Io sono nata donna. E tu, che super-potere hai? (#PinkIsGood & #GirlPowerTag)

Chi pensa che il colore “rosa” sia roba da femminucce è probabilmente rimasto ai tempi di mia nonna. O a quelli in cui andavano di moda le magliette rosa del Diabolika (un minuto di silenzio per ricordare tutte le vittime di questa orribile piaga del costume sociale).

Di rosa non si tingono infatti solo le chiome dei Mini Pony o la celebre via cantata da Edith Piaf, ma anche tante splendide iniziative dedicate alla tutela della salute di noi donne: questo mese voglio parlarvi di #PinkIsGood e dei minuti che dona alla ricerca e alla lotta contro il tumore al seno. Grazie al nostro “shopping”.
Ero già a conoscenza del progetto #PinkIsGood – promosso dalla fondazione Umberto Veronesi – e sono dunque rimasta entusiasta di questa iniziativa con cui vi sarà possibile sostenere la ricerca contro il tumore al seno acquistando i prodotti che aderiscono al progetto (trovate tutti i marchi partners ed i dettagli sul sito pinkisgood.it).

 

Noi facciamo “shopping”, Pink-is-good ci guadagna in (preziosi) minuti di ricerca.
Chi segue il mio blog sa che tengo molto a promuovere messaggi di sensibilizzazione in fatto di salute (in fondo alla pagina trovate tutti i miei post sull’argomento!) e che non ho problemi a “mettermi in gioco” per una giusta causa: ho quindi aderito con piacere alla sfida “virale” di #PinkIsGood, che consiste nel “dipingersi” la faccia da guerriera con due dita di rossetto rosa  (yalalalalalaa – urlo di Xena in sottofondo), scattarsi un selfie, usare gli hashtag #PINKISGOOD #DONAMINUTI per condividerlo via social ed invitare i vostri amici a fare lo stesso.
L’obiettivo? Mantenere viva l’attenzione su un argomento tanto attuale quanto delicato come la prevenzione del tumore al seno, invogliare quante più persone possibile (maschietti compresi!) a documentarsi e a mobilitarsi sulla questione, sostenere infine il lavoro dei ricercatori. Concretamente.
Ho preso spunto dalla divertentissima Violetta Rocks (te amo na cifra, ciaooh!), che nel suo ultimo video ha deciso non solo di promuovere la challenge #PinkIsGood, ma anche di proporre un #questiontag perfettamente in linea con l’argomento “donne che si prendono cura di se stesse” (nonché uno dei pochi #questiontag intelligenti e senza domande idiote tipo quante volte ti scaccoli al giorno?).
Raccolgo la sfida di Violetta e parto con il mio #GirlPowerTag!
Cosa vuol dire per te “girl power”?
La “girl power” è per me la filosofia di chi ha fatto del suo “essere donna” un privilegio e non una pura causalità. “Girl power” non è aggressività o look sopra le righe (ah, se solo ripenso a certi outfit delle Spice Girls…): “girl power” è concepire la propria natura femminile come uno splendido punto di partenza per fare cose altrettanto meravigliose. Ammiro il “girl power” delle studentesse fuori sede, delle giovani madri lavoratrici, delle ricercatrici all’estero, di quelle che affrontano a testa alta pregiudizi infondati, grandi perdite o gravi malattie. Il “girl power” è credere in se stesse e nelle proprie possibilità. “Girl power” è sentirsi il “sesso debole” solo quando si ha lo smalto ancora fresco sulle unghie.
 
