto scatenare quella pioggia fitta e battente che solo Londra conosce – “ti amo ancora/ possiamo parlare?/ resta, io ho bisogno di te” – e che invece hai preferito far cadere una ad una, in assoluto silenzio stampa.  Le lacrime di cui ti sei vergognata, quelle che hai finito per dimenticare, le lacrime del “non ce la faccio (più)”.

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Ci hanno cresciute con la convinzione che piangere sia una cosa da bambini, che a piangere siano i deboli, i falliti, le “gattamorte”, i quaquaraquà. Ed invece un giorno ti rendi conto che per piangere – da adulti – ci vogliono due palle così.

Riconoscersi fragili (noi che pensavamo di poter conquistare il mondo, sempre e comunque), mettersi a nudo (noi che rifuggiamo la prova costume, figuriamoci il nudo integrale dell’anima!), fermarsi a prendere fiato (noi che abbiamo sempre viaggiato con il turbo), affrontare l’infelicità (noi che pensavamo che certe cose accadessero solo nei film), chiedere aiuto (noi a tutti i costi cresciute con la massima “se mai ti servirà una mano, la troverai alla fine del tuo braccio“): si, piangere – da adulti – significa fare tutte queste cose contemporaneamente. E richiede tanto coraggio.

Ma è proprio il coraggio a renderci liberi – dagli schemi, dall’orgoglio tossico, dalla cattività – e la libertà è l’unica strada che può ricondurci a noi stessi.

Il punto di partenza per la nostra felicità (che di questi tempi ci va bene anche quella part-time, eh).

Si, ogni volta che piango (ed ammetto – ahi, che dolor! – che in questo periodo mi capita più del solito) sento di fare un regalo a me stessa: è solo un periodo di merda, tu sei umana e vai bene così come sei. Ne usciremo.

Si, come queste lacrime qui ne usciremo anche noi.

 

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Cancella e riavvolgi.

Come cantavano i The Cardigans: cancella e riavvolgi. Ogni volta che questo film ti sembri un melodramma senza fine,…