Quali sono i consigli che daresti alle ragazze per essere “powerful“?
Non si può essere “powerful” senza prima imparare ad amare se stesse: riconoscere i propri difetti deve essere uno stimolo per migliorarsi e non per volersi meno bene! Siamo nate per essere perfettibili e non perfette! Se è vero che avere piena coscienza dei propri limiti è segno di maturità, è anche vero che non bisogna essere troppo severe verso se stesse: guardatevi (dentro e non solo allo specchio!), imparatevi a conoscere e valorizzate i vostri punti di forza (una nota caratteriale, una passione, una particolare attitudine, una qualità fisica). Non vivete poi il vostro “essere donna” con troppa presunzione e competizione: ricordate che dalle altre donne – coetanee e non – si ha sempre tanto da imparare nonché da condividere.
Se avessi un super-potere quale sarebbe? E come lo useresti?
Avete presente le salviette struccanti? Ecco, a me piacerebbe avere un potere simile, ma non per una questione di “beauty routine”, quanto invece per smascherare su due piedi la falsità altrui. Se è vero che un ottimo detergente è in grado di neutralizzare il più sofisticato dei contouring, a me piacerebbe fare lo stesso con tutte quelle persone (e – ahimè – spesso si tratta di donne!) che fanno le “amiche” alla luce del sole, per poi rivelarsi delle serpi velenose non appena giriamo le spalle. Userei questo “super-potere” non solo per dare il benservito a queste mascalzone (magari con una bella figuraccia plateale), ma soprattutto per “aprire gli occhi” delle persone a cui tengo sul loro conto. Non sopporto la cattiveria gratuita, soprattutto se covata nella più bieca meschinità. Per fortuna che a volte, più che un super-potere, basta attendere che la “verità venga a galla”. Od usare gli stamp delle chat di WhatsApp. 
 
 
Qual’è la tua posa da “girl-power“?
In genere impugno una forchetta con una mano ed un coltello con l’altra. Si, mi sento decisamente “powerful” quando siedo a tavola! Questo non solo perché faccio di secondo nome “aspirapolvere” quando se tratta de magnà, ma soprattutto perché credo nell’idea che le donne non debbano vivere costantemente in lotta con il cibo (anche se so che mangiare una coscetta di pollo senza l’ausilio delle mani può avere i suoi problemi…) o – peggio – vivere il mangiare come “una colpa”. (Che poi, senza cibo dove le trovate le energie per essere “powerful”?)
 
Quale prodotto di bellezza ti fa sentire “powerful“?
Il mascara. Si, senza mascara (voluminizzante ed incurvante) mi sentirei una donna finita. Sarà che non sono nata con le ciglia di Kim Kardashian, sarà che per me uno sguardo “deciso” e “sofisticato” è il biglietto da visita vincente. In ogni occasione. (In caso di matrimoni, partenze e film romantici, in versione “waterproof”, of course!)
 
Perché è importante avere come modelli delle ragazze “powerful“?
Perché nella vita la curiosità è sinonimo di intelligenza. E curiosità significa anche guardarsi intorno e lasciarsi ispirare (rimanendo fedeli a noi stesse) da tutte quelle grandi donne  (più o meno giovani) che abbiamo la fortuna di incontrare lungo il nostro cammino. E poi, chi l’ha detto che il “girl power” ha un’età? Ho visto molto più “girl power” nelle scelte di certe madri, di certe insegnanti e di certe donne “anta” di mia conoscenza, che in tutte le coreografie di “Who run the world?” di Beyoncé.
Chi tra le giovani trovi “powerful“?
Per quanto le nuove generazioni lascino un po’ a desiderare in tema di “ambizione” e “amore per se stesse”, devo dire che il web ci è comunque testimone di piccole (grandi) donne davvero “powerful”. Un esempio su tutti è quello di Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice di un Premio Nobel per la pace, che con enorme coraggio e fermezza si fa promotrice di cultura e libertà di espressione nel suo paese. E che dire di Cassandra Naud, giovane ballerina professionista che, incurante dei canoni estetici “convenzionali”, sfoggia con orgoglio la voglia nera con cui è nata ed invita tutte ad “essere orgogliose della propria unicità“?

 

A mia volta taggo per questa “girl-power challenge” (ed invito a sostenere la campagna #PinkIsGood) alcune delle mie blogger preferite: Laura di Purses&I , Mina di The Style Fever, Luisa di Life Laugh Love and Lulu, Fabiola di WildFlower Girl ed Eleonora di The Princess Vanilla!

 

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